Emergenza Covid-19. Intesa Governo-Sindacati: operative soltanto le attività essenziali. Guarini: «Assicurare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro»

Giovedì, 26 Marzo, 2020

Roma, 26 marzo 2020 Emergenza Coronavirus. Intesa raggiunta tra governo e sindacati sull’integrazione all’elenco delle aziende essenziali che operano in deroga allo stop previsto con il Dpcm del 22 marzo per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. L'accordo, che sancisce la condivisione del perimetro individuato per concedere le deroghe, è arrivato al termine di un lungo confronto tra i leader di Cgil Cisl e Uil, il ministro dello Sviluppo economico Patuanelli e il ministro dell’Economia Gualtieri.

Per la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan «sono state ridefinite meglio le attività produttive davvero indispensabili, in questo momento così particolare per la vita del Paese per garantire la continuità del nostro sistema sanitario e del settore dell’agro alimentare».

«I Prefetti – sottolinea la sindacalista - dovranno ora coinvolgere le organizzazioni sindacali nei territori per le autocertificazioni delle imprese ed anche nel settore della difesa il ministro della difesa si è impegnato a ridurre le produzioni, salvaguardando sole le attività produttive essenziali».

«La tutela della salute - ha concluso Furlan - resta per noi oggi l’obiettivo principale nel quadro della salvaguardia delle produzioni essenziali e del reddito di tutti i lavoratori».

Pensiero pienamente condiviso dalla Fisascat, vicina agli addetti del commercio, turismo e servizi che con grande senso di responsabilità sono chiamati ad un ruolo di prima linea al pari dei servizi pubblici essenziali, mettendo anche a repentaglio la propria salute e la propria vita, nel garantire a tutta la comunità il mantenimento delle condizioni normali di vita, per quanto sia possibile, in una situazione inedita e di emergenza.

In una lettera aperta alle lavoratrici ed ai lavoratori dei settori del terziario privato la categoria cislina sottolinea che “le condizioni nelle quali operano centinaia di migliaia di addetti nei settori del terziario, turismo e servizi, dal commercio al dettaglio di generi alimentari al settore dei servizi di pulizia, sovente contraddistinte dalla pressoché totale mancanza di ogni minima precauzione di contrasto all’espandersi del contagio”.

Nel ricordare il principio assoluto e incondizionato della salvaguardia della persona umana e della sua integrità psico-fisica previsto dalla Costituzione italiana la Fisascat Cisl ribadisce “il sacrosanto diritto in capo a ciascun lavoratore di astenersi dal lavoro laddove si riscontrasse l’assenza delle garanzie di sicurezza e d'igiene, nonché delle specifiche tutele dal rischio agente biologico virale per tutti i lavoratori e per tutte le persone presenti negli ambienti di lavoro” previste dalla normativa vigenze e dai Dpcm emanati dal Governo. Nella lettera aperta la Fisascat richiama le casistiche in cui è giusto astenersi dal lavoro con il diritto a mantenere la continuità occupazionale e della retribuzione.

«In una congiuntura fra le più complicate a cui l’intero Pianeta abbia dovuto far fronte in epoca recente – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini – le lavoratrici e i lavoratori delle attività commerciali e dei settori dei servizi sono chiamati ad uno sforzo aggiuntivo per assicurare le aperture ed operano con diligenza e coraggio per non far spegnere del tutto l'ultimo e flebile scampolo di normalità».

«A questi lavoratori non servono ringraziamenti retorici e di circostanza – ha concluso il sindacalista - ma per loro bisogna riaffermare le ragioni della civiltà e del rispetto dei princìpi costituzionali e assicurare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».