Fist Cisl, nuove politiche contrattuali e di rappresentanza per governare il cambiamento.

Giovedì, 1 Ottobre, 2020

Guarini: «In un mondo che progredisce a ritmi imprevedibili il Sindacato deve approntare un rinnovato modello di azione sindacale che sappia raggiungere le periferie del lavoro»

Roma, 1 ottobre 2020 - Negli ultimi mesi il Pil dell’Italia è diminuito di circa il 13%. Il crollo dell’economia dovuto alla pandemia da Covid-19 è stato maggiore di quello registrato nell’intero periodo 2008 – 2013, che comprende la doppia recessione connessa alla crisi finanziaria globale e alla crisi del debito dell’area euro, ovvero la più grande contrazione economica in tempo di pace.

L’analisi di scenario, proposta dalla Fist Cisl in occasione del Consiglio Generale convocato in presenza a Roma nel rispetto delle misure anti contagio, ha approfondito in particolare l’impatto della pandemia sul mercato del lavoro italiano. Nonostante la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti le ultime stime Bankitalia confermano un calo degli occupati nel 2020 di circa un milione di unità rispetto al 2019; a questo si aggiunge il crollo delle assunzioni soprattutto stagionali.

A rimetterci soprattutto giovani e donne dell’universo delle forme flessibili di impiego e con contratti a termine, ma anche i lavoratori in somministrazione, a chiamata o intermittenti (dove il calo ha raggiunto quota 60%), partite iva e i contratti di prestazione occasionale letteralmente dimezzati, tutti penalizzati dai requisiti di accesso al bonus Covid.

E’ in questo contesto che il Sindacato del Terziario della Cisl ripensa ad una nuova strategia di azione contrattuale e di rappresentanza, da orientare verso una “nuova governance della flessibilizzazione del lavoro richiesta dalle imprese e che oggi accompagna la crescente competizione internazionale”.

Un progetto pienamente sostenuto dalla Cisl, presente alla kermesse con il segretario confederale Andrea Cuccello, e molto chiaro in casa Fist, che riparte proprio dai giovani, protagonisti, nella fase che ha preceduto la diffusione della pandemia, della Conferenza Under 35 promossa dalla categoria cislina.

Il dibattito, ampiamente partecipato, ha messo in luce la necessità di ampliare le politiche contrattuali. Ma non solo.

La Federazione dei Sindacati del Terziario rivendica il ruolo del Sindacato confederale nella definizione del plan sull’utilizzo delle risorse europee, Recovery Fund e Next Generation EU, «occasioni formidabili a condizione di saperle integrare – ha sottolineato il segretario generale Davide Guarini – nel rispetto dei vincoli e delle raccomandazioni europee, in un Progetto Paese, consapevole del posizionamento competitivo attuale e potenziale dell’Italia nello scenario globale».

Le numerose vertenze aperte che vedono in prima linea Fisascat e Felsa Cisl fanno il paio con uno scenario contrattuale complesso, dove circa 4 milioni di lavoratrici e lavoratori del commercio, turismo e servizi sono in attesa del rinnovo contrattuale. La federazione di categoria ha le idee chiare: se la prevenzione dei rischi, della salute e della sicurezza rappresentano le priorità nella fase della ripartenza è altrettanto dirimente, nella definizione delle piattaforme unitarie da portare al confronto negoziale, concentrarsi sulla formazione continua per qualificare l’occupazione, ma anche su nuovi diritti e nuove tutele, partecipazione, relazioni industriali e rappresentanza, welfare contrattuale e salario.

Essenziali per la Fist Cisl i percorsi di riforma, a cominciare da quella del sistema degli ammortizzatori sociali - da rendere universalistico, inclusivo e rispondente alle peculiarità settoriali - fino alla leva fiscale - per appesantire le buste paga - e alla riforma previdenziale, valorizzando il ruolo del secondo pilastro pensionistico.

«La pandemia da Covid ha messo in luce la necessità di costruire un sistema di ammortizzatori sociali che copra tutti i lavoratori al di là della tipologia contrattuale sostenendoli nei periodi di disoccupazione e di calo attività» ha sottolineato Guarini.

«Dobbiamo costruire un futuro più solido – ha aggiunto il sindacalista – investire risorse e contrastare il basso costo del lavoro favorendo i rinnovi contrattuali, inserendo agevolazioni fiscali strutturali e politiche attive dedicate a formazione e ricollocazione».

«In un mondo che cambia e che progredisce a ritmi costanti e imprevedibili – ha concluso – dobbiamo approntare un nuovo modello di azione sindacale che sappia raggiungere le periferie del lavoro e nelle quali il Sindacato deve essere sempre più presente».