Mercatone Uno, ipotesi Cigs per 1.341 lavoratori. Blanca: «Il Mise convochi tutte le parti sociali coinvolte, necessario individuare percorso di sostenibilità sistemica»

Venerdì, 9 Ottobre, 2020

Roma, 9 ottobre 2020 – Sono complessivamente 1.341 i lavoratori di Mercatone Uno in attesa di essere ricollocati e dell’esito della procedura di consultazione sindacale avviata dai Commissari Straordinari - in vista della scadenza del programma di esercizio di impresa prorogata di 6 mesi dal DL Rilancio al 23 novembre 2020 – finalizzata alla concessione della cassa integrazione straordinaria di 12 mesi per cessazione di attività prevista dal cosiddetto Decreto Genova.

Per altri 261 lavoratori entro il mese di ottobre si formalizzeranno le cessioni autorizzate dal Mise per 13 punti vendita, 9 passati alla Rica Gest S.r.L. e 4 alla Max Factory/A&V S.r.L.. La Fisascat Cisl stigmatizza il mancato coinvolgimento dei sindacati e la mancanza di prospettive lavorative per lo storico marchio. «Sono mesi che richiediamo incontri al Mise per dare spiragli e prospettive ai lavoratori che da anni vivono in uno stato di incertezza e di paura, mesi in cui il sindacato viene ignorato» ha stigmatizzato la segretaria nazionale della categoria cislina Aurora Blanca sottolineando che «mancano le interlocuzioni con le Regioni e Anpal Servizi e tessuto produttivo locale per mettere in campo un sistema di politiche attive per il lavoro».

Una proposta questa fortemente sostenuto dalla federazione cislina sin dal primo presagio di fallimento della Shernon Holding «quando – ha sottolineato Blanca - il sindacato chiedeva ai Commissari Straordinari di interagire affinchè le due procedure potessero collaborare, salvaguardando i livelli occupazionali».

«Ciò non è stato fatto» ha sottolineato la sindacalista rivendicando «la possibilità di avere un futuro lavorativo e di prospettiva a fronte di scelte di pochi le cui conseguenza sono ricadute sui più deboli, in primis i lavoratori, le loro famiglie, i fornitori ma anche i dipendenti delle ditte fornitrici e dei servizi esternalizzati».

Blanca suggerisce anche il percorso da seguire nei prossimi mesi. «Bisogna che intorno ad un tavolo ci si riunisca tutti congiuntamente e bisogna anche rivedere quelle che sono le licenze d’uso dei locali ad appannaggio di Mercatone Uno», passaggio, sottolinea la sindacalista, che «può essere fatto al fine di ridare una chance occupazionali ai lavoratori».

Per Blanca «è arrivato il momento di capire di chi sono le responsabilità e di riportare un senso di giustizia in un ambiente dove le istituzioni dovevano essere garanti di prospettive e delle rinunce fatte dai lavoratori che oggi purtroppo, come contropartita, vivono un senso di frustrazione».

«E’ urgente fare chiarezza su Mercatone Uno. I 12 mesi di Cigs se non colti secondo un’ottica di sostenibilità sistemica – ha concluso Blanca - rischiano di essere un lasso temporale sprecato non tollerabile».