Lavoro domestico, prosegue il tavolo per il contratto

Venerdì, 5 Luglio, 2019

Roma, 5 luglio 2019 - Prosegue la trattativa tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf e le associazioni imprenditoriali di settore Fildaldo, Domina per il nuovo contratto nazionale del Lavoro Domestico scaduto nel 2016. Le parti hanno condiviso la necessità di un intervento istituzionale finalizzato a ridurre i costi a carico delle famiglie sui cui gravano tutti gli oneri di gestione del rapporto di lavoro a fronte di un aumento esponenziale del lavoro di cura svolto dalle badanti anche tenuto conto dello scenario demografico italiano che procede verso il progressivo invecchiamento della popolazione, con 14 milioni di over 65, quasi 1 italiano su 4, e una rilevante fetta di popolazione - oltre 2 milioni di persone - che supera gli 85 anni mentre, il numero delle nascite, segnala l’Istat, non supera quello dei decessi. I sindacati chiedono di definire un quadro di regole per la maggiore dignità dei lavoratori del comparto ai quali garantire pari diritti e pari doveri e ribadiscono che solo il contratto nazionale di lavoro può fornire un valido strumento per superare l’alta vertenzialità e contrastare il lavoro nero e sommerso, fenomeno purtroppo presente nel settore dove i rapporti di lavoro regolari, stima l’Inps, sono circa 900mila, per il 78% stranieri secondo una recente ricerca elaborata dalla Fondazione Leone Moressa per Domina, a fronte di circa 2milioni di lavoratori occupati. E’ in questo scenario che trovano spazio le richieste di parte sindacale sul riconoscimento di permessi retribuiti per il rinnovo del permesso di soggiorno o per disbrigare le pratiche di ricongiungimento familiare ma anche il divieto di licenziamento fino al compimento di un anno del figlio per le lavoratrici madri oltre al riconoscimento della copertura economica per i giorni di malattia nonché il diritto a sospendere le ferie in caso di sopraggiunta e certificata malattia. Particolare attenzione dei sindacati anche sul riconoscimento di una indennità in caso di mutamento delle condizioni di lavoro per nuove esigenze della persona, ad esempio in caso di ospedalizzazione o di familiari componenti della famiglia. Sul tavolo anche il tema della bilateralità di settore. Il negoziato è aggiornato a Roma il 12 settembre.