Unicoop Tirreno, in stato di agitazione i dipendenti della cooperativa di consumatori. Peggiorative le proposte per il nuovo contratto integrativo aziendale

Venerdì, 16 Ottobre, 2020

Roma, 16 ottobre 2020–Sono in stato di agitazione i lavoratori della cooperativa di consumatori Unicoop Tirreno. Alla base della protesta, indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltrasporti, le proposte avanzate dalla direzione aziendale al tavolo per il nuovo contratto integrativo applicato ai circa 3.600 dipendenti, disdettato unilateralmente dalla cooperativa, in vigore fino al 30 ottobre.

I sindacati, in un comunicato sindacale unitario, in particolare stigmatizzano la proposta di “eliminare il pagamento del premio aziendale su tredicesima e quattordicesima mensilità e maturazione sul TFR” a fronte di “un miglioramento della normativa sulla pausa e sull’orario di lavoro” e di “un segnale di possibile aumento delle maggiorazioni domenicali”.

I sindacati, consapevoli dell’importanza di ridare un contratto ai dipendenti di Unicoop Tirreno, giudicano la proposta della coopertiva inadeguata, poiché resterebbe invariato il saldo di incidenza della mediazione sulla stessa platea di lavoratori, “il tutto – sottolineano - aggravato da una indisponibilità a garantire le stesse condizioni contrattuali anche ai neo assunti e inserendo un nuovo doppio regime tra i lavoratori”.

I sindacati sollecitano una mediazione diversa, più equilibrata e che risponda al criterio di equità tra i lavoratori, un patto occupazionale concreto e reale e un nuovo contratto integrativo che trovi applicazione anche per i nuovi assunti.

I sindacati, riservandosi di attivare ulteriori iniziative di mobilitazione, chiedono esplicitamente alla cooperativa “di migliorare sensibilmente le soluzioni sugli istituti a contenuto economico da applicarsi alla totalità dei lavoratori chiamati a prestare la propria attività nelle giornate domenicali e festive”.