Molestie e violenza luoghi di lavoro, concluso l’iter parlamentare di ratifica della Convenzione ILO 190 e della raccomandazione n° 206

Mercoledì, 20 Gennaio, 2021

Guarini: «La definitiva ratifica importante supporto per vittime e strumento di applicazione nella contrattazione ai vari livelli»

Roma, 20 gennaio 2021 – Il Parlamento italiano ha recepito formalmente la Convenzione ILO n.190 e la Raccomandazione n.206 in tema di molestie e violenza nei luoghi di lavoro. Il Senato, nella giornata del 12 gennaio, ha definitivamente concluso l’iter di ratifica avviato alla Camera il 23 settembre 2020.

La Convenzione fornisce una definizione molto ampia di molestia come comportamenti e pratiche che provocano, mirano a provocare o sono suscettibili di provocare danni fisici, psicologici, sessuali o economici. Non solo l'abuso fisico quindi come violenza ma anche quello verbale, oltre allo stalking e al mobbing. In particolare, si fa espresso riferimento alle violenze e alle molestie fondate sul genere.

Adottata a Ginevra il 21 giugno 2019 dall'Organizzazione internazionale del Lavoro (OIL), la Convenzione si propone infatti di tutelare tutti dalla violenza e dalle molestie sul lavoro, ma riconosce che le donne sono le più colpite.

La Convenzione tutela inoltre indipendentemente dal tipo di Contratto di lavoro applicato. Garantisce cioè ogni persona nel mondo del lavoro, a prescindere dal relativo status contrattuale, comprendendo, pertanto, anche i volontari e le volontarie, le persone che frequentano corsi di formazione, di tirocinio o di apprendistato e coloro che sono alla ricerca di un lavoro nonché i lavoratori e le lavoratrici il cui rapporto di lavoro sia terminato. In maniera speculare, la convenzione protegge anche i datori di lavoro e si applica a tutti i settori occupazionali sia privati che pubblici.

Infine, essa riconosce che le violenze e le molestie possono verificarsi anche in luoghi diversi da quello di lavoro inteso in senso fisico, comprendendo, dunque, tutte le condotte che si verificano, ad esempio, durante viaggi di lavoro o eventi sociali, nonché a seguito di comunicazioni di lavoro, anche per via telematica.

La convenzione Oil prevede, un articolato quadro di obblighi per gli Stati membri, a partire da quello di adottare disposizioni interne che definiscano la violenza e le molestie conformemente a quanto da essa previsto e che prescrivano ai datori di lavoro di porre in essere le misure atte a prevenire le condotte lesive, fino al più generale obbligo per gli stessi Stati di adottare le misure necessarie, sia preventive che repressive. In particolare, la Convenzione chiede agli Stati di garantire alle potenziali vittime di violenze o di molestie l'accesso alla giustizia in maniera effettiva e di predisporre misure rimediali. Anche in tale contesto, essa dedica una particolare attenzione alle violenze e alle molestie basate sul genere.

La Convenzione prevede anche obblighi particolarmente specifici nei confronti degli Stati parti, tra cui il conferimento di poteri incisivi agli ispettori del lavoro e alle pertinenti autorità e l'attribuzione del potere di adottare, ove necessario, misure immediatamente esecutive.

La Convenzione entrerà in vigore dodici mesi dopo che almeno due Stati membri dell'Oil l'avranno ratificata. Il 22 gennaio 2020, proprio in considerazione dell'aumento esponenziale di fenomeni di violenza e molestie registrati in qualsiasi tipo di comparto occupazionale, la Commissione Europea aveva esortato gli Stati Membri a ratificare al più presto la Convenzione OIL.

Per la coordinatrice nazionale donne e responsabile politiche di genere Elena Vanelli «la definitiva ratifica non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di impegno concreto nel rendere operativo quanto previsto”. “La tolleranza zero, invocata dalla Convenzione OIL, nei confronti della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro, inserita nella cornice delle tutele della salute e sicurezza sul lavoro – ha aggiunto la sindacalista - richiede una responsabilità condivisa che se dovrà vedere ancora il Parlamento impegnato nel varare disposizioni normative attuative, non meno le parti sociali e le istituzioni, sui vari livelli, dovranno far mancare il loro contributo fondamentale».

Per il segretario generale della categoria cislina Davide Guarini «se nell’ordinamento italiano non mancano le tutele adeguate per garantire una efficace azione di contrasto alle violenze e molestie in occasione di lavoro, la ratifica da parte dell’Italia dei due documenti internazionali, non solo ne rafforza il rilievo a livello mondiale, spingendo altri Paesi a procedere in tal senso, specie quelli che non hanno alcuna forma di tutela su questi temi, ma ne consolida le misure, delineando modalità di intervento, superando qualsiasi limite alle più ampie garanzie di tutela per tutti e tutti».

«La positiva ratifica attuata in questo difficile momento del nostro mondo del lavoro – ha concluso il sindacalista - potrà offrire un aiuto importante per vittime e rafforzare la nostra quotidiana azione nel promuovere la contrattazione sia nazionale che di secondo livello quale strumento di applicazione concreta della convenzione internazionale e di emancipazione dei diritti delle donne e degli uomini».