Studi Professionali, riprendono con Confprofessioni i negoziati per il rinnovo del contratto nazionale. Blanca: «Necessario accompagnare la ripresa post pandemica con un quadro di norme condivise»

Venerdì, 19 Febbraio, 2021

Roma, 19 febbraio 2021 – Dopo il lungo stop dettato dalla crisi pandemica riprenderanno il 25 febbraio le trattative tra sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e l’Associazione Imprenditoriale Confprofessioni per il rinnovo del contratto nazionale di settore scaduto il 31 marzo 2018 e applicato ad oltre 1milione e mezzo di addetti per il 90% donne.

La Fisascat Cisl, pur consapevole delle difficoltà che il Paese vive in questo momento, intende sedersi al tavolo negoziale con uno spirito ancor più costruttivo e proattivo, volto a rispondere anche alle nuove esigenze che si sono delineate.

Oltre a rilanciare le tematiche sviluppate nella piattaforma sindacale unitaria presentata nel 2019, sarà infatti decisivo verificare le nuove professioni e professionalità sviluppatesi con l’incremento dei processi di digitalizzazione e delle attività da remoto, includendo nel rinnovo contrattuale lo Smart Working quale nuova modalità operativa per lo svolgimento della prestazione.

Per la federazione cislina sarà inoltre necessario puntare su salute e sicurezza e completare il lavoro sulle diverse aree contrattuali e sui sistemi di classificazione, come anche introdurre nuove tutele e definire un sistema di relazioni sindacali più capillare, capace pertanto di sostenere i processi di trasformazione in atto nel settore.

Prioritario per la Fisascat Cisl anche rafforzare la contrattazione al livello decentrato e migliorare l’attuale normativa contrattuale prevista per il lavoro dipendente e per gli addetti con un rapporto di lavoro non subordinato con l’obiettivo di determinare stabilità e qualità occupazionale, favorendo la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.

Tra gli aspetti a cui dedicare particolare attenzione la formazione e la riqualificazione anche nell’ambito delle politiche attive del lavoro, con un espresso richiamo al ruolo del fondo interprofessionale e della bilateralità settoriale, che molto ha dato nell’emergenza pandemica a supporto delle lavoratrici, dei lavoratori e delle imprese.

Preminente anche l’implementazione del welfare e delle tutele sociali, con l’inclusione dei lavoratori autonomi e parasubordinati, ovviamente. Senza dimenticare l’adeguamento del salario per incrementare il potere di acquisto delle retribuzioni.

Per la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca «la contrattazione dovrà essere in grado di intercettare i mutamenti, favorendoli affinchè questi possano servire da volano per una rapida ripresa post pandemica e, in un quadro di norme condivise, accrescere le professionalità, favorire la buona occupazione, che per noi è sinonimo non solo di stabilità ma anche di qualità della vita e di benessere della persona».