Covid-19, Dell'Orefice: «E’ allarme, quasi 1 morto su lavoro su 10 nel commercio»

Giovedì, 1 Aprile, 2021

«Molti contagi lavoratori commercio non denunciati, a Pasqua rischio assembramenti nei supermercati»

Roma, 1 aprile 2021 - «Dagli ultimi dati Inail sulle denunce di infortuni per Covid-19 aggiornati al 28 febbraio, emerge qualcosa di strano perché le denunce tra gli addetti del settore del commercio sono l'1,8% del totale, mentre i decessi codificati per Covid-19 nello stesso settore sono il 9,4% del totale. Quindi, quasi uno su 10. C'è un'asimmetria evidente, sembra quasi che ci si contagia di meno e si muore di più. In realtà, i dati vogliono dire molto probabilmente che per molti contagi per Covid-19 di lavoratori del commercio non viene fatta denuncia e quindi non vengono codificati dall'Inail come infortuni». E' l'allarme che lancia, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Vincenzo Dell'Orefice, segretario nazionale della Fisascat Cisl, commentando le due morti in tre giorni per Covid-19 tra i lavoratori dei supermercati romani.

«A Pasqua, con la decisione di alcune grosse aziende di lasciare aperti i propri punti vendita – ha stigmatizzato il sindacalista - rischiamo di assistere a una situazione paradossale: zona rossa in tutta Italia con giardinetti e luoghi pubblici transennati, e supermercati aperti in cui si riverserà la maggior parte della gente con il grosso rischio che si creino pericolosissimi assembramenti».

Sulla situazione il sindacato chiede coerenza al Governo. «Non vogliamo fare catastrofismo e strumentalizzare – ha sottolineato Dell’Orefice - ma è una situazione che non si può tollerare. Rischiamo che, visto che l'unica cosa che si può fare a Pasqua è la spesa, i supermercati saranno pieni di gente».

«Noi, come sindacati, insieme alla principali associazioni datoriali di settore – ha aggiunto - abbiamo chiesto al precedente Governo e anche a questo di inserire i lavoratori del commercio tra le priorità nella campagna vaccinale». «D'altronde – ha evidenziato - la stessa Inail inserisce addetti alle vendite, addetti alle casse, addetti al banco e front-office, proprio per l'attività a contatto continuato con il pubblico, tra le categorie più a rischio dopo sanitari e soggetti fragili. Ma dal Governo finora non abbiamo ricevuto risposte concrete».

«La speranza adesso - ha concluso Dell'Orefice - è che nel programma annunciato dal Governo sulla vaccinazione nei luoghi di lavoro si comprenda l'importanza di dare priorità ai lavoratori del commercio che come attesta Inail rischiano il contagio più degli altri stando a contatto con il pubblico».