Vaccini anti Covid-19. Terzo Settore, un nuovo Avviso Comune delle Parti Sociali: tutela salute addetti servizi socio sanitari assistenziali educativi sia priorità

Martedì, 23 Febbraio, 2021

Guarini: «Il nostro è un appello responsabile, comparto tra quelli più colpiti dal contagio»

Roma, 23 febbraio 2021 – La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del Terzo Settore Socio Sanitario Assistenziale Educativo, così come la tutela della salute delle persone che beneficiano dei servizi, siano la priorità nell’ambito del Piano strategico per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19. E’ l’appello delle Parti Sociali firmatarie del contratto nazionale del settore dei servizi sociali, socio sanitari educativi e di inserimento lavorativo e della cooperazione sociale – i sindacati di categoria Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl, Uiltucs e le associazioni datoriali Confcooperative Federsolidarietà, LegaCoopSociali, Agci Solidarietà – contenuta in un nuovo Avviso Comune rivolto alle istituzioni.

Per le Parti Sociali “il vaccino è ad oggi l’unico strumento per tutelare la salute dei soci, delle lavoratrici e dei lavoratori oltre che un opportuno atto di responsabilità che, pur in assenza di un obbligo, va esercitato verso tutti i soggetti fragili e verso coloro i quali non possono essere vaccinati”. Con l’Avviso Comune le Parti Sociali si impegnano “nella promozione di iniziative tra soci, lavoratrici e lavoratori occupati nelle cooperative finalizzate ad informare, sensibilizzare e favorire la vaccinazione anti Covid-19”.

«Il nostro – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini – è un appello responsabile tenuto anche conto dell’ultimo Report dell’Inail sui contagi nei luoghi di lavoro che segnala proprio il settore socio sanitario assistenziale tra quelli più colpiti con il 19,3% delle denunce subito dopo gli infermieri, i medici e i tecnici della salute con il 39,2% delle denunce». Il sindacalista ha sottolineato «la necessità di sensibilizzare le istituzioni ma anche gli oltre 350mila occupati circa l’opportunità di aderire convintamente al piano vaccinale anche considerata la peculiarità della prestazione lavorativa a stretto contatto con i malati e le persone più fragili della nostra società».