VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI FIDUCIARI, E’ SCIOPERO IL 1 E IL 2 FEBBRAIO. POSTICIPATO AL 25 MARZO PER I SOLI ADDETTI ALLA VIGILANZA DEI SITI AEROPORTUALI. IL 30 GENNAIO I SINDACATI CONVOCATI AL MINISTERO DELL'INTERNO DAL SOTTOSEGRETARIO NICOLA MOLTENI.

Lunedì, 28 Gennaio, 2019

BLANCA: «URGENTE DEFINIRE UN QUADRO DI REGOLE CERTE E UN AUMENTO SALARIALE CHE PREMI LA PROFESSIONALITA’ DEI 70MILA OPERATORI DEL SETTORE»

Roma, 28 gennaio 2019 - Incroceranno le braccia il 1 e il 2 febbraio i 70mila addetti della vigilanza privata e dei servizi fiduciari in attesa del nuovo contratto nazionale del settore scaduto nel 2015. Per i soli addetti alla vigilanza dei siti aeroportuali lo sciopero è posticipato all’intero turno di lavoro del 25 marzo. La mobilitazione si svolgerà con due manifestazioni a Milano il 1° febbraio e a Napoli il 2 febbraio. Nel capoluogo lombardo la manifestazione si svolgerà con un presidio davanti alla Prefettura, in corso Manforte angolo Via Vivaio; nel capoluogo campano è previsto un concentramento in Piazza Mancini, nei pressi di Piazza Garibaldi e con un corteo che raggiungerà Piazza Matteotti. Alla base della protesta la inattesa chiusura delle associazioni imprenditoriali di settore Univ, Anivip, Assiv e delle imprese cooperative Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Federlavoro e Servizi e Agci Servizi al tavolo di trattativa indisponibili a trovare una intesa su incrementi salariali e sui tecnicismi connessi al cambio di appalto. Il negoziato avviato nei mesi scorsi non ha sciolto anche i nodi in ordine bilateralità, contrattazione di secondo livello, classificazione del personale e salute e sicurezza, temi sui quali i sindacati hanno presentato nelle scorse settimane una concreta proposta di riforma. In un volantino unitario diramato tra i lavoratori i sindacati stigmatizzano “il rallentamento delle trattative e la riproposizione di richieste impercorribili” da parte delle associazioni imprenditoriali che, affondano le tre sigle, “non sono state in grado di dare risposte sui temi che congiuntamente sono stati posti all’ordine del giorno e con assoluta sfrontatezza hanno chiesto di affrontare le loro richieste in funzione di una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro e del peggioramento del trattamento economico della malattia”. Per la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca «quello che traspare dall’atteggiamento dilatorio delle associazioni imprenditoriali è l’inaffidabilità e la chiara volontà di lasciar passare altro tempo a discapito delle esigenze di un settore e dei lavoratori che ogni giorno affrontano sacrifici pur di mantenere il posto di lavoro, spesso anche in situazioni di dumping salariale e normativo divenuto purtroppo realtà in espansione in questo comparto dei servizi dove si opera prevalentemente in regime di appalto». Ed ancora stigmatizza Blanca «questo settore non si caratterizza per un tasso di assenze elevate. I lavoratori spesso sono costretti a prestare la loro opera all’aperto, sfidando le intemperie ed esposti escursione termica. Basti pensare a coloro che effettuano i servizi di pattugliamento notturno e all’elevato tasso di infarto in questo comparto. La malattia, il periodo di carenza, non è un tema» affonda la sindacalista ribadendo «la necessità e l’urgenza di definire un contratto nazionale di lavoro che sappia definire un quadro di regole e di tutele certe oltre ad un aumento salariale che riconosca la professionalità di chi vi opera e che siano rispettate da tutti gli operatori economici del settore che obiettivamente necessita di uno strumento regolatore anche rispetto alle tariffe applicate» ha aggiunto la sindacalista ricordando che «il rinnovo del contratto nazionale è l’unica strada per rispondere alle esigenze e per superare le gravi problematiche emerse in questi anni». Molte questioni saranno affrontate al ministero dell’Interno al tavolo con i sindacati convocato dal sottosegretario On. Nicola Molteni per il 30 gennaio. La Fisascat Cisl in particolare, in una nota trasmessa alla segreteria del sottosegretario, ha rimarcato la necessità di «contrastare il dumping contrattuale» ed ha sollecitato l’urgenza di dare seguito «alla promulgazione di un Decreto Ministeriale sui requisiti professionali e formativi delle guardie particolare giurate». «Il nostro auspicio è che il previsto incontro al dicastero e la sessione di trattativa convocata a seguire con le associazioni imprenditoriali – ha concluso la sindacalista – possa costituire un cambio di passo decisivo per il rinnovo del contratto e che finalmente si possa affrontare ad un tavolo istituzionale il tema della salute e della sicurezza sul lavoro considerato il rischio a cui quotidianamente sono esposti migliaia di lavoratori e lavoratrici di un settore strategico quale è quello della vigilanza privata».