Nuovo Piano Vaccini, 14 milioni di dosi entro aprile. Parti Sociali Ccnl Commercio, Turismo e Servizi: assicurare priorità lavoratori in prima linea

Venerdì, 5 Febbraio, 2021

Roma, 5 febbraio 2021 - Nelle fasi 2 e 3 la campagna di vaccinazione in Italia cerca un rilancio con una rimodulazione del piano vaccinale: obiettivo somministrare 2 milioni di dosi a febbraio, 4 milioni a marzo e 8 milioni ad aprile, per un totale di 14 milioni di dosi in un trimestre.

E’ quanto condiviso dai Governatori regionali, dai ministri uscenti per gli Affari Regionali e della Salute Francesco Boccia e Roberto Speranza e il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica Covid-19 Domenico Arcuri. In base alle linee di rimodulazione del piano vaccinale i vaccini Pfizer e Moderna saranno somministrati a over 80 e ai più fragili, quello di AstraZeneca al di sotto dei 55 anni a personale scolastico docente e non docente, forze armate e di polizia, personale carcerario e detenuti; le Regioni si muoveranno per coinvolgere anche i medici di famiglia nella campagna vaccinale.

E’ in questa fase che le Parti Sociali firmatarie dei contratti collettivi nazionali del commercio, turismo e multiservizi hanno sollecitato le istituzioni sulla necessità di assicurare ai lavoratori la priorità di vaccinazione. Una responsabilità fortemente sentita per le centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori dei servizi in appalto di pulizie e sanificazione che operano nelle strutture sanitarie, socio sanitarie e nelle Rsa, che insieme al personale diretto hanno assicurato, fin dall’inizio dell’emergenza pandemica, la prosecuzione del servizio pur trovandosi di fronte al rischio contagio.

I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, in una missiva trasmessa alle istituzioni e agli organi competenti, hanno sottolineato che “vaccinare prioritariamente questi lavoratori al pari del personale sanitario aiuterà certamente a mantenere la resilienza del servizio sanitario stesso”.

Come pure per i lavoratori della distribuzione commerciale, per i quali tutte le Parti Sociali – i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e le associazioni imprenditoriali Federdistribuzione, Confcommercio, Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori, Confesercenti, Associazione Nazionale Cooperative Dettaglianti – in un Avviso Comune rivolto alle Istituzioni hanno sollecitato una “particolare attenzione nell’attuazione del Piano di Vaccinazione, considerata in primo luogo la necessità di tutela delle attività che continuano a garantire il servizio senza soluzione di continuità dall’inizio della pandemia”.

“Una azione – hanno sollecitato le Parti Sociali impegnate nella promozione di campagne informative e di sensibilizzazione – che, nel quadro della lotta alla pandemia, contribuirà al contenimento del contagio e permetterà a tutto il settore del commercio, già pesantemente colpito dal lockdown, di iniziare un percorso di resilienza e ripresa a favore di tutta la comunità in condizioni di piena tutela della salute di tutti”.

L’appello è giunto anche dal sindacato internazionale dei servizi Uni Global Union. In un tweet la segretaria generale Christy Hoffman ha sottolineato che “i lavoratori essenziali nella vendita al dettaglio sono in costante pericolo e devono essere prioritari quando si tratta di ottenere un vaccino contro il Covid-19.

Il loro ruolo nella nostra vita non può essere trascurato e la società non può sopravvivere senza di loro. Prima hanno accesso al vaccino, meglio è”. Un tema fortemente sentito anche nel comparto turistico-ricettivo dove i sindacati di categoria e le associazioni imprenditoriali del settore turistico ricettivo – Federalberghi, Fipe, Faita e Fiavet, Assocamping, Assohotel, Assoviaggi, Fiba e Fiept – in un appello congiunto rivolto alle istituzioni hanno sottolineato “l’utilità di uno strumento per “garantire l’esercizio dell’attività turistica in piena sicurezza sia con riferimento agli addetti e alla generalità della popolazione”.

«Il consiglio che possiamo dare ai lavoratori e alle lavoratrici è quello di aderire convintamente alla campagna vaccinale disposta dal Governo» ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl anche considerati gli ultimi dati Inail del 12esimo report nazionale sui contagi sul lavoro da Covid-19 elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’ente pubblico, che confermano la recrudescenza della pandemia.

L'analisi territoriale conferma che le denunce di contagi Covid sul lavoro ricadono soprattutto nel Nord del Paese: il 47,5% nel Nord-Ovest (prima la Lombardia con il 28,4%), il 23,0% nel Nord-Est (Veneto 9,7%), il 13,8% al Centro (Lazio 5,6%), l'11,5% al Sud (Campania 5,4%) e il 4,2% nelle Isole (Sicilia 2,7%).

«E’ evidente che nei luoghi di lavoro – ha concluso Guarini - non bisogna abbassare la guardia ed è bene che i Protocolli e i Comitati Aziendali, laddove definiti e costituiti, implementino le misure per contrastare la diffusione della pandemia e delle varianti del coronavirus che si stanno purtroppo rapidamente diffondendo anche in Italia».