Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, in stallo la trattativa per il contratto scaduto nel 2015

Giovedì, 21 Gennaio, 2021

Roma, 21 gennaio 2021 - E’ ripreso il tavolo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro della Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari scaduto nel 2015. Sul tavolo i testi su orario di lavoro, mercato del lavoro e classificazione. Le proposte di parte datoriale ricalcano quanto già presentato nel 2019.

In particolare, sul mercato del lavoro, è stata prospettata l’introduzione del lavoro intermittente (in prima battuta, per tutto il personale; successivamente, solo per i servizi di sicurezza, stewards e buttafuori), un aumento delle percentuali per il ricorso al contratto a termine e di somministrazione, una rivisitazione delle norme sul part time (limiti minimi di orario contrattuale).

Per l’orario di lavoro, è stato prospettato un modello di distribuzione oraria flessibile, da stabilirsi a livello nazionale, che potrebbe portare al superamento dell’orario giornaliero e alla rideterminazione del numero di riposi annuali.

I sindacati, giudicando negativamente questa impostazione, hanno ribadito la disponibilità a ricercare elementi di mediazione, partendo dall’esigenza di assegnare al livello decentrato il ruolo di negoziazione, quale unica istanza in grado di valutare realisticamente le necessità di ulteriori flessibilità rispetto al quadro nazionale.

Le Associazioni Datoriali hanno respinto fermamente questa offerta, ritenendo che il secondo livello di contrattazione rappresenti un vincolo inaccettabile. Sulla classificazione i sindacati hanno constatato un drastico arretramento delle posizioni datoriali. Di fatto, è stata rigettata la classificazione unica, riproponendo l’assetto esistente con il mantenimento di tutte le differenze (economiche e normative) tra personale decretato e non decretato.

Una posizione che invalida la premessa fondamentale, convenuta all’inizio del negoziato di cinque anni fa, circa l’obiettivo del “contratto nazionale della filiera della sicurezza”. Amaro il commento dei sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs.

“Difficile comprendere se questo atteggiamento sia l’ennesimo espediente dilatorio o se, peggio ancora, rappresenti la reale volontà delle aziende di peggiorare le condizioni vigenti” dichiarano le tre organizzazioni in una nota unitari sottolineando che “la seconda ipotesi renderebbe impossibile la definizione di un contratto unico per il settore.

Le Associazioni Datoriali si sono riservate di formulare una nuova proposta entro due settimane. I sindacati confermano tutte le iniziative vertenziali programmate.

Il 24 dicembre 2020, la vigilia di Natale, la categoria ha aderito in massa allo sciopero proclamato dai sindacati. In ogni angolo d’Italia lavoratori e lavoratrici del settore hanno fatto sentire la loro voce nonostante le forti pressioni arrivate da parte di alcune Prefetture italiane, anche in spregio alle norme del settore che consentono legittimamente ai lavoratori di esprimere il loro dissenso attraverso lo sciopero.

I sindacati si dichiarano pronti a chiedere nuovamente la convocazione di un incontro da parte dei ministeri del Lavoro e degli Interni sollecitato in diverse missive trasmesse alle ministre Nunzia Catalfo e Luciana Lamorgese, chiamate in causa insieme al premier Giuseppe Conte per individuare una soluzione alla grave situazione di incertezza, sfruttamento e umiliazione che coinvolge oltre 100mila lavoratori del comparto sicurezza in Italia. 

Una situazione gravissima, oltre ad essere umanamente inaccettabile.