UNICOOP TIRRENO, ASPETTATIVE DISATTESE SUL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE APPROVATO DAL RERENDUM DEI LAVORATORI. I SINDACATI PROCLAMANO LO STATO DI AGITAZIONE

Venerdì, 29 Settembre, 2017

Roma, 29 settembre 2016 - Al tavolo con la direzione della cooperativa di consumo Unicoop Tirreno - presente con 109 punti vendita in Toscana, Campania, Umbria e Lazio e circa 5200 dipendenti - i sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs hanno espresso forti perplessità sulla realizzazione del piano di riorganizzazione  approvato dal referendum dei lavoratori nei mesi scorsi.

Le tre sigle hanno in particolare stigmatizzato il parziale utilizzo  degli ammortizzatori sociali per i 300 fte dipendenti della sede di Vignale Riortorto per i quali l’intesa di luglio contemplava il ricorso alla cassa integrazione straordinaria a rotazione; le perplessità dei sindacati anche sul futuro occupazionale dei lavoratori dei punti vendita in chiusura in Campania, a Santa Maria Capua Venere e ad Arenaccia, nel Lazio e in Toscana a Vallerano, Porto Santo Stefano e Barga e sulle sorti dell’Ipercoop di Livorno, di cui si prospetta la riduzione.

Le tre sigle hanno anche stigmatizzato il frequente ricorso alla flessibilità, la terziarizzazione della logistica e l’esternalizzazione di alcuni reparti, tutto ciò, si legge in un comunicato congiunto «in netta contraddizione con l’obiettivo di internalizzare il più possibile annunciato in passato». «Filcams Fisascat e Uiltucs – prosegue la nota unitaria - dichiarano pertanto lo stato di agitazione. Di fronte a nuove urgenze occupazionali verranno messe immediatamente in atto azioni di mobilitazione».