Salta al contenuto principale
CISL FISASCAT per te
HOMEPAGE/NOTIZIA
IN PRIMO PIANO
10 febbraio 2022
16:32

Caro-bollette, un freno alla ripresa economica e sociale. Conto salatissimo per famiglie e imprese ed Enti Pubblici Locali. Oggi la protesta dell’Anci: alle 20 tanti Comuni italiani lasceranno al buio piazze e monumenti. Atteso un nuovo Decreto Energia del Governo Draghi con un intervento dai 5 ai 7 miliardi di euro

bollette

Ganga: «Margini per maggiori interventi con almeno altri 2 miliardi di euro»

Guarini: «Necessario avviare un percorso di transizione energetica capace di combinare l’innovazione tecnologica con la creazione di nuovi posti di lavoro e benefici economici per cittadini e imprese»

Roma, 10 febbraio 2022 - Il caro bollette sta colpendo pesantemente le imprese del commercio, della ricettività e della ristorazione che nel 2022, nonostante le misure di contenimento già adottate dal Governo, dovranno sostenere un aumento della bolletta energetica con una spesa complessiva per gas ed elettricità che passerà da 11,3 miliardi di euro del 2021 a 19,9 miliardi (+76%). Un conto salatissimo per 1 milione di imprese: le più colpite dalla pandemia e che ora rischiano in tantissime la chiusura anche a causa dei rincari energetici.

E’ quanto emerge da uno studio Confcommercio realizzato in collaborazione con Nomisma Energia. In particolare per l'elettricità, le imprese del terziario di mercato, con un consumo complessivo di 22 miliardi di chilowattora, con le nuove tariffe in vigore dal 1 gennaio, vedranno aumentare la bolletta da 7,4 miliardi di euro nel 2021 a 13,9 miliardi nel 2022.

A questa spesa si deve poi aggiungere quella, altrettanto pesante, per il gas che, con un consumo complessivo di 5 miliardi di metri cubi, vedrà la bolletta aumentare da 3,9 miliardi nel 2021 a 6 miliardi nel 2022. Una stangata che non risparmia le famiglie che nel 2022 sosterranno una maggiore spesa energetica di oltre 11 miliardi di euro.

In soldoni se nel 2020 le famiglie italiane hanno speso in media 1.320 euro per le spese per energia elettrica e gas (pari al 4,7% della spesa totale annuale) l'esborso è salito a 1.523 euro nel 2021 con un aumento di oltre 200 euro.

Nel 2022 questa cifra dovrebbe salire a quasi 1.950 euro (+426 euro rispetto al 2021) arrivando a rappresentare il 6,1% dei consumi.

Il premier Draghi ha intanto annunciato un nuovo Decreto-Energia, atteso per la prossima settimana e l’intervento, tra i 5 e i 7 miliardi di euro, sarà di "ampia portata", teso a calmierare gli aumenti di luce e gas.

Il prezzo dell'energia elettrica nei primi tre mesi dell'anno è raddoppiato (+55%) e poco meno ha fatto il gas (+41,8%), creando problemi non solo a famiglie e alle attività produttive, ma anche agli enti pubblici locali. Oggi tanti comuni italiani lasceranno al buio piazze e monumenti alle 20, per mezz'ora. Un'iniziativa lanciata dall'Anci che stima per le amministrazioni comunali un aggravio di almeno 550 milioni di euro, su una spesa complessiva annua per l'energia elettrica che oscilla tra 1,6 e 1,8 miliardi di euro.

Per la Cisl, sebbene le risorse messe a disposizione da Governo siano rilevanti vi sono «margini di maggiori interventi» per il contrasto al rincaro dei prezzi dell'energia elettrica con almeno altri 2 miliardi di euro.

Il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga, in audizione alla Commissione Bilancio del Senato, ha evidenziato che «le misure sono positive ma rischiano di non essere sufficienti e sarebbe necessario venissero integrate fin da ora».

Secondo un'analisi della Cisl il maggior gettito per lo Stato per effetto di tali incrementi sarebbe pari a circa 7 miliardi sommando accise e Iva, mentre ad oggi quanto stanziato per fronteggiare i rincari energetici si aggira intorno a 5,5 miliardi tra il Fondo caro bollette pari a 3,8 miliardi e lo stanziato dal decreto Sostegni ter di 1,7 miliardi, senza contare che ulteriori 500 milioni devono essere detratti per l'utilizzo dei saldi attivi sulla manovra fiscale in legge di bilancio. Di conseguenza, risulterebbero utilizzabili.

L'auspicio della Cisl è che «siano presi al più presto ulteriori provvedimenti per aumentare le risorse a disposizione al fine di fronteggiare le note difficoltà in cui si trovano cittadini, aziende ed enti territoriali».

Sulla partita si è espresso anche il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini. «Servono misure strutturali per contrastare il caro bollette e le dinamiche inflattive che si abbattono su famiglie e imprese, aumenti insostenibili che incidono pesantemente sulle dinamiche inflazionistiche e sui consumi» ha dichiarato il sindacalista sottolineando la necessità di «avviare un percorso di transizione energetica capace di combinare l’innovazione tecnologica con la creazione di nuovi posti di lavoro e benefici economici per cittadini e imprese, ma anche con il rispetto dell’ambiente». «Sosteniamo con forza le cinque le direttrici sociali per una giusta transizione rilanciate dalla Cisl» ha poi aggiunto Guarin. «Dal dialogo sociale a tutti i livelli, a cominciare dal PNRR fino all’avvio dei i tavoli di partenariato per una governance che dia condizionalità occupazionali e contrattuali agli investimenti e ad una nuova architettura di protezione e promozione del lavoro per sostenere le transizioni con ammortizzatori universali connessi a politiche attive che assicurino occupabilità, adeguamento professionale, riqualificazione continua» ha chiosato Guarini.

Per il sindacalista «è inoltre indispensabile un grande investimento sulle competenze digitali e sulla ricerca, sugli orientamenti scolastici ed universitari come anche il sostegno alle start-up e all’innovazione, passando per la valorizzazione della contrattazione, specialmente del secondo livello, e da un sistema di relazioni industriali partecipative e innovative, che introducano il diritto-dovere universale alla formazione individuale, esaltino l’apporto partecipativo dei lavoratori, responsabilizzandoli nell’ organizzazione del lavoro e nelle decisioni d’impresa».

#caro bollette
Redazione: Fisascat Cisl
CONDIVIDI:
Contattaci su WhatsApp