Studi Professionali, il negoziato per il nuovo Contratto nazionale prosegue sul Lavoro Agile

Giovedì, 1 Aprile, 2021

Blanca: «Decisivo verificare le nuove professioni e professionalità sviluppatesi con l’incremento dei processi di digitalizzazione e delle attività da remoto, l’istituto va contrattato tra le Parti anche al fine di meglio conciliare i tempi di vita e di lavoro»

Roma, 1 aprile 2021 - Proseguono le trattative tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e l’Associazione Imprenditoriale Confprofessioni per il rinnovo del contratto nazionale di settore scaduto il 31 marzo 2018 e applicato ad oltre 1milione e mezzo di addetti per il 90% donne. In questa fase del negoziato le Parti si stanno confrontando su un tema di grande attualità: il Lavoro Agile, ovvero sulla possibilità di rendere la prestazione lavorativa in luogo diverso da quello abituale, favorendo la conciliazione dei tempi di vita, con un’attenzione anche all’ambiente. «Sarà decisivo verificare le nuove professioni e professionalità sviluppatesi con l’incremento dei processi di digitalizzazione e delle attività da remoto, includendo nel rinnovo contrattuale lo Smart Working quale nuova modalità operativa per lo svolgimento della prestazione» ha dichiarato la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca sottolineando che «l’istituto del Lavoro Agile va contrattato tra le Parti anche al fine di meglio conciliare i tempi di vita e di lavoro». «Questo – ha aggiunto - permetterebbe dei vantaggi ineludibili sia per lavoratrici e lavoratori e per gli studi stessi che potrebbero beneficiare della maggiore soddisfazione da parte dei dipendenti, con una positiva rispondenza sulla produttività».

Le parti si sono aggiornate al 12 aprile. Per la Fisascat, che rilancia le tematiche sviluppate nella piattaforma sindacale unitaria presentata nel 2019, sarà inoltre necessario puntare su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, completare il lavoro sulle diverse aree contrattuali e sui sistemi di classificazione, come anche introdurre nuove tutele e definire un sistema di relazioni sindacali più capillare, capace pertanto di sostenere i processi di trasformazione in atto nel settore». In particolare per la federazione cislina è prioritario «rafforzare la contrattazione al livello decentrato e migliorare l’attuale normativa contrattuale prevista per il lavoro dipendente e per gli addetti con un rapporto di lavoro non subordinato con l’obiettivo di determinare stabilità e qualità occupazionale, favorendo la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro».

Tra gli aspetti a cui dedicare particolare attenzione per la sindcalista «la formazione e la riqualificazione anche nell’ambito delle politiche attive del lavoro, con un espresso richiamo al ruolo del fondo interprofessionale e della bilateralità settoriale, che molto ha dato nell’emergenza pandemica a supporto delle lavoratrici, dei lavoratori e delle imprese». Altrettanto preminente anche l’implementazione del welfare e delle tutele sociali, con l’inclusione dei lavoratori autonomi e parasubordinati, ovviamente. Senza dimenticare l’adeguamento del salario per incrementare il potere di acquisto delle retribuzioni. Per la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca «la contrattazione dovrà essere in grado di intercettare i mutamenti, favorendoli affinchè questi possano servire da volano per una rapida ripresa post pandemica e, in un quadro di norme condivise, accrescere le professionalità e favorire la buona occupazione».