CURA E ASSISTENZA ALLA PERSONA, LA WORLD CONFERENCE UNICARE GLOBAL UNION ANALIZZA L’EVOLUZIONE DELLA CONTRATTAZIONE DI SETTORE NEL MONDO.

Venerdì, 15 Febbraio, 2019

L’ASSISE ELEGGE MIGUEL ZUBIETA NUOVO PRESIDENTE, PIERANGELO RAINERI DEL SINDACATO ITALIANO FIST CISL ELETTO VICEPRESIDENTE

Roma, 14 febbraio 2019 - Il comparto privato della cura e dell’assistenza alla persona sta avendo una crescita esponenziale in tutto il mondo, per effetto sia della graduale contrazione del welfare pubblico che della maggiore richiesta di servizi, anche correlata ai nuovi scenari demografici ed all’invecchiamento della popolazione, fenomeno in espansione in molti paesi del globo. Ma come tutelare l’occupazione nel settore? Come garantire salari adeguati e migliori condizioni di lavoro? E’ questo il leit motiv della seconda giornata di lavori della conferenza mondiale di Unicare Global Union - il sindacato internazionale della cura e dell’assistenza alla persona affiliato al sindacato mondiale dei servizi Uniglobal Union – in corso a Roma. Il panel “Togheter we can do it”, “insieme si può”, ha analizzato le previsioni della contrattazione di settore realizzata in Italia, dove nel comparto privato della cura e dell’assistenza alla persona sono occupati complessivamente circa due milioni di addetti tra badanti e lavoro domestico, dipendenti delle cooperative sociali, delle imprese del settore, ma anche di studi professionali, aziende delle termali e farmaceutiche e degli istituti socio sanitari assistenziali educativi gestiti da enti ecclesiastici. Il focus della kermesse è stato dedicato alla evoluzione della contrattazione avviata ormai 25 anni fa con Agidae, l’Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica, applicata ad oltre 50mila dipendenti. E’ il presidente dell’Associazione Padre Francesco Ciccimarra ad illustrare il sistema di relazioni sindacali esistenti dal 1994 ad oggi «consentendo di definire una contrattazione collettiva incentrata non solo sul salario ma anche sugli aspetti connessi alle tutele dei lavoratori ed alla formazione professionale, come anche sulla sicurezza e sulla privacy e più recentemente sul welfare riferito all’assistenza sanitaria integrativa, mettendo al centro la persona e le sue necessità realizzando i prìncipi di fraternità e uguaglianza del magistero della Chiesa cattolica, tenendo però presente che anche un buono stato di salute delle imprese e delle associazioni di settore è essenziale per garantire una occupazione di qualità». Un modello di contrattazione, quello italiano, da realizzare anche in altri paesi del mondo dove purtroppo le relazioni sindacali sono difficili e osteggiate dai governi in carica, come accade ad esempio in Brasile, Colombia, Cile ed Uruguay ma dove comunque centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori aderiscono convintamente al sindacato, come è stato illustrato da esponenti dei vari movimenti sindacali presenti alla conferenza. Un tema molto sentito anche in Europa dove il sindacato europeo dei servizi Unicare Europa ha collaborato con la Commissione Europea e con la Consulta per la Giustizia~Europea~dei~Diritti dell'Uomo per migliorare le condizioni di lavoro nel settore di cura e assistenza. Alla kermesse ha preso parte Elisabeth Messtheneos, rappresentante di AGE Platform Europe, una rete europea di organizzazioni senza scopo di lucro di e per persone di età superiore ai 50 anni che mira a promuovere e promuovere gli interessi dei 200 milioni di cittadini di età superiore ai 50 anni nell'Unione europea e di sensibilizzare le questioni che li riguardano di più. «L’approccio è quello di garantire i diritti umani e di rispondere alla necessità dell’individuo – ha dichiarato la funzionaria della AGE Platform Europe – cercando di continuare ad assicurare e migliorare la qualità dei servizi di cura e di assicurali anche nella terza età attraverso per esempio l’attivazione della long-term care, ossia la possibilità di accesso alle cure a lungo termine nella terza età». Analizzato anche lo stato delle relazioni sindacali in Repubblica Ceca e Polonia dove i sindacati cechi e polacchi Cozz, Uzo, Opzz Kp portano avanti da oltre cinque anni una capillare campagna di sindacalizzazione nelle multinazionali che operano nei due stati e che rappresentano quasi la totalità delle strutture socio sanitarie assistenziali. Un movimento che raggiunge l’altro capo del mondo, in Nuova Zelanda, dove il sindacato neozelandese E Tu ha promosso una lotta sindacale che ha avuto come risultato l’incremento della retribuzione minima prevista per i lavoratori del settore cura e assistenza. Tema di confronto della conferenza anche lo stato delle relazioni sindacali con le multinazionali e le imprese for profit operative in tutto il globo e specialmente nel continente americano e nel nord Europa con una tavola rotonda alla quale hanno preso parte esponenti dei sindacati statunitensi Seiu, Rwdsu, del sindacato argentino Fatsa, del sindacato spagnolo Ccoo. L’assise ha eletto all’unanimità Miguel Zubieta, del sindacato argentino Fatsa, nuovo presidente di Unicare Global Union che succede a Carlos West Ocampo, oltre ai vice presidenti Frederic Favraud del sindacato francese Fo Fec, Pierangelo Raineri del sindacato italiano dei servizi Fist Cisl e Luis Miguel del sindacato messicano Ranfla – Sntisste. La tre giorni di conferenza modiale si concluderà il 15 febbraio con una tavola rotonda sul tema “The importance of CBA and Training”, “L’Importanza della Contrattazione Collettiva e della formazione professionale”. Tra i relatori Oliver Rothig, segretario generale del sindacato Europeo Uni Europa, Pierangelo Raineri, vice presidente Uni Global Union, JeanPiet Bauwens del sindacato belga Setca, Masanobu Furukawa del sindacato giapponese UA Zensen w Katha Fortieri del sindacato canadese Unifor. I lavori proseguiranno un panel dedicato ai sistemi di protezione sociale esistenti in Austria, Tunisia, Messico con gli interventi programmati di esponenti del sindacato messicano Sntissste, del sindacato tunisino Ugtt e del sindacato austriaco Gba.