Vertenza Kidiliz: a tutela dei lavoratori, Fisascat Cisl e Uiltucs sottoscrivono un accordo per limitare le conseguenze negative di una “procedura concorsuale” totalmente gestita in Francia

Martedì, 1 Dicembre, 2020

Il perché della crisi di Kidiliz Italia e della sua anomala gestione.

Kidiliz è una multinazionale commerciale che vende abbigliamento per bambini. La casa-madre è in Francia, cui la filiale italiana è strettamente legata.

L’azienda francese, in difficoltà da anni, è stata, non molto tempo fa, acquisita da un gruppo cinese operante nello stesso settore. Senonchè, all’acuirsi della crisi, provocata anche dall’ “effetto pandemia” sul settore commercio, la società cinese si è rifiutata di continuare ad investire nell’azienda, che è stata abbandonata alla propria sorte.

Come succede in questi casi, quando i ricavi non permettono di pagare i debiti accumulati, Kidiliz Francia ha portato “i libri contabili” al Tribunale del commercio di Parigi.

Mentre è normale che questo avvenga avvenuto per una società francese, lo stesso non si può dire per la decisione di Kidiliz Italia, che ha coinvolto lo stesso tribunale francese.

Questo fatto -avvenuto sostanzialmente per la prima volta in Italia, almeno nel settore del commercio- ha meravigliato e sconcertato.

Ora, a prescindere dalla indubbia legalità di questa scelta, in quanto consentita dalle norme di diritto comunitario in merito, le conseguenze sociali negative si sono viste subito: pesanti ritardi nelle informazioni, mancanza di interlocutori, non utilizzo delle “risorse istituzionali” italiane, a partire dal Ministero dello sviluppo economico (Mise).

Le organizzazioni sindacali non hanno potuto quindi potuto esprimere direttamente al giudice i loro pareri e le loro preoccupazioni in rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici di Kidiliz. Tra questi pareri assumeva una particolare importanza la richiesta di aprire una procedura concorsuale “secondaria” in Italia, cosa assolutamente possibile.

La procedura è andata avanti rapidamente: chiusa la fase delle manifestazioni di interesse, il giudice francese ha constatato l’assenza di una proposta per l’acquisizione di tutta la rete di vendita italiana ed è passato a valutare le proposte di acquisizione parziale.

L’offerta più convincente è stata giudicata quella di Zucchi combinata con quella di Id Valeurs.

A questo punto finalmente la vertenza è approdata in Italia, anche perché l’acquisizione di una sola parte della rete vendita e non della sua totalità comportava una deroga all’art. 2112 del codice civile, cosa resa possibile dall’art.47 comma 5 della legge comunitaria 428/90.

Quest’articolo, in sostanza, toglie ogni automatismo al passaggio di tutti i lavoratori alla nuova società, in quanto siamo in presenza di un’azienda di cui non è prevista la continuità produttiva e che va verso una chiusura con cessione di tutti i propri beni.

Nel caso specifico è impossibile individuare un ramo d’azienda omogeneo all’interno di una rete di vendita, di cui vengono acquisiti negozi sparsi su tutto il territorio nazionale.

Il comma 5 dell’art. 47 della 428 indica però che è possibile fare accordi tra le parti per garantire e migliorare le condizioni per il passaggio dei lavoratori alla nuova azienda.

Ci siamo soffermati su questo passaggio decisivo in quanto, nel corso della trattativa, quando è  stato chiaro che non era possibile utilizzare altri strumenti per definire il passaggio dei lavoratori alle società che avevano fatte le offerte al Tribunale di Parigi, la Filcams Cgil, ritenendo che, invece, dovesse essere seguita la strada dell’art.2112 cc senza deroghe, cosa che avrebbe comportato l’immediato abbandono del tavolo di trattativa e dell’offerta da parte sia di Zucchi che di ID Valeurs, ha deciso di abbandonare il tavolo delle trattative.

