Vaimo S.P.A., riparte il negoziato sul primo contratto integrativo per i circa 1.000 dipendenti della catena di ristorazione Dispensa Emilia

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E' ripreso a Bologna è riprso il negoziato tra Vaimo S.p.A. e i sindacati Fisascat Cisl per il primo contratto integrativo di Dispensa Emilia, coinvolgendo circa 1.000 dipendenti. Sebbene l'azienda abbia mostrato disponibilità su orari e welfare, permangono distanze significative su salario, premi di risultato e organizzazione del lavoro.
Delfini: «Le aperture aziendali si traducano in impegni concreti su salario, stabilità degli orari e qualità del lavoro»
Roma, 2 ottobre 2026 – Riparte da Bologna il confronto sulla definizione del primo Contratto integrativo aziendale da applicarsi ai circa 1.000 dipendenti di Dispensa Emilia. Dopo la riorganizzazione interna e il cambio dei principali referenti aziendali, Vaimo S.p.A. Società Benefit, che gestisce la catena di ristorazione presente in otto regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana, Lazio e Campania) con una sessantina di ristoranti, è tornata al tavolo con la Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria.
Nell’ultimo incontro sono emerse disponibilità su diversi temi della piattaforma unitaria, ma restano distanze significative sul salario e sull’organizzazione del lavoro. Vaimo ha confermato la volontà di arrivare a un’intesa, riconoscendo il valore delle relazioni sindacali e l’importanza di intervenire sul benessere, sulla salute e sicurezza e sulla fidelizzazione del personale. Un’apertura valutata positivamente dai sindacati, che chiedono di tradurla in miglioramenti concreti delle condizioni di lavoro.
Sul versante degli orari, l’azienda ha manifestato disponibilità a formalizzare impegni sulla programmazione preventiva e sulla pubblicazione dei turni con congruo anticipo. Restano aperte le richieste di distribuzione dell’orario su cinque giorni, pianificazione delle domeniche libere e incremento strutturale degli orari contrattuali dei dipendenti part-time.
Per favorire la stabilità occupazionale, i sindacati chiedono anche il consolidamento delle ore supplementari e l’aumento degli orari individuali in presenza di esigenze aziendali stabili. Centrale la questione salariale; le organizzazioni sindacali rivendicano l'introduzione di un Premio di Risultato realmente condiviso, fondato su parametri oggettivi, trasparenti, verificabili e definiti con il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori, superando l'attuale impostazione dei sistemi incentivanti e rafforzandone la partecipazione.
Tra le priorità indicate vi è inoltre il riconoscimento economico dei maggiori disagi connessi alle prestazioni rese nelle giornate domenicali e festive, attraverso l'introduzione di specifiche maggiorazioni retributive. Sul fronte delle tutele, sono emersi segnali di apertura in merito all’estensione del periodo di conservazione del posto in caso di patologie particolarmente gravi e certificate e alla valutazione di ulteriori interventi sui congedi parentali e sul sostegno alla genitorialità.
Condivisa inoltre l’opportunità di sviluppare strumenti per le vittime di violenza, valorizzare il Garante di Parità previsto dal contratto nazionale e promuovere formazione contro discriminazioni, molestie e violenze. Sul tavolo anche il rafforzamento delle relazioni sindacali nazionali e territoriali, con incontri periodici, maggiori agibilità e più ore di assemblea dedicate a sicurezza, parità e contrasto alle violenze. A
fronte dell’impegno aziendale a investire nella formazione e nella prevenzione, i sindacati chiedono una maggiore partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e momenti di coordinamento nazionale.
«Le disponibilità manifestate dall’azienda rappresentano un passo utile, ma devono tradursi in impegni concreti e verificabili» ha dichiarato Claudia Delfini, operatrice della Fisascat Cisl nazionale. «Il primo contratto integrativo - ha concluso la sindacalista - deve riconoscere il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori con un salario migliore, orari più stabili e prevedibili e tutele capaci di rispondere ai bisogni delle persone. La crescita di Dispensa Emilia deve accompagnarsi alla qualità dell’occupazione, alla conciliazione tra vita e lavoro e a un ambiente sicuro, inclusivo e rispettoso». Il confronto proseguirà il 4 novembre a Bologna con l’approfondimento dei testi e delle rispettive proposte, per individuare i punti di convergenza e accelerare il percorso verso l’intesa.
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