Decreto Rilancio, in vigore il provvedimento da 55 miliardi di euro. Guarini: «Il Parlamento manifesti maggiore attenzione nella fase di conversione in legge»

Giovedì, 21 Maggio, 2020

Roma, 21 maggio 2020 – E’ entrato in vigore il Decreto Rilancio. Il provvedimento da 55 miliardi di euro, bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato e firmato dal Presidente della Repubblica Mattarella è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La parola ora passa alle Camere che avranno a disposizione una dote di circa 800 milioni per le modifiche mentre si preannuncia un iter di approvazione in salita, considerato che anche nella maggioranza di Governo c’è chi promette battaglia su alcune misure.

Il Decreto Rilancio – sostenuto nel 2020 con 148,33 miliardi di euro con l’emissione di titoli pubblici in Italia e all’Estero oltre ai 3 miliardi nel 2021 del “Bonus Befana” introdotto con la finanziaria per incentivare l'uso della moneta elettronica - rifinanzia la cassa integrazione Covid-19 per altre 9 settimane, oltre alle 9 settimane già previste dal dl Cura Italia: 5 si potranno utilizzare fino alla fine di agosto, per chi ne ha già usufruito, e le altre 4, se necessario, tra settembre e ottobre. Semplificata la procedura per accelerare i pagamenti, in particolare per la cassa in deroga.

Scende a 2,7 miliardi l'ulteriore stanziamento per il 2020 previsto per finanziare i trattamenti di integrazione salariale qualora fosse necessario per il prolungarsi degli effetti sul piano occupazionale dell'emergenza. Lo stop ai licenziamenti viene esteso di altri 3 mesi oltre ai 60 giorni già previsti dal decreto Cura Italia.

Il divieto riguarda l'avvio delle procedure di licenziamento collettivo, di quelle pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020 e di recesso dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo. Concessi due mesi in più per la Naspi e la Discoll, in scadenza tra il primo febbraio e il 30 aprile 2020. Inoltre, i percettori di ammortizzatori sociali a sostegno del reddito possono essere impiegati in agricoltura per un massimo di 60 giorni. La retribuzione massima, in tal caso, è di 2.000 euro.

Per le famiglie in difficoltà arriva il Reddito di emergenza con una dote complessiva di circa 1 miliardo: non sarà compatibile con altri sussidi e sarà erogato per due mesi: il beneficio previsto andrà dai 400 euro agli 800 euro mensili, in base al numero dei componenti familiari. Per le imprese in arrivo10 miliardi per le pmi fino a 5 milioni di fatturato.

Per le imprese tra 5 e 50 milioni che hanno subito una riduzione dei ricavi non inferiore al 33% arriverà un sostegno alla ricapitalizzazione e una detassazione degli aumenti di capitale. Per le imprese oltre i 50 milioni di fatturato entra in campo Cdp con un “Patrimonio destinato” separato dalla Cassa, per il sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano. Inoltre, stop del saldo e dell'acconto del 40% Irap dovuto a giugno per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato. E ancora: incentivi fiscali per favorire gli investimenti nelle imprese medie con fatturato anno tra 5 e 50 milioni di euro che hanno subito una riduzione del fatturato derivante dalla diffusione del Covid-19.

Rinviata al 2021 l'entrata in vigore della tassa sullo zucchero e sulla plastica. Per il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini «Il Decreto Rilancio, che ha avuto una gestazione molto complessa, interviene su una pluralità di ambiti economico-produttivi depotenziati dall’epidemia da Covid-19. Portata ed impatto di tale intervento si potranno valutare esclusivamente alla prova dei fatti» ha dichiarato il sindacalista sottolineando che «sin da subito è possibile esprimere non pochi dubbi in ordine alla previsione di una pletora di decreti attuativi fa ben comprendere che quanto disposto dal DL avrà un effetto differito» come anche sul «frazionamento della fruizione delle ulteriori 9 settimane di utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga rischia di impattare negativamente sui redditi di quanti non potranno tornare a lavoro per periodi lunghi di tempo fra giugno e fine agosto».

Il sindacalista stigmatizza anche «la non lineare formulazione di talune previsioni, come quella riferita al lavoro agile che rischia di ingenerare contenziosi interpretativi fra datori di lavoro e dipendenti».

«Auspichiamo che, in sede di conversione in legge – ha concluso il sindacalista - il Parlamento manifesti una maggiore attenzione in ordine a questioni che possono apparire marginali, ma che marginali non sono, in quanto riguardano la vita ed il lavoro di centinaia di migliaia di persone».