Conad/Auchan. Avviato il confronto in sede sindacale sui delicati passaggi del processo di acquisizione, coinvolti 18mila addetti

Mercoledì, 28 Agosto, 2019

Roma, 28 agosto 2019 – Avviato il confronto in sede sindacale sui delicati passaggi del processo di acquisizione Conad/Auchan che complessivamente coinvolge circa 18mIla lavoratori. Le federazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno incontrato i rappresentanti della Bdc Italia SpA, la nuova proprietà di Auchan Retail Italia SpA che controlla Auchan SpA e Sma SpA, per fissare un calendario di ulteriori incontri finalizzati alla definizione di un insieme di regole e linee guida.

Il tavolo tornerà a riunirsi venerdì 30 agosto e sabato 7 settembre. L’ordine del giorno proposto dai rappresentanti aziendali ha riguardato i sottoelencati argomenti:

1) aggiornamenti in relazione ai fatti verificatisi successivamente al closing sottoscritto il 31 luglio 2019;

2) andamento del business;

3) piano industriale ed iniziative;

4) regole per gestione impatti dell’operazione nel medio-lungo termine (la fase 1 consterà di 18 mesi e la fase 2 si concluderà entro il 36° mese);

5) regole e modalità di innesto dei PdV pronti per la “presa in carico” da parte di Conad;

6) contrattazione collettiva (di primo e secondo livello) applicata;

7) regole sull’utilizzo degli strumenti di sostegno al reddito ed all’occupazione;

8) regole su un processo di mobilità (carattere volontario e /o con requisito prepensionamento) per agevolare il processo di riorganizzazione/ristrutturazione;

9) gestione dell’ indotto (franchising, logistica ed appalti);

10) struttura societaria (Gruppo Auchan e Gruppo Conad);

11) PdV con interventi di ristrutturazione già in corso.

In estrema sintesi, rispetto al piano industriale ed alle iniziative, i rappresentanti di parte aziendale hanno fornito informazioni di massima:

- sulla volontà, rispetto alla rete di vendita, di procedere ad un processo di integrazione e valorizzazione delle sinergie fra le due “piattaforme” facenti capo, rispettivamente, ad Auchan ed a Conad;

- sulla necessità di razionalizzare i costi di gestione; - sulla strategia commerciale improntata a obiettivi di sviluppo e di implementazione dei ricavi.

Più nello specifico, è stato comunicato che dal 1° agosto 2019, rispetto alle locazioni immobiliari, è stata inviata a tutti i proprietari degli immobili la comunicazione di avvio delle richieste di rinegoziazione dei canoni, con obiettivo di ridurre l’incidenza attuale sul fatturato (che, nella maggior parte dei casi, è superiore al 5%) a valori di sostenibilità mediamente pari al 2%; a tal fine si prevede che le prime sessioni con i proprietari - che hanno già fornito disponibilità agli incontri – si dovrebbero tenere entro ottobre 2019.

Sul versante degli acquisti indiretti, a partire dal 26 agosto 2019, in corso di due diligence, si è stabilito di intervenire sui rapporti con gli attuali fornitori per valutare il da farsi sulle criticità delle gare svolte in ambito Auchan per identificare i margini di efficientamento; in tale filone si attiverà la revisione delle modalità di selezione dei forniti mediante il coinvolgimento di nuovi players, al fine di incrementare il fattore competitivo, con l’obiettivo di ridurre l’attuale spesa pari a circa 450 milioni di euro annui.

Sul tema della rete vendita oggetto del passaggio (o della “presa in carico”) da Auchan / Sma a Conad, ci è stato riferito che, tra inizio ottobre 2019 e fine febbraio 2020, avverrà la presa in carico da parte delle Cooperative Conad di 110 pdv (per 5.700 dipendenti coinvolti); nel solo mese di ottobre 2019, infatti, è prevista la presa in carico di circa il 30% dei negozi per circa 40 pdv nelle regioni Lazio, Lombardia, Marche, Abruzzo, ed Umbria (per un totale di circa 1.400 dipendenti); inoltre, entro il primo trimestre 2020, con ogni probabilità si dovrebbe avere un’ulteriore “presa in carico” da parte della rete Conad di altri 20/30 pdv, che, con interventi su layout e l’organizzazione, potrebbero, nel breve termine, mostrare risultati di performance migliorativi, in linea, cioè, con i valori di sostenibilità minima richiesti per passare a Conad.

