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23 settembre 2022

Elezioni Politiche 2022. Il lavoro nei programmi elettorali dei partiti politici. Nell’Agenda Cisl per il nuovo Governo la road map per la buona occupazione

Guarini: «Il nostro auspicio è che il nuovo Esecutivo non accantoni il metodo del dialogo sociale. Assieme alla nostra confederazione vigileremo affinché le giuste risorse vengano assicurate al lavoro e alle politiche sociali»

Roma, 23 settembre 2022 - Il lavoro al centro dell’agenda di qualsiasi Governo verrà a formarsi dopo le elezioni politiche del 25 settembre. Sono molte le proposte presentate in campagna elettorale dai partiti politici: dal taglio del cuneo fiscale alla lotta al precariato, dalla decontribuzione sulle assunzioni di donne e under 35 e nel mezzogiorno alla detassazione dei premi di produttività, dall’attenzione alla conciliazione dei tempi vita lavoro al contrasto al lavoro nero e sommerso, dai supporti alle imprese che investono nella riqualificazione professionale al rafforzamento della sicurezza nei luoghi lavoro, dalle politiche di sostegno alle aziende ad alta densità di occupazione alla promozione dello smart working e all’impegno ad attuare un sistema di ammortizzatori sociali universale.

E ancora salario minimo, reddito di cittadinanza e rivisitazione del sistema di politiche attive, dando piena realizzazione alle misure previste dal PNRR, passando per la riforma delle pensioni per scongiurare il ritorno della legge Fornero.

Per il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra «qualunque sia la maggioranza di Governo che uscirà dalle urne, bisognerà partire dalle vere priorità del Paese, a cominciare dal tema della coesione sociale e dell’occupazione, da rilanciare sul profilo quantitativo e qualitativo, collegata ad una strategia che faccia leva sul rilancio degli investimenti pubblici e privati».

La confederazione di Via Po invita le parti sociali e le forze politiche a convergere «in uno spazio di corresponsabilità e affidamenti forti per dare vigore, continuità e consenso ad una transizione che ammoderni il Paese, mettendo al centro qualità e stabilità del lavoro e lotta alle disuguaglianze».

Obiettivi delineati nell’Agenda della Cisl per il nuovo Governo, “Ripartire Insieme”, una road map a tutto tondo che, sul tema lavoro, traccia un percorso ben definito, a cominciare da un nuovo “Statuto della persona nel mercato del lavoro”, che contempli diritti e tutele da assicurare ai lavoratori e a coloro che cercano lavoro.

Per la Cisl è prioritario contrastare la precarietà, senza demagogia, mettere al centro i giovani e l’occupazione femminile, con attenzione ai temi della disabilità e della sicurezza sul lavoro, come anche garantire una svolta nelle politiche attive del lavoro.

E poi la partecipazione come orizzonte strategico, la contrattazione al centro di una nuova politica dei redditi e la stretta sul lavoro nero e sommerso, il vero e unico dumping che colpisce milioni di lavoratori, con un espresso diniego all’introduzione di un salario minimo di legge in un Paese dove oltre il 92% del lavoro regolare è coperto dai 161 contratti nazionali siglati dai sindacati confederali Cgil Cisl Uil. «La Cisl – ha sottolineato Sbarra - si augura naturalmente che ci sia un Governo stabile e che si apra subito un confronto con i corpi intermedi, perché serve tanta corresponsabilità, tanta condivisione e partecipazione».

A fargli eco il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini. «Il nostro auspicio – ha dichiarato il sindacalista – è che il nuovo Esecutivo non accantoni il metodo del dialogo sociale». «Assieme alla nostra confederazione – ha concluso Guarini – vigileremo affinché le giuste risorse vengano assicurate al lavoro e alle politiche sociali».