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15 giugno 2022

Ddl Appalti: il Senato approva il provvedimento, è Legge. Tra i punti qualificanti: l’obbligatorietà della clausola sociale, l’inserimento del principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la rinegoziazione dei costi nei contratti in corso degli appalti dei servizi, con specifico riferimento al rinnovo dei Ccnl siglati dalle associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale

Guarini: «Il Disegno di Legge va verso la qualificazione del sistema degli appalti. Rappresenta un passo in avanti nella definizione di regole certe in un comparto dove spesso prevale la giungla»

Roma, 15 giugno 2022 - L'Aula del Senato ha approvato con 186 Sì, 32 No e 1 astenuto, il Disegno di Legge n. 2330-B di Delega in materia di contratti pubblici, il cosiddetto Ddl Appalti. Il provvedimento, approvato in terza lettura, essendo già stato approvato dal Senato e poi modificato in alcune parti dalla Camera dei Deputati, è ora Legge.

L’approvazione parlamentare del Disegno di Legge di iniziativa governativa rappresenta uno specifico traguardo del PNRR da conseguire entro il 30 giugno 2022 e reca una delega al Governo in materia di contratti pubblici da esercitare entro sei mesi dall'entrata in vigore del Disegno di Legge.

L'obiettivo della riforma è di ridurre e razionalizzare le norme in materia di contratti pubblici, armonizzando ulteriormente la disciplina interna con il diritto comunitario, in linea con gli impegni assunti nel Pnrr.

Tra i punti qualificanti del provvedimento: l'obbligo per le stazioni appaltanti di inserire specifiche clausole sociali con l'obiettivo di garantire la stabilità occupazionale del personale impiegato, nonché le pari opportunità generazionali, di genere e di inclusione lavorativa per le persone con disabilità.

Le clausole sociali dovranno prevedere, al fine di contrastare il lavoro irregolare, che per i lavoratori in subappalto vengano garantite le stesse condizioni economiche e normative dei dipendenti dell'appaltatore.

Il provvedimento prevede anche una riserva nelle procedure di gara a favore di operatori economici il cui scopo principale sia l'integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità o svantaggiate; l’inserimento del principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ancor più necessario di fronte al nuovo flusso di investimenti attesi con il Pnrr, per contrastare le logiche del massimo ribasso con un ruolo specifico attribuito alla contrattazione, oltre alla regolazione, in collaborazione con le Parti Sociali, di tutta la materia inerente gli affidamenti in house e i lavori in concessione; le imprese appaltatrici potranno inoltre rinegoziare i costi nei contratti in corso degli appalti dei servizi, con specifico riferimento al rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro siglati dalle associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che a pieno titolo rientra tra le condizioni di natura oggettiva e non prevedibili al momento di formulazione dell'offerta, dando diritto all'appaltatore di chiedere la revisione dei prezzi nel settore dei servizi.

Il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini ha confermato il «giudizio positivo sul Disegno di Legge che va verso la qualificazione del sistema degli appalti, un passo in avanti nella definizione di regole certe in un comparto dove spesso prevale la giungla».

Per il sindacalista «la reintroduzione dell'obbligatorietà della clausola sociale nei bandi di gara negli appalti di servizi ad alta densità di manodopera rappresenta una conquista delle organizzazioni sindacali di categoria Filcams Fisascat Uiltucs che si sono fortemente battute a tutti i livelli, sostenute dalle rispettive confederazioni Cgil Cisl Uil, prendendo anche parte al ciclo di audizioni in VIII Commissione Ambiente».

«Il provvedimento – ha chiosato - non rappresenta solo la semplice tutela del posto di lavoro, ma anche la conservazione, presso l’impresa che subentra in caso di cambio appalto, del trattamento economico e delle medesime condizioni di tutela retributiva e contributiva». «Pur in un’ottica di semplificazione delle procedure – ha sottolineato il sindacalista - è importante che si salvaguardi la continuità occupazionale, mantenendo regole basilari di trasparenza e legalità».

Guarini ha rilanciato anche sul ruolo della contrattazione. «Bene l’attenzione sui contratti pubblici ma ci sarebbe da introdurre degli elementi di regolamentazione per quanto concerne il campo degli affidamenti tra privati» ha dichiarato il sindacalista evidenziando che «ad oggi di fatto l’unico elemento che disciplina soprattutto i servizi labour intensive negli affidamenti tra privati è il contratto collettivo nazionale di lavoro che nella maggior parte dei casi prevede il passaggio dei lavoratori dalla ditta che perde il lavoro a quella che subentra nella fornitura del servizio svolgendo dunque una funzione di garanzia occupazionale».

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