La Fisascat-Cisl e la Uiltucs hanno invece deciso di continuare a trattare per cercare di ottenere le migliori garanzie possibili per le lavoratrici e per i lavoratori.

Alla fine è stato raggiunto un accordo e-nel tardo pomeriggio di sabato 28 novembre- si è proceduto alla firma.

I contenuti dell’accordo.

L’accordo è sostanzialmente diviso in due: Fisascat e Uiltucs, infatti, hanno cercato di dare risposte non solo a chi passava alle società che avevano fatto le offerte di acquisto, ma anche per chi rimaneva in forza a Kidiliz.

C’è quindi un accordo che riguarda le lavoratrici e i lavoratori che passano a Zucchi e a Id Valeur e uno per chi non passa. In quest’ultimo caso viene utilizzata una norma prevista per questo periodo emergenziale, l’art. 14 del dpcm “agosto”, che prevede  che -a fronte dell’accettazione di un incentivo all’uscita dal lavoro, previsto da un’azienda, i lavoratori, oltre ad ottenere il pagamento delle proprie competenze, potranno accedere alla Naspi.  Norma di legge correttamente interpretata in questo senso dall’Inps (vedi messaggio 4464 del 26 novembre 2020).

Per chi passa a Zucchi e a Id Valeur

Innanzitutto tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nel passaggio ex art.47 transitano in Zucchi e in ID Valeurs senza alcuna interruzione del rapporto di lavoro.

L’accordo è subordinato all’avvallo del giudice del Tribunale di Parigi, che comunque avverrà in concomitanza con tutte le operazioni relative al passaggio delle lavoratrici (lunedì 30 novembre).

Le condizioni del passaggio a Zucchi

  1. Zucchi acquisirà 43 punti vendita (quelli previsti inizialmente) ai quali se ne aggiungeranno altri 3, che trasferirà ad una sua società costituita ex novo, Zuckids; l’insegna continuerà ad essere Z per circa 1 anno e poi sarà sostituita;
  2. i lavoratori trasferiti sono 160, anche se è stato fatto rilevare che ci sono problemi per il rinnovo dell’affitto per il negozio di Rimini (5 dipendenti); questo numero rimarrà invariato e, in caso di dimissioni o rinunce, subentreranno altre lavoratrici;
  3. il contratto applicato sarà l’attuale, ccnl TDS (confcommercio); dopo un anno l’azienda valuterà se mantenerlo o sostituirlo con quello dell’industria tessile-abbigliamento, che è quello applicato per tutto il gruppo;
  4. la lavoratrice deve sottoscrivere l’accettazione del passaggio e le clausole contenute nell’accordo;
  5. Kidiliz, al fine di facilitare il passaggio, corrisponderà alle dipendenti:
  • il TFR accantonato presso la società (e non versato alla Tesoreria Inps), cioè quello maturato in corso di procedura;
  • il pro quota maturato degli stipendi e premi contrattuali;
  • i ratei di 13^ e 14^ ferie e permessi maturati e non goduti; da tenere presente che le ferie che stanno maturando in corso d’anno saranno trasferite a Zucchi;
  • alle lavoratrici sarà chiesto di sottoscrivere una rinuncia ad ogni contenzioso nei confronti di Kidiliz;
  • i criteri per il “recupero” del personale che non passa immediatamente nella rete Zucchi sono individuati nell’anzianità di servizio e nel carico famigliare.