Da novembre 2019 ed entro la seconda metà del 2020, sarà possibile la presa in carico di un ulteriore gruppo di negozi che potrebbero nel medio termine “riprendersi” con interventi di razionalizzazione dei cosi e di rilancio del fatturato; sempre da novembre 2019 ed entro la fine del 2021, al fine di centrare l’obiettivo previsto di gestione dei negozi per i quali si rendono necessarie iniziative di riorganizzazione e ristrutturazione per recupero parametri minimi di sostenibilità economica e redditività, con connesse valutazioni su organici e/o trattamenti, si “tirerà una linea” per fare delle verifiche.

Sulle tempistiche e sulla perimetrazione complessiva della rete che sarà gestita da Conad, inoltre, occorrerà stabilire e definire sedi di verifica, a seguito del pronunciamento dell’Antitrust , su sovrapposizione ed eventuali vincoli, ma solo dopo il pronunciamento dell’Autority.

A conclusione della loro introduzione, i rappresentanti aziendali hanno proposto ai sindacati di approfondire i seguenti temi:

1) cornice di riferimento per la gestione degli impatti dell’operazione a medio e lungo termine con la prevista sottoscrizione di un protocollo di relazioni sindacali, prevedendo la creazione di un organismo di coordinamento (per gestire materie, tempi e temi per dello stesso protocollo);

2) regole e modalità di innesto dei pdv pronti per la presa in carico. Si procederà a trasferimenti dei negozi - in gruppi di 4/5 - di rami aziendali per il tramite dell’affitto in attesa di conferimento (3/4 mesi) a titolo definitivo (con possibilità di sub-affitti a terzi con medesima regolamentazione e tutela) da accompagnare con la sottoscrizione di un accordo quadro che fissi gli aspetti generali (decorrenza, contrattazione collettiva, applicazione art. 2112 c.c., ecc.);

3) contrattazione collettiva (primo e secondo livello). E’ stato ribadito il fatto che l’85% della rete commerciale ricompresa nel perimetro Conad applica un CCNL sottoscritto da Filcams, Fisascat e Uiltucs; inoltre, è stata data la disponibilità a discutere con le OO.SS. il CCNL che Auchan dovrà applicare (attualmente applica quello di Federdistribuzione);

4) regole di utilizzo degli strumenti di sostegno al reddito ed all’occupazione;

5) regole mobilità (carattere volontario e /o con requisito prepensionamento);

6) gestione dell’indotto (franchising, logistica ed appalti). La direzione societaria ha espresso ladisponibilità a fare il punto della situazione sulle necessità occupazionali dei soggetti subentranti nella gestione dei pdv ad una determinata data;

7) struttura societaria (Gruppo Auchan e Gruppo Conad). Con ogni probabilità, già dal 2019, sarà superato il dualismo Auchan SpA e Sma Spa;

8) situazione dei pdv con interventi di ristrutturazione già in corso che saranno i primi ad essere “attenzionati” ed interessati da interventi finalizzati al rilancio.

Purtroppo, nonostante varie richieste delle organizzazioni sindacali, oltre al fatto che si condivideranno soluzioni comuni e applicabili a tutti i lavoratori interessati a fuoriuscire dall’organizzazione aziendale sia di Auchan che di Sma, non ci sono state fornite ulteriori disponibilità. Alle richieste di parte sindacale in ordine alla necessità di evitare, anche a livello di soluzione eccezionale, l’opzione del sub affitto dei negozi, al fine di non “sfilacciare” eccessivamente la struttura di un’entità commerciale già interessata da un sensibile cambiamento strutturale, non ci è stata data una risposta positiva.

Anche rispetto la sollecitazione di parte sindacale di chiedere alle 7 Cooperative (che tra poco saranno 6 e che dovrebbero divenire 4) del sistema Conad di farsi carico di riassorbire personale che dovrebbe risultare in esubero a seguito dell’articolato progetto di ristrutturazione (con riferimento anche alle figure lavorative impiegate sulle funzioni centrali e sulla logistica).

La Fisascat Cisl, presente all’incontro con il segretario nazionale Vincenzo Dell’Orefice, ha stigmatizzato il fatto che il modello prevalente del passaggio dei negozi sarà quello baricentrato sui singoli dettaglianti aderenti a Conad, mentre avrebbe costituito una maggiore garanzia di raggiungere una massa critica utile a dare maggiori tutele ai lavoratori e operare, così com’è stato fatto in analoghe situazioni, con società controllate dalle Cooperative del sistema.