Aperture commerciali a Pasqua, Guarini: «Paradossali in tempi di lotta alla pandemia, le Ordinanze regionali dispongano la chiusura delle attività di vendita anche di generi alimentari»

Giovedì, 1 Aprile, 2021

Roma, 1 aprile 2021 - «In tempi di lotta alla pandemia da Covid-19 si apprende, non senza stupore, che alcune insegne commerciali, in ragione di una legislazione permissiva e senza alcun limite, intendano operare l’attività di vendita anche nelle giornate della Santa Pasqua, del Lunedì dell’Angelo, del 25 Aprile e del 1° Maggio». Così il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini commenta le aperture commerciali decise da alcune insegne della grande distribuzione organizzata nelle prossime festività. «Alla luce di tali determinazioni – ha aggiunto il sindacalista - non si possono tacere alcuni conseguenti paradossi, il primo dei quali risiede nel fatto che, essendo la totalità del Paese in zona rossa, nelle giornate festive di questo periodo pasquale sarà più facile andare a fare la spesa che visitare parenti e congiunti».

«Il secondo paradosso, che ugualmente risalta dalla avventata scelta di tenere aperti gli esercizi commerciali nelle festività – ha sottolineato - è che molte amministrazioni comunicali stanno vietando finanche la fruizione di aree verdi, parchi e spazi pubblici, mentre gli unici luoghi di aggregazione rischiano di essere i supermercati e gli ipermercati, nei quali le festività si potranno trascorrere in fila, in una sorta di processione post moderna alternativa a quella ben più significativa ed importante del Venerdì Santo che, proprio in ragione della pandemia, non vedrà l’abituale partecipazione dei fedeli in pressoché tutta Italia. In questa particolarissima Pasqua, le funzioni religiose si adeguano alla lotta al Covid, ma non le attività commerciali».

«Battute a parte i paradossi diventano insopportabili se ad essi si aggiunge la considerazione che sono praticamente caduti nel vuoto e inascoltati i vari appelli fatti sia a questo Governo che a quello precedente dalle associazioni imprenditoriali e dalle federazioni sindacali di categoria relativamente al fatto che nella strategia vaccinale gli operatori del commercio, soprattutto di generi alimentari, potessero contare su una precedenza nella somministrazione dei vaccini» ha stigmatizzato il sindacalista sottolineando che «per le lavoratrici e i lavoratori del commercio e della grande distribuzione organizzata perdura un trattamento tanto disomogeneo da rasentare la schizofrenia».

Il sindacalista rilancia anche sulla necessità includere prioritariamente nella campagna vaccinale gli addetti della distribuzione commerciale. «Il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio e della grande distribuzione organizzata è talmente indispensabile da suggerire a taluni gruppi commerciali di tenere aperti negozi, supermercati, ipermercati e punti vendita durante le festività ma tale contributo viene sminuito nel riconoscimento di una priorità nell’ambito del Piano vaccinale anti Covid-19 disposto dal Governo».

«Chiedere a chi lavora nel commercio di assicurare un presidio anche quando non tutti i servizi pubblici essenziali garantiscono la loro operatività – ha chiosato Guarini - non è solo paradossale ma, nella specifica fase che stiamo vivendo, addirittura offensivo per chi lavora». «Il nostro auspicio – ha concluso - è che i Presidenti delle Regioni vogliano non avallare tali paradossi e fermare lo scempio di tollerare che ipermercati e supermercati diventino nelle festività pasquali luoghi di assembramenti e potenziali focolai del contagio, in tal senso ci aspettiamo delle loro ordinanze che dispongano la chiusura di tutte le attività commerciali, anche quelle di vendita di generi alimentari».