Fist Cisl, la II Conferenza Organizzativa ridisegna la strategia di azione contrattuale e organizzativa della federazione del terziario. L’attività di rappresentanza riparte dal territorio e dai nuovi servizi agli iscritti.

Martedì, 11 Giugno, 2019

Roma, 11 giugno 2019– Riparte dal territorio l’attività di rappresentanza di Fisascat Cisl e Felsa Cisl, i sindacati di seconda affiliazione della Fist Cisl - la federazione del terziario della Cisl nata dall’operazione di accorpamento avviata nel 2014 - in una nuova strategia di azione politico-contrattuale-organizzativa finalizzata a presidiare in misura crescente i luoghi di lavoro anche attraverso una maggiore sinergia con il sistema dei servizi Cisl, con l’Inas Cisl e il Caf Cisl. Sono queste in sintesi le nuove linee programmatiche approvate dalla Conferenza Nazionale Organizzativa della categoria sindacale in programma oggi a Roma in presenza della segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. In particolare la Fist Cisl ritiene strategico offrire servizi sempre più specifici alle diverse tipologie di lavoratori del terziario privato - settore prevalente dell’economia con oltre 15milioni 300mila addetti riconducibili al commercio, turismo e servizi - siano essi dipendenti, atipici, somministrati e autonomi, questi ultimi in crescita esponenziale in Italia dove rappresentano, secondo l’Istat, il 23,2% degli occupati con oltre 5,3 milioni di lavoratori indipendenti, ben oltre la media Ue che si attesta al 15,3%. Da qui la necessità di ridisegnare politiche contrattuali ad hoc orientate non solo a garantire, attraverso la contrattazione, salari adeguati collegati alla redditività aziendale, ma anche nuovo welfare riferito al benessere ed alla crescita delle competenze. Dunque politiche formative mirate, garantite da un sistema bilaterale solido che sia in grado di di fornire accoglienza e un primo orientamento ai lavoratori, anche in tema fiscale e previdenziale, e di accompagnare in modo costante l’iscritto. Un percorso già avviato da Fisascat Cisl e Felsa Cisl, presenti sul territorio con sportelli dedicati, che confermano e rinnovano l’impegno di collaborazione nel sistema della previdenza complementare e nella promozione di un welfare sociale finalizzato a contrastare le forme di lavoro irregolare e la precarietà dilagante in un mercato del lavoro in continua evoluzione. «Il terziario nel suo complesso – ha dichiarato il segretario generale della Fist Cisl Pierangelo Raineri nella relazione introduttiva ai lavori - è caratterizzato, sia nei settori tradizionali del commercio, turismo e servizi che nei settori ad alto contenuto tecnologico, da una apprezzabile espansione dell’occupazionale che però continua a confermare la polverizzazione strutturale dei posti di lavoro con aziende sotto i 15 addetti, dove l’esigibilità della contrattazione e le aree di sindacalizzazione e di tutela sono limitate a porzioni minoritarie di lavoro dipendente». Il sindacalista ha poi evidenziato «l’opportunità occupazionale del lavoro in somministrazione, caratterizzato da flessibilità, che ha consentito a molte lavoratrici e lavoratori di entrare nel mondo del lavoro per la prima volta o di rientrarci dopo la fase di crisi che ha vissuto il Paese» sottolineando che «il compito principale del sindacato resta quello della contrattazione, a fianco delle azioni a sostegno della confederalità e della solidarietà». «Il sindacato partecipativo – ha enfatizzato Raineri – realizza la propria strategia contrattuale a partire dal nuovo sistema di relazioni sindacali e dai livelli di confronto che derivano dalla prassi contrattuale». «Tuttavia nei settori del terziario, commercio, turismo e servizi – ha aggiunto - esistono opportunità occupazionali che, pur confermate dalle tendenze del mercato, non sono sfruttate fino in fondo dall’iniziativa imprenditoriale pubblica». Per il sindacalista «una politica di sviluppo del terziario reclama il superamento di carenze di politiche pubbliche e contraddizioni di mercato che devono impegnare il sindacato a contrattualizzare il lavoro, quali che siano le