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19 maggio 2022

Terziario Distribuzione e Servizi, proseguono con Confcommercio e Confesercenti le trattative sul rinnovo dei Contratti nazionali scaduti nel 2019 e applicati ad oltre tre milioni di addetti impiegati nelle attività commerciali e nelle imprese di servizi

Dell’Orefice: «Occorre ribadire il ruolo centrale del contratto nazionale quale strumento di regolazione dei rapporti di lavoro, anche rispetto alle nuove professionalità generate dalla gig economy e dalla digitalizzazione»

Roma, 19 maggio 2022 – Proseguono le trattative sul rinnovo dei Contratti nazionali del Terziario Distribuzione e Servizi, scaduti nel 2019, applicati alla più vasta platea di lavoratori del settore privato in Italia, con oltre 3milioni di addetti impiegati nelle attività commerciali e nelle imprese di servizi.

Le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno incontrato, in due distinte sessioni negoziali, le associazioni imprenditoriali Confcommercio e Confesercenti.

Sul tavolo i temi della rivisitazione della sfera applicativa e dell’aggiornamento del sistema di classificazione, mercato del lavoro, lavoro agile, bilateralità, salario, contrattazione decentrata, concorrenza, franchising, appalti e terziarizzazioni.

«Il complesso negoziato relativo ai Ccnl applicati al macrosettore del terziario di mercato sta provando a riattivarsi» ha dichiarato il segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl nazionale Vincenzo Dell’Orefice sottolineando che «non sono mancate delle difficoltà derivanti dalla ripresa del fenomeno inflazionistico e dalla crisi negli approvvigionamenti che si sta appalesando sempre con più vigore nell’ambito della grande distribuzione organizzata in Italia» e che «occorre ribadire il ruolo centrale del contratto nazionale quale strumento di regolazione dei rapporti di lavoro, sia dei lavoratori riconducibili alla old economy sia per quei rapporti di lavoro che si sono formati negli ultimi tempi spinta della gig economy e dal massivo ricorso all’on line nell’ambito della richiesta di servizi e forniture».

«La Fisascat - ha aggiunto il sindacalista - ritiene che occorra fare riferimento alle intese interconfederali che regolano i meccanismi di rinnovo dei contratti ma anche tenere conto dell’andamento di rinnovi contrattuali realizzati in altri settori» ma che parimenti «è necessario affrontare dei nodi che si trascinano irrisolti da tempo, a cominciare dall’ampliamento della sfera applicativa dei Ccnl fino alla rivisitazione del sistema di classificazione del personale per razionalizzare quelle nuove figure che è necessario integrare nel sistema classificatorio derivanti dalla massiccia digitalizzazione che in particolare i servizi, e il terziario di mercato in generale, hanno conosciuto negli ultimi tempi».

Per la Fisascat è inoltre necessario ridare vigore all’esperienza della contrattazione decentrata.

«Il settore del terziario di mercato – ha evidenziato Dell’Orefice - può trarre slancio da un rinnovato senso di responsabilità che le parti debbono dimostrare non solo a livello nazionale, dando un contratto in tempi ragionevoli a più di tre milioni di lavoratrici e lavoratori, ma soprattutto a livello territoriale e aziendale dove ormai da tempo l’autonomia collettiva non riesce ad indicare orizzonti nuovi».

«La contrattazione di secondo livello – ha sottolineato - può rappresentare un elemento di stimolo sia per la crescita dei trattamenti economico retributivi che per l’introduzione di nuove forme di flessibilità negoziata, condivisa dai lavoratrici e lavoratori, che certamente aiuterebbero a far crescere la produttività media dei fattori impiegati nella fornitura dei servizi e delle attività». Infine un richiamo anche alla necessità di contrastare il dumping contrattuale.

«Occorre reintrodurre dei criteri regolamentari di matrice contrattuale comuni a tutti i lavoratori che operano nell’ambito del terziario di mercato per fronteggiare dei fenomeni di dumping che in alcune aree del paese si vanno sempre più affermando» ha concluso il sindacalista.