Terzo settore, un Avviso Comune delle Parti Sociali e linee guida ad hoc per la transizione e la ripartenza dei servizi socio sanitari assistenziali educativi e di inserimento lavorativo

Giovedì, 30 Luglio, 2020

Ferrari: «Necessario sostenere il comparto delle cooperative sociali e riqualificare servizi e infrastrutture»

Roma, 30 luglio 2020 – Sostenere la transizione e la ripartenza in sicurezza dei servizi socio sanitari assistenziali educativi e di inserimento lavorativo gestiti dal sistema delle imprese e delle cooperative sociali attraverso la valorizzazione della rete di infrastrutture, la promozione di iniziative, percorsi comuni di riconversione e potenziamento dell’offerta erogata, la riqualificazione professionale dei lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori sociali nell’emergenza pandemica e la costituzione di Comitati Aziendali territoriali paritetici previsti dal protocollo Governo Parti Sociali per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19.

E’ questa la posizione unanime delle Parti Sociali firmatarie della contrattazione nazionale del settore della cooperazione sociale, i sindacati di categoria Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl, UIltucs e le associazioni imprenditoriali Agci Solidarietà, Confcooperative Federsolidarietà e LegaCoopSociali, contenuta in un Avviso Comune condiviso al tavolo nazionale di confronto attivato in piena fase emergenziale. In particolare le Parti Sociali ritengono necessario avviare specifiche contrattazioni aziendali/territoriali sull’attivazione di percorsi di formazione dedicati per cogliere le opportunità del Dl Rilancio al fine di qualificare ulteriormente i servizi di welfare e di salvaguardare occupazione e retribuzioni, quale concreta alternativa agli ammortizzatori sociali, anche attraverso le opportunità formative disposte dai Fondi Interprofessionali, sia per l’accrescimento delle competenze, sia per sviluppare percorsi di prevenzione in materia di sicurezza.

Le Parti Sociali hanno anche condiviso le Linee Guida sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, per una transizione ed una ripartenza dei servizi socio sanitari assistenziali educativi e di inserimento lavorativo erogati dal sistema delle imprese e delle cooperative sociali. Entrambi i documenti saranno trasmessi, unitamente ad una richiesta di incontro, ai ministeri del Lavoro e della Salute, alla Conferenza Unificata, alla Conferenza delle Regioni e All’Anci al fine di affrontare le problematiche e le criticità del comparto dei servizi.

«Il settore delle Cooperative Sociali, con oltre 350mila addetti occupati, ha contribuito fortemente alla tenuta del sistema sanitario pubblico nella fase dell’emergenza pandemica, garantendo in quota parte il welfare italiano e la tenuta economica e sociale del nostro Paese» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Fabrizio Ferrari. «Il sistema della cooperazione sociale – ha concluso il sindacalista – va sostenuto in questa fase di transizione e di ripartenza dei servizi assicurando la sicurezza nei luoghi di lavoro e la riqualificazione della professionalità degli operatori del settore ma anche con un opportuno potenziamento delle infrastrutture e la riconversione dei servizi prestati».