forme individuali di rapporto di lavoro subordinato, le sedi lavorative, le nuove professionalità». Un obiettivo ambizioso quello della categoria cislina che dall’anno della costituzione è cresciuta costantemente passando da quota 347.837 associati nel 2013 a 422.751 iscritti nel 2018 confermando una buona capacità di rappresentanza svolta dalle federazioni di seconda affiliazione Fisascat Cisl e Felsa Cisl «che dovranno continuare a lavorare nel tentativo di contrastare anche quelle forme di dumping contrattuale che provengono da centinaia di contratti e “contrattini” che hanno trattamenti economici assolutamente insufficienti per rappresentare il mondo del lavoro». Ed è per questo che «anche sul salario minimo - ha aggiunto il sindacalista - occorre dare valore erga omnesalla contrattazione stipulata dalle parti più rappresentative ed ai minimi retributivi in essi previsti». Senza dimenticare poi le grandi sfide dell’innovazione digitale e dell’invecchiamento demografico, sottolinea Raineri, «sfide che anche il sindacato dovrà essere in grado di fronteggiare con la creazione di nuove forme di tutela contrattuale, come ad esempio quella della long term care, ovvero sviluppare la capacità di offrire cure a lungo termine per una popolazione che crescerà in termini di longevità, affiancando l’azione contrattuale alla tutela del welfare» ma «cogliendo anche l’opportunità occupazionale soprattutto nel settore dell’assistenza alla persona e familiare». E ancora «le attività terziarie, nonostante l’evoluzione tecnologica, rimangono quelle a più alta densità di lavoro» ed è proprio per questo, incalza Raineri, «che la Fist Cisl deve confermare nella vocazione del sindacato del terziario globale». Dopo 45 anni di militanza sindacale, gli ultimi 5 passati nell’incarico segretario generale della federazione del terziario della Cisl - dopo 12 passati nella segreteria generale della Fisascat Cisl - Raineri ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di segretario generale della Fist Cisl, nel rispetto delle norme statutarie e regolamentari Cisl. Anni di passione e dedizione sindacale in cui Raineri ha avuto l’opportunità di stipulare più di 140 contrati di lavoro nazionali, aziendali, territoriali, con oltre 10mila ore effettive di trattativa, e di partecipare alla elaborazione e alla costituzione di decine di commissioni bilaterali, enti bilaterali, enti di formazione, fondi interprofessionali, fondi sanitari integrativi, fondi di previdenza complementare ai quali aderiscono complessivamente oggi oltre tre milioni di lavoratrici e lavoratori del terziario e del lavoro somministrato che ora possono beneficiare di un vasto sistema di welfare contrattuale. «Un percorso – ha concluso il sindacalista - che dovrà proseguire con la nuova segreteria della Fist Cisl, per individuare sempre le migliori soluzioni per portare avanti le importanti scelte organizzative e contrattuali nell’ampio panorama della federazione del terziario, primo anello di congiunzione nel sindacato tra economia tradizionale, nuova economia e nuovi lavori tra vecchie e nuove generazioni». Il consiglio generale della Fist Cisl convocato nel pomeriggio eleggerà la nuova squadra dirigente della categoria cislina. La segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan nell'intervento conclusivo dei lavori ha sottolineato che per «molto tempo il terziario è stato considerato secondario nell'economia nazionale ma che oggi è un settore trainante dove c'è stata una grande capacità di innovazione ed evoluzione contrattuale». «La grande sfida del Sindacato e della Cisl sta nell'avere capacità di evoluzione contrattuale per ridare protagonismo ai lavori nel cambiamento e in questo percorso la Fist Csl può fare da apripista con gli strumenti creati dalla contrattazione, dalla bilateralità al welfare».«Dobbiamo guardare al nostro futuro - ha concluso Fulran - e iniziare a parlare nel sindacato di attività e di piattaforme contrattuali capaci di intercettare i poveri del lavoro nelle periferie dove metteremo ancora alla prova la nostra capacità organizzativa e contrattuale».