UNICOOP TIRRENO, LA COOPERATIVA DI CONSUMATORI FORMALIZZA UNA NUOVA VERSIONE DEL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE. 140 I LAVORATORI COINVOLTI DALLE CHIUSURE E DAI TRASFERIMENTI.

Sabato, 15 Dicembre, 2018

DELL’OREFICE: «NECESSARIA UNA CHIAREZZA COMPORTAMENTALE E DI CONDOTTA RECIPROCA».

Roma, 15 dicembre 2018 – Si complica la vertenza dei lavoratori dei punti vendita Unicoop Tirreno del Sud del Lazio. Venuta meno la possibilità di cessione dei negozi, che avrebbe consentito di recuperare 7 milioni di euro in termini di liquidità, la direzione della cooperativa di consumatori del sistema Coop ha formalizzato ai sindacati una nuova versione del piano ristrutturazione aziendale. La proposta si strutturerebbe con la chiusura dei quattro negozi di Pomezia – via Cavour, Velletri, Aprilia e Frosinone e il ridimensionamento dei negozi di Colleferro, Pomezia-via del Mare e Genzano mentre il negozio di Fiuggi dovrebbe proseguire l’attività. Per far fronte all’eccedenza di personale che si produrrebbe a seguito delle chiusure e delle riduzioni delle superfici di vendita, che dovrebbe aggirarsi attorno alle 140 unità lavorative (100 dalle chiusure e 40 dalle riduzioni delle superfici di vendita), Unicoop Tirreno ha prospettato il trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori in esubero prevalentemente presso la rete della toscana oltre ad un incentivo all’esodo rivolto anche alle lavoratrici ed ai lavoratori della rete commerciale laziale non ricompresa nella ristrutturazione. La cooperativa di consumatori ha annunciato nuovi investimenti che riguarderanno i punti vendita di Amelia Amelia in provinCia di Terni e di Roma-via Bettini ed ha dichiarato la disponibilità a riprendere il confronto attivato al Mise anticipando l’intenzione di richiedere la concessione di una Cigs per chiusura mentre ha esplicitato la volontà di chiamare i sindacati nel 2019 per avviare un confronto finalizzato al rinnovo del contratto integrativo aziendale ammodernandone contenuti e previsioni. «E’ urgente e necessaria una verifica rispetto alle condizioni economico-gestionali dei quattro negozi in procinto di essere chiusi, al fine di verificare la praticabilità di strade alternative alla chiusura utili a ricondurre progressivamente all’equilibrio il conto economico di tutti o di parte dei punti vendita che Unicoop Tirreno vuole dismettere» ha sottolineato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice stigmatizzando che «il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali sinora è avvenuto soltanto quando l’operazione di cessione prevedeva dei saldi occupazionali negativi; negli altri casi, quando la continuità occupazionale non è stata scalfita, gli orientamenti e le posizioni espresse dai sindacati dei lavoratori sono state bellamente ignorate, addirittura selezionando cessionari avvezzi ad applicare al proprio personale dipendente cornici contrattuali assai convenienti per le imprese». «Siamo disponibili a proseguire il confronto sugli altri aspetti della vertenza connessi all’ammontare dell’incentivo all’esodo, al sostegno economico da garantire a chi dovesse decidere di trasferirsi e quali siano, sia nella rete toscana che in quella laziale, i negozi che potranno recuperare unità lavorative in esubero - ha concluso dell’Orefice - ma all’interno di una chiarezza comportamentale e di condotta reciproca».