Margherita Distribuzione sigla con la Fisascat Cisl le intese sul ricorso alla Cigd e sulla gestione delle uscite volontarie e incentivate. Al 19 giugno 1.765 adesioni. Dell’Orefice: «Sulle ricollocazioni è necessario fare di più»

Giovedì, 25 Giugno, 2020

Roma, 25 giugno 2020 – Prosegue il confronto fra Margherita distribuzione e la Fisascat Cisl nell’ambito delle intese quadro ratificate il 6 aprile 2020.

Le parti hanno siglato due importanti intese relative al ricorso al ricorso alla Cassa Integrazione in Deroga Cigd per 1.476 dipendenti di Margherita Distribuzione (760 occupati nelle sedi e il resto nei 5 ipermercati di Pescara Cepagatti, Giugliano, Nola, Bari-Modugno e Misterbianco rimasti senza Cigs (in quanto il limite massimo di utilizzo è stato già raggiunto per il periodo di riferimento) ed alla gestione delle candidature per la fuoriuscita volontaria ed incentivata del personale di rete nelle more dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo (attualmente inibita dalle previsioni normative concernenti l’emergenza Covid-19).

In ordine al ricorso alla Cigd con l’intesa la Fisascat Cisl è riuscita ad introdurre garanzie aggiuntive per i lavoratori, a partire dalla maturazione integrale dei ratei di 13ma, 14ma, ferie e permessi, che saranno riconosciuti dal 1° giugno 2020 a mese pieno anche nel caso in cui il lavoratore sia sospeso della propria attività con ricorso alla Cigd.

Inoltre, sempre grazie a quanto pattuito, sono state introdotte delle garanzie minime di prestazione lavorativa effettiva sia per il personale di sede che per quello di rete (almeno una giornata lavorativa a settimana per il personale di sede e una riduzione delle attività che non potrà superare in ogni caso il 60% per personale di rete).

Relativamente alla intesa concernente la gestione del personale occupato presso i punti vendita che abbia manifestato o che manifesterà la volontà di aderire alla risoluzione incentivata del proprio rapporto di lavoro, Fisascat Cisl e Margherita Distribuzione hanno stabilito che tale personale sarà collocato in un percorso teso a consentirgli di agganciare la Naspi, beneficiando dell’incentivazione all’esodo, quando sarà possibile aprire e concludere - con il solo criterio della non opposizione al licenziamento - la procedura di licenziamento collettivo.

Si è anche stabilita la modalità per dare una risposta alle lavoratrici ed ai lavoratori occupati nei punti vendita di prossimità che non presentano fenomeni di eccedenza di personale.

Più nello specifico l’intesa ha chiarito che anche per tali lavoratori può aprirsi il varco della fuoriuscita economicamente assistita e con il ricorso alla Naspi ma nel solo caso in cui il posto di lavoro da loro liberato sia utile a recuperare, in via sostitutiva, ~un esubero proveniente dai format maggiori connotati dalla presenza di un’eccedenza strutturale di organico.

La condivisione di tale modalità si è resa necessaria al fine di focalizzare ancor di più la finalità dello strumento dell’incentivo all’esodo rispetto all’obiettivo di contribuire a dare soluzione al problema dell’esubero strutturale, coerentemente alle previsioni normative ed alle intese sindacali ed istituzionali vigenti, nonché per garantire a quanti dai negozi hanno optato ed opteranno per la fuoriuscita incentivata qualche certezza in più.

Alla data del 19 giugno del 2020, infatti, sono state formalizzate 1.031 manifestazioni di adesione ai percorsi di mobilità incentivata da parte del solo personale impiegato presso la rete commerciale, a cui si aggiungono le 734 provenienti dal personale di sede. Molto resta da fare, se si considera che l’esubero lamentato da Margherita Distribuzione ammonta a 2.100 lavoratori presso la rete commerciale e a 870 addetti presso le funzioni di sede.

«Procede il percorso volto a costruire, sulla base della condivisione, delle opzioni da mettere a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori di Margherita Distribuzione che se ne vorranno servire» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice sottolineando che «mentre le manifestazioni di volontà pervenute all’azienda limitatamente alle funzioni di sede portano a ritenere che ci sia stata una importante risposta da parte dei lavoratori, per quanto riguarda la rete commerciale le adesioni fanno emergere un quadro variegato ed eterogeneo, connotato da dinamiche differenziate per aree».

«Più specificamente – ha evidenziato - vi sono state scarse adesioni nelle regioni del Sud, in particolare in Sicilia, Campania e Puglia». «Il lavoro, anche in una vicenda complicata come è certamente quella della ristrutturazione aziendale dell’ex gruppo Auchan, ha svolto un ruolo responsabile e imprescindibile ai fini dell’esito dell’intera operazione Margherita Distribuzione» ha aggiunto il sindacalista. «Occorre da qui in poi focalizzare maggiormente l’attenzione sulle aree nelle quali il processo di integrazione a Conad della rete commerciale o di cessione a terzi dei punti vendita registra un ritardo preoccupante, è infatti in tali aree che occorre intensificare gli interventi auspicando che tutte le parti coinvolte si sentano in egual misura impegnate a dare le risposte possibili ed effettivamente concretizzabili a dei lavoratori il cui destino altrimenti sarebbe già segnato».

«La Fisascat Cisl continuerà ad operare affinchè si tenti di costruire per i lavoratori di Margherita Distribuzione che non hanno ancora una soluzione delle opzioni praticabili. Per quello che ci riguarda – ha sottolineato - tenere aperto il confronto con l’Associazione Nazionale Cooperative fra Dettaglianti Conad e con la direzione di Margherita Distribuzione a livello nazionale cosi come a livello decentrato serve unicamente a porre in maniera costante il tema della gestione degli esuberi, ~che necessita di essere trattato in maniera organica e articolata, non di essere rimosso con scelte aventiniane o rinunciatarie».

«Certamente – ha chiosato Dell’Orefice – per tentare di dare una risposta a quanti non hanno certezze circa il loro futuro occupazionale non può bastare il solo incentivo all’esodo, così come non è sufficiente il ricorso alla cassa integrazione, piuttosto occorre investire risorse ed energie sui percorsi di riqualificazione di ricollocazione».

«I primi 107 posti messi a disposizione dal sistema Conad devono a breve concretizzarsi con le debite ricollocazioni» ha aggiunto sottolineando che «le disponibilità manifestate dai consorziati che fanno riferimento alle cooperative di sistema si attestano attualmente a 10 posti messi a disposizione da Cia - Commercianti Indipendenti Associati, 31 da Conad Centro Nord, 10 da Conad Nord Ovest, 9 da Conad Adriatico e 47 da Pac 2000A.

Guardando alla collocazione geografica di tali città fa ben sperare che 25 posti a disposizione siano collocati in Campania, ma occorre fare di più». «Nelle prossime settimane – ha concluso il sindacalista - torneremo a chiedere a Conad di compiere sforzi maggiormente apprezzabili sul percorso delle ricollocazioni. Non saremo soddisfatti fino a quando non si potrà affermare che ogni tentativo sia stato compiuto per dare concretezza ai percorsi di ricollocazione rivolti ad una presa in carico delle situazioni che ad oggi restano irrisolte».