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16 settembre 2021

Istat. Lavoro, ripresa ancora precaria: più occupati ma crescono i contratti a termine, donne penalizzate. Osservatorio sul Precariato Inps, a giugno assunzioni +23%, balzo stagionali

Guarini: «Necessario investire sulla quantità del lavoro ma anche sulla qualità dell’occupazione. Urgente un cambio di passo sulle politiche attive e sulla formazione con una rete che assicuri ad ogni singolo lavoratore riqualificazione ed inserimento nel circuito produttivo. Vigilare sull’impiego efficiente delle risorse del Pnrr, risorse fondamentali per la resilienza del nostro Paese»

Roma, 16 settembre 2021 - Nel secondo trimestre 2021, dopo cinque trimestri di calo, il numero di occupati torna a crescere del 2,3% rispetto allo stesso trimestre del 2020 (+523 mila occupati in un anno). Il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni sale al 58,2% (+1,7 punti), con incrementi più marcati tra le donne, i giovani di età compresa tra i 25-34 anni e nel Mezzogiorno, “in un contesto di generale riattivazione del mercato del lavoro”.

E’ quanto rileva l'Istat che sottolinea come la ripresa occupazionale osservata rispetto al secondo trimestre 2020 - che ha rappresentato il picco negativo (1,2 milioni di occupati in meno nel secondo trimestre 2020 rispetto allo stesso trimestre del 2019) - ha coinvolto di più coloro che per primi avevano subito gli effetti della pandemia: occupati nei servizi e lavoratori a termine, con maggiori ripercussioni per giovani, donne e stranieri.

L’occupazione rimane ancora inferiore ai livelli pre-pandemia, con 678 mila occupati in meno rispetto al secondo trimestre 2019; in particolare, le donne occupate sono 370 mila in meno (-3,7% rispetto a -2,3% degli uomini) e il tasso di occupazione femminile, al 49,3%, è ancora inferiore di 1,4 punti (-1 punto, al 67,1%, per gli uomini). In crescita sia gli occupati a tempo pieno sia, con maggiore intensità, quelli a tempo parziale (+1,8% e +4,8%, rispettivamente).

Nel secondo trimestre 2021, a ritmi più intensi rispetto al trimestre precedente, prosegue la crescita delle persone in cerca di occupazione che salgono a 2 milioni 422 mila unità (+514 mila in un anno, +27,0%).

L'aumento dell'occupazione interessa soltanto i dipendenti a termine (+573mila, +23,6%), in particolare quelli con un lavoro di durata inferiore o pari a 12 mesi, mentre continuano a calare i dipendenti a tempo indeterminato (-29mila, -0,2%) e gli indipendenti (-21mila, -0,4%).

Nel complesso dell’economia i contratti a tempo determinato sono circa 3 milioni. Trend confermato anche dall’Inps nell'Osservatorio sul Precariato che, per il primo semestre del 2021, segnala oltre 3 milioni e 323 assunzioni attivate dai datori di lavoro privati con un aumento del 23% rispetto allo stesso periodo del 2020 dovuto principalmente alla crescita iniziata a marzo 2021.

L'aumento, secondo l’Osservatorio Inps, ha riguardato tutte le tipologie contrattuali, risultando però più accentuato per le assunzioni di contratti stagionali (+68%) e in somministrazione (+34%); pressochè stabili risultano invece le assunzioni a tempo indeterminato (+2%). I dati Istat sono stati analizzati in occasione della riunione del Comitato Esecutivo Fisascat convocato in modalità telematica.

«Come sindacato – ha dichiarato il segretario generale Davide Guarini - dobbiamo avere la capacità di invertire il trend dell’occupazione precaria che nei settori del terziario di mercato sta assumendo sempre più caratteristiche strutturali non legate la quadro emergenziale penalizzando i segmenti già deboli del mercato del lavoro: donne, giovani e stranieri».

«Dobbiamo investire sulla quantità del lavoro ma anche sulla qualità dell’occupazione» ha aggiunto il sindacalista che ha anche sollecitato un cambio di passo «sulle politiche attive e sulla formazione con una rete che assicuri ad ogni singolo lavoratore riqualificazione ed inserimento nel circuito produttivo». «Come sindacato – ha concluso – dovremo vigilare sull’impiego efficiente delle risorse del Pnrr, risorse fondamentali per la resilienza del nostro Paese».

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