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7 dicembre 2021

Manovra. Il sostegno della Fisascat alla posizione della Cisl che non aderirà allo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil contro la Legge di Bilancio

Guarini: «Oggi più che mai occorre senso di responsabilità, dialogo e confronto anche acceso ma costruttivo. Irragionevole usare lo strumento nobile dello sciopero in questo particolare momento, dove tutti devono collaborare proficuamente per la ripresa del nostro Paese. Totale sostegno alla posizione della nostra confederazione»

Roma, 7 dicembre 2021 - «Oggi più che mai occorre senso di responsabilità, dialogo e confronto anche acceso ma costruttivo. Irragionevole usare lo strumento nobile dello sciopero in questo particolare momento, dove tutti devono collaborare proficuamente per la ripresa del nostro Paese. Totale sostegno alla posizione della nostra confederazione».

Così il segretario generale della Fisascat Davide Guarini ha espresso la sintonia con la posizione della Cisl che, in una nota stampa diramata dopo la proclamazione dello sciopero generale da parte di Cgil e Uil contro la Legge di Bilancio, "considera sbagliato ricorrere allo sciopero generale e radicalizzare il conflitto in un momento tanto delicato per il Paese, ancora impegnato ad affrontare una pandemia che non molla la presa e teso a consolidare i segnali positivi di una ripresa economica e produttiva che necessita di uno sforzo comune per essere resa strutturale. Tanto più considerati i rilevanti passi avanti fatti nell'ultimo mese sui contenuti della legge di bilancio".

Secondo il leader Cisl Luigi Sbarra «ci sono stati risultati che valutiamo in modo positivo e che garantiscono avanzamenti su riduzione delle tasse ai lavoratori e pensionati, risorse per gli ammortizzatori sociali e contratti di espansione, maggiori stanziamenti per la sanità, importanti risorse per non autosufficienza, pubblico impiego, assegno unico per i figli, uniti all'impegno forte assunto dal Governo di aprire al più presto un confronto con il sindacato sulle rigidità della Legge Fornero e di accelerare la riforma fiscale». Per Sbarra «la manovra di oggi è molto diversa e migliore di quella di un mese fa: merito di una mobilitazione sindacale intransigente, responsabile e costruttiva, che ha puntato a riallacciare i fili dell'interlocuzione senza conflitti sterili».

«I risultati sono arrivati – ha sottolineato il sindacalista - sulla via del dialogo e del confronto e su questa via la Cisl intende proseguire, in una fase decisiva per il futuro del nostro Paese, rinsaldando il dialogo sociale per ottenere nuovi avanzamenti e continuando ad esercitare pressione sul Parlamento per migliorare ulteriormente la Manovra e la politica di sviluppo su lavoro e pensioni, politiche industriali e scuola, sostegno al reddito e caro-bollette, per assicurare nuove e maggiori opportunità ai nostri giovani».

«Per arrivare a traguardi concreti e duraturi – ha concluso il leader Cisl - non serve incendiare lo scontro in modo generalizzato: rischiamo di spezzare i rapporti sociali e industriali trasformando i luoghi di lavoro in campi di battaglia. Quello che serve oggi è l'esatto opposto: coesione, responsabilità e partecipazione sociale».

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