DEREGULATION E COMMERCIO, VERTENZA ORIOCENTER TRA QUELLE PIU’ EMBLEMATICHE NELLA MOBILITAZIONE VS LE APERTURE NELLE GIORNATE DI FESTIVITA’.

Giovedì, 21 Dicembre, 2017
RAINERI: «IL CALENDARIO SULLE APERTURE SIA CONCERTATO DA ENTI LOCALI E SINDACATI, ALLA CONTRATTAZIONE DECENTRATA IL COMPITO DI REGOLAMENTARE LA FLESSIBILITA’»

 

Roma, 21 dicembre 2017 - Alla vigilia della giornata di sciopero dei lavoratori della grande distribuzione organizzata e della distribuzione cooperativa una delle vertenze più emblematiche è quella dei lavoratori dell’Oriocenter, il centro commerciale di Orio Al Serio in provincia di Bergamo. Alla mobilitazione di domani seguiranno altre due giornate di sciopero, il 25 e 26 dicembre, proclamato dai sindacati di categoria territoriali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, dopo i numerosi tentativi di mediazione, contro le aperture festive decise unilateralmente dalla direzione aziendale.

 

Dalle ore 12.00 di domani 22 dicembre il presidio dei lavoratori di Oriocenter occuperà lo spazio vicino all’ingresso del centro commerciale, per protestare contro le aperture natalizie decise dalla direzione di uno dei più grossi mall italiani. Volantinaggio a favore dei lavoratori, per promuovere lo sciopero del 25 e 26 e volantinaggio per i clienti, per cercare solidarietà nei confronti di quei lavoratori che non potranno aderire all’astensione.
«Non ci aspettiamo naturalmente percentuali bulgare – ha dichiarato Alberto Citerio, segretario generale della Fisascat Cisl di Bergamo - il numero dei lavoratori con contratto a scadenza è talmente elevato, soprattutto nella parte con i punti di ristorazione e il cinema, che è impensabile ritenere che ognuno possa scioperare a cuor leggero». «La proclamazione dell’astensione, però, serve proprio a tutelare quanti vorranno esporsi, perché così avranno l’appoggio e la difesa della legge sul diritto di sciopero a vigilare su eventuali decisioni ritorsive nei loro confronti – ha proseguito il sindacalista - Quello che invece ci aspettiamo, è che i clienti “snobbino” l‘appuntamento, non cedendo alle lusinghe e alle sirene di un consumismo libero anche dagli obblighi di rispetto delle persone, del suo diritto al riposo e alla propria sfera affettiva. Ci sentiamo di invitare ognuno, per Natale, a pensare alla solidarietà, e al Pil di pensarci dal 27».
Posizione pienamente condivisa dalla Fisascat Cisl nazionale che ribadisce la posizione sulle aperture commerciali nelle giornate di festività. «La liberalizzazione selvaggia degli orari di aperura degli esercizi commerciali non ha sortito l’effetto sperato sugli aumenti di fatturato delle imprese perchè non è cresciuto il reddito dei consumatori» ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri. «Il Pil procapite – ha sottolineato – è ancora inferiore rispetto ai livelli precrisi». Raineri ha posto l’accento sul ruolo della concertazione tra enti locali e sindacati «alla quale affidare la competenza sul calendario di aperture commerciali» e della contrattazione decentrata «per regolamentare una flessibilità contrattata e retribuita e la volontarietà della prestazione domenicale e festiva».