MEDIAMARKET, IL 2 E 3 MARZO E' SCIOPERO VS LE CHIUSURE ED I TRASFERIMENTI ANNUCIATI DALLA SOCIETA’ DI DISTRIBUZIONE DI ELETTRONICA DI CONSUMO.

Mercoledì, 28 Febbraio, 2018
VANELLI: «MOBILITAZIONE INEVITABILE, A RISCHIO OCCUPAZIONE OLTRE 700 ADDETTI»

ASCOLTA il "Comunicato Stampa Fisascat Cisl - Mediamarket”.

Roma, 28 febbraio 2018 - Fronte sindacale compatto nella vertenza che coinvolge oltre 700 dipendenti della società di distribuzione di elettronica di consumo Mediamarket – sul mercato con le insegne Mediaworld, Saturn e Media World Compra On Line – a rischio occupazione e in sciopero il 2 e 3 marzo. 
La mobilitazione è stata indetta unitariamente dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs contro le annunciate chiusure dei punti vendita di Grosseto e Milano Stazione Centrale, il trasferimento della sede di Curno in provincia di Bergamo a Verano Brianza e contro la decisione unilaterale di eliminare dal 1° maggio 2018 il bonus presenza e la maggiorazione economica del 90% prevista per il lavoro domenicale. Ad aggravare la situazione l’imminente scadenza del contratto di solidarietà, prorogato fino al 30 aprile 2018, nei 17 punti vendita Mediaworld di Cosenza, Sassari, Molfetta, Genova, Roma, Torino, Caserta e Napoli e le intenzioni annunciate di risolvere definitivamente i 150 esuberi dichiarati.
I sindacati, in un nuovo comunicato diramato sui luoghi di lavoro, puntano il dito contro l’incapacità aziendale di rilanciarsi sul mercato a causa di un “sistema informatico vetusto, il layout degli accessori per la telefonia – unico segmento di prodotto con margini alti – vecchio e confusionario e politiche dei prezzi on-line non abbastanza competitive” che fanno il paio con una “non adeguata formazione del personale”. A più riprese Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs, avevano sollecitato la definizione di “un contratto integrativo più ampio che fosse in grado di migliorare le condizioni di lavoro in virtù dei peggioramenti dovuti alla riduzione degli organici ed alla totale liberalizzazione degli orari” ma anche “sul riconoscimento della corretta professionalità degli addetti in virtù dei cambiamenti in atto e la dovuta formazione di supporto”.
Le tre sigle stigmatizzano inoltre l’assenza del confronto “sui dati di bilancio e sugli obiettivi” al quale Mediamarket – che per il 2017 ha dichiarato 17milioni di euro di perdita - si è sistematicamente sottratta “negando il diritto di informazione” previsto delle norme “di legge e di contratto”.
“Mediamarket deve affrontare una situazione di mercato difficile – prosegue il comunicato sindacale – per farlo servono investimenti e la partecipazione di tutti i lavoratori” che hanno il diritto ad “avere informazioni preventive sul loro destino occupazionale” ma anche “il diritto ad avere la giusta retribuzione per il lavoro che svolgono la domenica ed orari di lavoro sostenibili”. Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs non ci sono più scuse; Mediamarket “deve dimostrare di avere anche un minimo di responsabilità etica e sociale concordando con il sindacato vere misure di salvaguardia occupazionale”. 
Per la funzionaria sindacale della Fisascat Cisl Elena Maria Vanelli «la mobilitazione si è resa inevitabile in mancanza di un serio piano di rilancio industriale». «La crisi aziendale - ha concluso la sindacalista - deve essere affrontata con misure straordinarie condivise con le rappresentanze dei sindacati volte al mantenimento di 700 posti di lavoro oggi a rischio e a risollevare il retail anche a fronte della crescita esponenziale del comparto e-commerce».