Giochi Preziosi, oltre 300 lavoratori a rischio: dichiarato lo stato di agitazione a livello nazionale

Roma, 2 aprile 2026 – Sono più di 300 le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella crisi del Gruppo Giochi Preziosi, che interessa circa 30 punti vendita oltre alla sede centrale, con chiusure già avviate e altre in arrivo. È questo il quadro che emerge dalla crisi dello storico marchio di giocattoli, denunciata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
Nel corso dell’ultimo confronto con le organizzazioni sindacali, che segue i precedenti incontri già svolti nell’ambito del percorso di gestione della crisi d’impresa, l’azienda non ha ancora condiviso il piano di ristrutturazione, considerato un passaggio decisivo per definire il futuro industriale e occupazionale dell’intero gruppo, elemento dirimente per Filcams, Fisascat e Uiltucs e indispensabile per un confronto realmente proficuo.
Non si tratta di una vicenda che riguarda una singola azienda: siamo di fronte alla crisi di un gruppo che conta al proprio interno almeno 8 società collegate, con effetti già evidenti sulla rete commerciale e sui livelli occupazionali. Si registrano già punti vendita chiusi e ulteriori chiusure sono previste nei prossimi mesi, tra sfratti, criticità locative, mancati rinnovi e trattative ancora aperte. In questo modo la rete si restringe, i lavoratori restano sospesi e il quadro industriale continua a non essere chiaro.
“Ci troviamo davanti a una situazione gravissima, nessun piano chiaro e chiusure già in corso – dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – così si riduce, un pezzo alla volta, la rete retail, scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo di una crisi gestita senza trasparenza.”
Per questo le tre sigle sindacali hanno chiesto l’apertura urgente di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e hanno dichiarato lo stato di agitazione a livello nazionale.
“Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a una crisi che investe un intero gruppo. Serve un confronto concreto e complessivo, perché non è accettabile che un’azienda come Giochi Preziosi, con centinaia di addetti coinvolti, proceda senza un disegno chiaro, mentre posti di lavoro e salari restano sospesi.”
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