VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI INTEGRATI DI SICUREZZA, SVILUPPI AL TAVOLO PER IL NUOVO CONTRATTO NAZIONALE SCADUTO NEL 2015. LE CONVERGENZE TRA LE PARTI SULLA SFERA DI APPLICAZIONE E SULL’ASSETTO DELLA CONTRATTAZIONE NAZIONALE E DECENTRATA.

Venerdì, 7 Dicembre, 2018

DELL’OREFICE: «OCCORRE RECUPERARE IL TEMPO PERDUTO E FOCALIZZARE IL CONFRONTO SUI CONCRETI PUNTI DI CADUTA DEL RINNOVO»

Roma, 7 dicembre 2018 - Sviluppi nelle trattative per il nuovo contratto nazionale di lavoro della vigilanza privata e dei servizi fiduciari scaduto nel 2015 e atteso da oltre 70mila addetti del settore. Il tavolo negoziale tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e le associazioni imprenditoriali di settore Univ, Anivip, Assiv e le imprese cooperative Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Federlavoro e Servizi e Agci Servizi, ha registrato significative convergenze sulla sfera di applicazione contrattuale che, oltre ai tradizionali servizi di vigilanza privata previsti dalla normativa vigente, ricomprenderà anche i servizi integrati di sicurezza riconducibili a sorveglianza, accoglienza, safety e custodia svolte in regime di committenza pubblica e privata nonchè i servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi ed alle attività di stewarding all’interno degli impianti sportivi finalizzate a prevenire attività illecite ed alla bonifica dell’impianto. Il confronto ha registrato un avanzamento anche sui temi dei diritti di informazione e consultazione come pure sugli assetti contrattuali riferibili a tempi, metodi e contenuti della contrattazione integrativa territoriale ed aziendale; il negoziato dovrà affrontare il tema della praticabilità dell’elemento economico di garanzia finalizzato ad implementare il secondo livello di contrattazione oltre che la riformulazione degli articolati contrattuali in materia di bilateralità, salute e sicurezza proposta dai sindacati. La condivisione tra le parti anche sulla regolamentazione del cambio di appalto e/o dell’affidamento di servizio; da condividere gli aspetti tecnici connessi al prerequisito dell’anzianità di servizio che ogni singolo lavoratore deve possedere per vedersi riconosciuto il diritto alla riassunzione nel soggetto subentrante e finalizzati alla determinazione delle ore corrispondenti all’unità lavorativa in relazione al monte orario complessivo oggetto del contratto di fornitura del servizio. L’argomento sarà affrontato nel corso del prossimo incontro di trattativa previsto il 20 dicembre a Roma. Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice proprio la regolamentazione del cambio di appalto e/o dell’affidamento di servizio «è un tema delicatissimo che può essere considerato cuore pulsante delle dinamiche occupazionali nel settore». «Occorre recuperare il tempo perduto di una trattativa che in due anni e mezzo ha prodotto ben poco» ha aggiunto il sindacalista sottolineando tuttavia che «soprattutto in occasione delle ultime sessioni negoziali si stia assistendo ad un cambiamento di registro da parte delle associazioni imprenditoriali di settore che allo stato sembrerebbero orientate a rinnovare il contratto». «Occorrerà focalizzare il confronto sui concreti punti di caduta che questo negoziato può effettivamente originare» ha concluso il sindacalista.