Douglas Italia formalizza la lista dei 128 negozi in chiusura e disdetta i contratti di locazione. 457 i posti di lavoro a rischio

Giovedì, 25 Marzo, 2021

Blanca: «Scelta inaccettabile, indifferibile il tavolo di crisi al Mise».

Roma, 25 marzo 2021 - La direzione della catena di profumerie Douglas Italia ha formalizzato ai sindacati la lista completa dei 128 punti vendita oggetto della riorganizzazione annunciata a mezzo stampa che coinvolge 457 lavoratori.

La catena tedesca ha già disdettato la maggior parte dei contratti di locazione dei negozi. Una scelta contestata dai sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil, e Uiltucs in assenza di un Piano Commerciale ufficiale ed anche alla luce della proroga dei licenziamenti stabilita dal Dl Sostegni al 31 ottobre 2021.

Le tre organizzazioni sindacali hanno ribadito la ferma contrarietà alle chiusure ed hanno sollecitato la convocazione del tavolo di crisi presso il ministero dello Sviluppo Economico già richiesta nelle scorse settimane. Il confronto con la direzione aziendale è stato aggiornato al 9 aprile, data entro la quale Douglas dovrebbe presentare il Piano Commerciale palesando i criteri di individuazione utilizzati e quali sono le misure che intende mettere in campo volte alla salvaguardia occupazionale, atteso che grazie all’e-commerce il calo di fatturato è stato decisamente contenuto.

«Abbiamo chiesto di sviluppare e illustrare un piano industriale di ampio respiro e serio che dia valore al capitale umano, che è il vero valore aggiunto a maggior ragione per un'azienda che offre prodotti e servizi per la cura della persona, postulato sulla salvaguardia occupazionale» ha ribadito la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca.

«Quella di Douglas di chiudere i negozi è una scelta inaccettabile» ha aggiunto la sindacalista sottolineando che «si tratta di un'azienda che impiega prevalentemente donne e che, qualora non si dovessero trovare delle soluzioni, questo segnerebbe ancor di più il gap di genere esistente nel nostro Paese». Blanca, pur comprendendo le tempistiche legate al riordino del Mise, evidenza «l’urgenza e l’indifferibilità della convocazione dal dicastero a fronte della situazione che si sta paventando di ora in ora».

«E’ una battaglia contro il tempo – ha evidenziato - ma dobbiamo convogliare tutte le forze affinchè le risorse umane tornino a rappresentare il fulcro nevralgico della discussione senza assistere in modo passivo alla debacle totale».

Per la sindacalista «urge anche il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali territoriali e una attenzione da parte della clientela che esortiamo in modo solidaristico a continuare ad acquistare i prodotti di bellezza direttamente nei punti vendita». «Ogni loro contributo – ha concluso - potrà favorire la salvaguardia dei posti di lavoro».

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