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12 luglio 2022

Contratti Commercio, Guarini: «Non far cadere nel vuoto il richiamo del Premier Mario Draghi al senso di responsabilità delle parti, i percorsi negoziali compiano un significativo avanzamento

Roma, 12 luglio 2022 – «Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio relativamente all’urgenza di rinnovare i contratti collettivi nazionali di lavoro del macrosettore del terziario, distribuzione e servizi, assumono la valenza di un richiamo al senso di responsabilità delle parti che la Fisascat Cisl non ha alcuna intenzione di far cadere nel vuoto». Così il segretario generale della federazione cislina Davide Guarini ha commentato le dichiarazioni del premier Mario Draghi rilasciate al termine del confronto con i sindacati confederali Cgil Cisl Uil.

«E’ necessario che i complessi percorsi negoziali, per lo più connotati da una serie ininterrotta di stop and go, riescano a compiere un significativo avanzamento» ha aggiunto il sindacalista sottolineando che «le risposte salariali, in una congiuntura complicata come quella che stiamo vivendo, debbono accompagnarsi a delle soluzioni normative atte a dare ai Ccnl di settore una finalizzazione volta a far emergere nuove attività, nuove professionalità e contesti professionali fino a qualche tempo fa inediti».

«I contratti di settore del terziario di mercato – ha chiosato Guarini - debbono conciliare esigenze differenti ma non radicalmente contrapposte e recuperare quella capacità inventiva per tipizzare contrattualmente istituti che in molti casi sono stati anche recepiti in leggi dello Stato».

«In passato - ha evidenziato - le innovazioni che hanno caratterizzato e contraddistinto la contrattazione collettiva nel commercio e nei servizi in tema di part time, conciliazione tempi vita e lavoro e flessibilità negoziata, hanno rappresentato un precedente che ha ispirato interventi legislativi ad hoc e l’operato di attori negoziali di altri settori».

«La contrattazione collettiva se vuole – ha concluso il sindacalista - può ancora rappresentare un forte elemento di spinta innovatrice per i mercati del lavoro settoriali e contribuire alla crescita professionale e competitiva sia delle lavoratrici e dei lavoratori sia delle imprese. Per fare questo serve incidere con scelte proporzionate alla complessità dello scenario economico degli attori negoziali».