Shernon holding ex Mercatone Uno, oggi il presidio dei lavoratori davanti le regioni a dieci giorni dalla sentenza di fallimento.

Venerdì, 7 Giugno, 2019

BLANCA: «ATTESA PERICOLOSA, PROCEDERE AL PIU’ PRESTO AL TRASFERIMENTO DELLE RISORSE UMANE E ALL’ATTIVAZIONE DELL’AMMORTIZZATORE SOCIALE»

Roma, 7 giugno 2019 - Approda davanti le sedi delle Regioni la vertenza dei 1860 lavoratori dei 55 punti vendita Shernon Holding ex Mercatone Uno. Domani 7 giugno i lavoratori manifesteranno in presidio tutta l’angoscia dettata dall’attesa a dieci giorni dalla sentenza di fallimento decretata dal competente Tribunale di Milano mentre sembrerebbe che i Commissari abbiano presentato istanza presso il Tribunale di Bologna finalizzata alla retrocessione in Amministrazione Straordinaria, passaggio che consentirebbe l’attivazione dell’ammortizzatore sociale. Proprio per la mancanza di risposte ed il lungo silenzio e per dare continuità al percorso attivato da molto tempo, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno inviato una comunicazione al Curatore Fallimentare di Shernon Holding al fine di promuovere un costante e proficuo contatto teso ad efficientare le informazioni rivolte direttamente a lavoratori e dissipare dubbi, equivoci e interpretazioni. I sindacati hanno anche sollecitato il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ad attivare in tempi brevi un confronto trasparente sulle prospettive aziendali ponendo il problema della lunga attesa e delle diverse problematiche, compresa la necessità di procedere alla sospensione delle rate di mutui, finanziamenti, cessioni, ecc. considerato che i lavoratori sono senza retribuzione dal mese di maggio. I sindacati invitano anche i lavoratori, individualmente, a trasmettere comunicazione di “messa a disposizione” alla curatela fallimentare. «L’attesa lascia spazio a soggetti che tentano di promuovere azioni autogestite e spontanee che hanno tutta l’aria di essere strumentali e spinte dall’esterno» stigmatizza la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca sottolineando che «occorrerà appena possibile procedere al trasferimento delle risorse umane e all’attivazione dell’ammortizzatore sociale». Per la sindacalista è inoltre «necessario che l’Inps provveda a liquidare il Tfr pregresso visto che al momento risultano essere rigettate le istanze presentate dai lavoratori». «L’intervento dell’Inps – ha concluso Blanca - potrebbe essere fonte di ristoro per i lavoratori e le loro famiglie in attesa dell’ammortizzatore sociale».

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