Contratti Terziario, in scadenza per 4milioni di lavoratori. Al via la stagione dei rinnovi, la Fisascat a confronto sui contenuti delle piattaforme nel settore della distribuzione commerciale

Lunedì, 2 Dicembre, 2019

Roma, 2 dicembre 2019 -Al via la stagione dei rinnovi contrattuali nel commercio, turismo e servizi. Sono oltre 3milioni e mezzo i lavoratori coinvolti dalla scadenza dei contratti nazionali. Terziario distribuzione e servizi, lavoro domestico e terzo settore socio sanitario assistenziale sono solo alcuni dei comparti interessati; per altre centinaia di migliaia di addetti del comparto dei servizi – multiservizi e vigilanza privata in primis - le trattative di rinnovo contrattuale sono in stallo ormai da diversi anni mentre nel settore proliferano i contratti pirata che riducono drasticamente salari, diritti e tutele garantiti invece dai contratti nazionali siglati dalle associazioni maggiormente rappresentative.

Primo banco di prova dei sindacati di categoria la definizione della piattaforme unitaria per le lavoratrici ed i lavoratori occupati nella distribuzione commerciale in uno scenario contraddistinto da trasformazioni radicali con un ruolo sempre più marcato dell’ambito della vendita al dettaglio e della distribuzione di tipo associativo. I grandi player della Gdo - fiaccati dalla crisi che riverbera i sui effetti sulla contrazione costante dei consumi lasciano spazio alle esperienze emergenti dell’associazionismo distributivo.

La recente operazione di acquisizione Conad/Auchan e lo sviluppo significativo del gruppo VèGè e di altre esperienze similari sono la prova evidente della fase di ristrutturazione del comparto distributivo soprattutto dal versante dell’offerta commerciale sempre più rivolta alla specializzazione e ad un format di prossimità; questo dato inevitabilmente influirà sugli assetti e sulle relazioni sindacali da qui in futuro. In questo nuovo scenario il protagonismo dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che ne promuovono e difendono gli interessi dovrà essere declinato sui nuovi diritti, tutele e garanzie: con questi obiettivi le parti dovranno porsi il comune traguardo della creazione di buona e stabile occupazione che coniughi sviluppo ed efficienza dell’impresa, qualità del lavoro e lotta al lavoro sommerso.

I contratti del terziario distribuzione e servizi, della distribuzione cooperativa e della distribuzione moderna organizzata in scadenza il 31 dicembre 2019 sono stati anche al centro di un confronto/dibattito con il gruppo dirigente ed i delegati della categoria cislina in particolare dalla prima linea sono giunti stimoli e proposte per qualificare la proposta rivendicativa della federazione del commercio e dei servizi della Cisl in direzione di una maggiore attenzione ai bisogni sociali ed alle fragilità che sempre di più contraddistinguono le traiettorie professionali di lavoratrici e lavoratori sottoposti a regimi di flessibilità prestazionali intensivi e che sovente li porta a sacrificare spazi relazionali e di vita fuori dal lavoro.

Il dibattito, ampiamente partecipato dalle rappresentanze sindacali, dalle delegate e dai delegati del comparto della distribuzione commerciale, ha messo in luce le difficoltà delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto strettamente connesse all’organizzazione del lavoro, tema demandato al secondo livello di contrattazione, e alla difficile conciliazione vita lavoro in un settore dove la totale liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi di lavoro si traduce con una flessibilità estrema, spesso ai limiti della sostenibilità. Ma non solo. Si ripropongono i temi dei sistemi di classificazione del personale come quello della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro ma anche la necessità di rendere obbligatoria l’adesione al secondo pilastro previdenziale di origine contrattuale e di definire sistemi partecipativi di sostegno al reddito ad hoc in un settore tradizionalmente escluso dal sistema ordinario degli ammortizzatori sociali.

Salario, 2° livello di contrattazione, formazione professionale, sistemi di classificazione, welfare e bilateralità, mercato del lavoro, diritti sindacali, conciliazione vita lavoro, salute e sicurezza ma anche contrasto alle molestie, sostegno alla disabilità, long term caree dread desease e previdenza complementare: è questo l’ambito dentro il quale la Fisascat Cisl vuole portare il suo originale contributo non solo per l’elaborazione delle piattaforme unitarie nel settore della distribuzione commerciale ma soprattutto per ridefinire il ruolo e il contributo del lavoro nella grande distribuzione post moderna.

Per la categoria cislina sarà anche importante in occasione del confronto con le altre organizzazioni sindacali - che prelude alla vera e propria apertura di un ciclo negoziale che si preannuncia tra i più complessi degli ultimi anni - focalizzare i temi della conciliazione vita lavoro, politiche di genere e della formazione professionale dei lavoratori.

«E’ necessario dare al settore della distribuzione commerciale regole chiare che valgano per tutti in un sistema che sta vivendo un cambiamento epocale verso un modello di tipo associativo» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice nell’intervento introduttivo al dibattito sottolineando che la Fisascat Cisl vuole portare il suo contributo sui temi del salario, della rappresentanza, del ruolo del secondo livello di contrattazione e del welfare contrattuale» con un esplicito riferimento alla «conciliazione vita lavoro» e «all’introduzione di un reale ed effettivo diritto alla formazione e alla riqualificazione professionale da attribuire ad ogni singolo lavo, non solo al fine di arricchire le professionalità esistenti e per rendere più qualificate le imprese della distribuzione e del terziario ma anche per rafforzare le potenzialità in termini di occupabilità».

«Il contratto nazionale, oltre a dare le congrue risposte in termini economico retributivi – ha chiosato Dell’Orefice - deve prevedere degli istituti normativi volti ad agevolare i regimi lavorativi e il diritto ad una reale vita relazione e sociale delle lavoratrici e dei lavoratori». «Inoltre – ha aggiunto - è lecito attendersi dal futuro confronto negoziale un esito che valorizzi al meglio la promozione di politiche di genere in settori nei quali la componente femminile è massimavente rappresentata».

«Le parti per imprimere al proprio ruolo un carattere effettivamente utile alla perimetrazione di un sistema avanzato di relazioni sindacali dovranno lavorare all’introduzione nuovi diritti e nuove tutele anche in chiave solidaristica» ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini sottolineando il ruolo della contrattazione nazionale «nel contrastare l’avanzamento del dumping ed anche gli effetti della polverizzazione che vive il settore».

«Nel confronto con le altre organizzazioni sindacali per la definizione della piattaforma unitaria da presentare alle associazioni imprenditoriali – ha aggiunto il sindacalista – porteremo convintamente avanti la nostra posizione sulla formazione professionale e sul welfare contrattuale, strettamente connessi al potenziamento del secondo livello di contrattazione, e sulla promozione in misura crescente nei luoghi di lavoro del secondo pilastro pensionistico dei fondi di previdenza complementare di origine contrattuale».

«Come sindacato, abbiamo una missione sociale – ha sottolineato – quella di migliorare le condizioni di lavoro e di vita degli addetti del settore anche pensando alle prospettive previdenziali garantendo al contempo la possibilità di accesso ai percorsi di cura e di assistenza con l’introduzione di meccanismi di long term care e dread desease per permettere ai lavoratori di vivere una vecchiaia dignitosa». In ultimo ma non meno importante per il sindacalista «contribuire a costruire sistemi partecipativi in grado di rendere le lavoratrici ed i lavoratori veri protagonisti del lavoro e del successo delle imprese».