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4 novembre 2022 - 16:22

Molestie e violenza luoghi di lavoro, dal 29 ottobre 2022 in vigore la Convenzione ILO 190

Guarini: «L’entrata in vigore della Convenzione ILO offre un supporto importante alle vittime di violenza e molestie. La contrattazione a tutti i livelli è uno strumento di applicazione concreta della convenzione internazionale e di emancipazione dei diritti delle donne e degli uomini»

Roma, 4 novembre 2022 – Dal 29 ottobre è entrata definitivamente in vigore in Italia la Convenzione ILO 190 approvata il 21 giugno 2019 a Ginevra da ben 187 Paesi e ratificata il 29 ottobre 2021. La Convenzione, insieme alla Raccomandazione ILO 206, riconosce “il diritto di tutti ad un mondo del lavoro libero dalla violenza e dalle molestie, ivi compresi la violenza e le molestie di genere” e si propone di fissare elevati standard comuni allo scopo di affermare “una cultura del lavoro basata sul rispetto reciproco e sulla dignità dell’essere umano”. Obiettivi perseguiti attraverso una politica di “tolleranza zero” nei confronti della violenza e delle molestie, rivolta tanto alla prevenzione quanto al contrasto delle condotte moleste nei luoghi di lavoro.

La Convenzione ha un ambito molto ampio, applicandosi ad ogni settore, sia privato che pubblico, ad ogni economia, tanto formale quanto informale, nonché ad ogni lavoratore e lavoratrice indipendentemente dallo status contrattuale, comprendendo anche i tirocinanti, gli apprendisti, i volontari, i lavoratori licenziati e quelli alla ricerca di un impiego, le persone che frequentano corsi di formazione, di tirocinio o di apprendistato nonché i lavoratori e le lavoratrici il cui rapporto di lavoro sia terminato; il suo raggio operativo, inoltre, si estende a qualunque luogo – anche esterno – in cui si svolga la prestazione lavorativa, compresi gli spostamenti per viaggi di lavoro, formazione, eventi, attività sociali, arrivando a ricomprendere anche le comunicazioni lavorative a distanza rese possibili dalle tecnologie telematiche. In maniera speculare, la convenzione protegge anche i datori di lavoro.

Il concetto di violenza e molestie nel mondo del lavoro include l’insieme di pratiche, comportamenti o minacce inaccettabili, che ripetutamente o anche solo in un’unica occasione abbiano lo scopo o l’effetto – anche solo potenziale – di causare un danno psico-fisico o economico, anche – ma non solo – in ragione del sesso o del genere della vittima. Una pluralità di fenomeni noti quali il mobbing, lo straining, il bullying, il bossing, lo stalking, le molestie morali, le molestie sessuali e le violenze psico-fisiche, acquisiscono così una “nuova cittadinanza”.

Sono molteplici le linee di azione della convenzione: a cominciare dalla prevenzione, demandata principalmente alle parti sociali e in particolar modo alla contrattazione collettiva, declinata attraverso gli strumenti della formazione, del coinvolgimento dei lavoratori e delle lavoratrici e di una più approfondita valutazione preventiva dei rischi, anche attraverso l’adozione di specifiche misure che garantiscano una protezione più efficace a favore delle potenziali vittime o categorie di vittime.

Di particolare rilevanza l’applicazione dei meccanismi di ricorso e di risarcimento, che richiede in particolare adeguati strumenti di tutela delle vittime, dei testimoni e degli informatori da possibili ritorsioni degli aggressori, nonché efficaci meccanismi di risoluzione delle controversie ed adeguati strumenti sanzionatori delle condotte violente e moleste. Di particolare rilievo, in tale contesto, è la previsione del diritto a favore delle vittime di abbandonare il posto di lavoro in caso di serio pericolo senza poter essere oggetto di conseguenze pregiudizievoli, oltre al ruolo nodale riconosciuto agli ispettorati del lavoro nel contrasto delle violenze e delle molestie, anche attraverso l’adozione di misure immediatamente esecutive quali l’interruzione dell’attività lavorativa.

Per la coordinatrice nazionale donne e responsabile politiche di genere Elena Vanelli «la definitiva entrata in vigore della Convenzione ILO 190 rappresenta l'inizio di un percorso di impegno concreto nel rendere operativo quanto previsto». «La tolleranza zero, invocata dalla Convenzione OIL, nei confronti della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro, inserita nella cornice delle tutele della salute e sicurezza sul lavoro – ha aggiunto la sindacalista – richiede una responsabilità condivisa che dovrà vedere ancora il Parlamento impegnato nel varare disposizioni normative attuative, non meno le Parti Sociali e le istituzioni, sui vari livelli, che non dovranno far mancare il loro contributo fondamentale». «L’auspicio – ha concluso - è che il nuovo Governo, con i Ministri competenti per materia, operi con celerità per rendere operativo quanto previsto e non ancora fattivamente attuato».

Per il segretario generale della categoria cislina Davide Guarini «l’entrata in vigore della Convenzione ILO - ha chiosato Guarini – offre un supporto importante alle vittime di violenza e molestie». «La contrattazione a tutti i livelli - ha concluso – è uno strumento di applicazione concreta della convenzione internazionale e di emancipazione dei diritti delle donne e degli uomini».

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