Le condizioni del passaggio a ID Valeurs

  1. I negozi rilevati da ID Valeurs sono 3 e passeranno alla società con sede italiana Jacadì insieme con le loro 12 lavoratrici; i negozi sono quelli di Bolzano centro, Carugate e Porta di Roma;
  1. questo numero rimarrà invariato e, in caso di dimissioni o rinunce, subentreranno altre lavoratrici;
  2. il contratto applicato rimane l’attuale ccnl TDS (confcommercio);
  3. la lavoratrice deve sottoscrivere l’accettazione del passaggio e le clausole contenute nell’accordo (sono, comunque, tutte clausole migliorative);
  4. Kidiliz, al fine di facilitare il passaggio, corrisponderà alle dipendenti:
  • il TFR accantonato presso la società (e non versato alla Tesoreria Inps), cioè quello maturato in corso di procedura;
  • il pro quota maturato degli stipendi e premi contrattuali;
  • i ratei di 13^ e 14^ ferie e permessi maturati e non goduti; da tenere presente che le ferie che stanno maturando in corso d’anno saranno trasferite a ID Valeurs;
  • i 10 giorni non pagati di settembre
  • alle lavoratrici sarà chiesto di sottoscrivere una rinuncia ad ogni contenzioso nei confronti di Kidiliz.

     Un impegno comune a Zucchi e a ID Valeurs

Per le lavoratrici e i lavoratori non trasferiti, Zucchi e ID Valeurs si impegnano a dare loro il diritto di precedenza sia per quanto riguarda Zuckids che per i marchi di ID Valeurs, Jakadì-Okaidi-Obaibi e Oxybull  EJ.

 

La seconda parte dell’accordo

Per chi rimane in Kidiliz: possibilità di uscire dall’azienda con il pagamento delle competenze maturate e un incentivo.

Nel decreto del presidente del consiglio dei ministri denominato “agosto” è presente, nell’ambito delle norme emergenziali una che prevede la possibilità di uscire da una azienda nel caso in cui sia stipulato un accordo sindacale che preveda un incentivo per chi, del tutto volontariamente, vi aderisca, mantenendo il diritto ad accedere alla Naspi.

Per questo Fisascat Cisl e Uiltucs hanno contrattato con la procedura di Kidiliz un accordo che prevede:

  1. un incentivo così costruito: a) pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso non lavorato calcolata su mensilità comprensive dei ratei di 13^ e 14^; b) pagamento di “mensilità extra” secondo la seguente tabella:
    • oltre 10 anni di servizio (“affollamento” maggiore):
      • 5,5 mensilità (normali)
    •  tra 6 e 10 anni di servizio:
      • 3,5 mensilità (normali)
    • tra 1 e 5 anni di servizio:
      • 2,5 mensilità (normali)
    • entro 1 anno
      • 1,5 mensilità (normali)
  1. il pagamento delle spettanze 

Kididiliz, al fine di facilitare il passaggio, corrisponderà alle dipendenti:

  • i 10 giorni non pagati di settembre;
  • il TFR accantonato presso la società (e non versato alla Tesoreria Inps), cioè quello maturato in corso di procedura;
  • il pro quota maturato degli stipendi e premi contrattuali;
  • i ratei di 13^ e 14^ ferie e permessi maturati e non goduti; da tenere presente che le ferie che stanno maturando in corso d’anno saranno trasferite a Zucchi;
  • alle lavoratrici sarà chiesto di sottoscrivere una rinuncia ad ogni contenzioso nei confronti di Kidiliz.

 

Il consenso alle varie opzioni dovranno essere sottoscritto entro il 2 dicembre.

Tutti i pagamenti cui si impegna Kidiliz saranno effettuati entro il 10 dicembre.

 

In conclusione Fisascat Cisl e Uiltucs, consapevoli di aver agito al meglio di quanto consentito dalla difficile situazione, continueranno in ogni caso ad adoperarsi  affinchè, nella fase, che scatterà a dicembre, di liquidazione giudiziaria dell’azienda, venga favorita la presentazione e la conclusione positiva di ulteriori offerte di acquisto di punti vendita con relativo salvataggio di lavoratrici.

Questo con riferimento anche a quelle aziende che avevano fatto offerte, sia pure limitate, nelle fasi preliminari di questa vicenda e che, successivamente, le avevano ritirate o riproposte a tempo scaduto.