INTEGRATIVO METRO ITALIA, PER I SINDACATI PROPOSTE AZIENDALI INSUFFICIENTI

Martedì, 12 Marzo, 2019

Roma, 12 marzo 2019 - Un comunicato aziendale datato 5 marzo "fa il punto" - evidentemente dal punto di vista dell'azienda - sullo stato della trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale di METRO Italia C&C. Detto comunicato fornisce un'immagine fuorviante del complesso negoziato in corso e non chiarisce che allo stato attuale, anche alla luce dell'ultimo incontro svoltosi il 6 marzo, le posizioni della delegazione sindacale sono lontanissime da quelle dell'azienda su tutti i punti oggetto del negoziato e solo il senso di responsabilità del Sindacato non ha determinato una rottura. La delegazione sindacale ritiene del tutto insufficienti le proposte avanzate dall'azienda in materia di lavoro domenicale e festivo, rimarcando che la proposta di unificare la maggiorazione per il lavoro domenicale al 60% comporta un vantaggio per l'azienda e un danno economico in capo ai lavoratori chiamati a prestare il proprio lavoro tutte le domeniche. Anche la proposta aziendale di portare il numero minimo di domeniche a 14 (per di più rendendole esigibili anche in mancanza di accordo sindacale a livello di punto vendita) è stata categoricamente esclusa. L'intenzione dell'azienda di portare l'orario lavorativo effettivo di tutti i dipendenti a 38 ore settimanali entro il 2020 è stata categoricamente respinta. La questione non è neppure risolvibile in termini di compensazione economica, al di là della risibile proposta fatta dall'azienda in tal senso. Il punto è che - come dimostrato da quanto avvenuto nel magazzino di Bari - qualsiasi accordo collettivo su questo punto andrebbe in ogni caso confermato a livello individuale. Le OO. SS. non firmeranno mai una simile aberrazione. Quanto alla cosiddetta conciliazione tempi vita-lavoro, abbiamo denunciato che attraverso di essa l'azienda intende in realtà superare l'attuale turnazione fondata sul turno unico e continuato di 6 ore o 6 ore e 20 minuti giornaliere per introdurre l'orario spezzato e la verticalizzazione dell'orario lavorativo su alcuni giorni della settimana. Questa ipotesi non potrà mai rientrare nel testo del contratto, neanche attraverso l'escamotage di una sperimentazione su un numero limitato di punti vendita e la asserita adesione volontaria delle lavoratrici e dei lavoratori. L'azienda esprime l'auspicio che il confronto continui "in modo aperto e collaborativo". Il confronto è stato senz'altro aperto, nel senso che la delegazione trattante ha apertamente espresso la propria assoluta indisponibilità ad aderire alle richieste dell'azienda. Quanto al "collaborativo" sarebbe ora che l'azienda dimostrasse di aver capito che i punti da essa sollevati non sono suscettibili di essere accolti e vanno semplicemente rimossi dal tavolo negoziale. Se ciò non avverrà già dal prossimo incontro previsto per il 20 marzo lo stato di agitazione operante in azienda evolverà necessariamente in azioni di mobilitazione più stringenti.

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