NEWSLETTER
Newsletter n.32/2026 della FISASCAT CISL Nazionale
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TG Lab - 09 ottobre 2026
Online la nuova edizione settimanale n° 775
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STUDI E ATTIVITÀ PROFESSIONALI, AL VIA IL NEGOZIATO
PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE
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Studi e Attività Professionali. Ha preso il via in Confprofessioni la trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale, in scadenza il 15 febbraio 2027 e applicato a più di 341mila dipendenti. Un comparto ampio, articolato e frammentato, nel quale, accanto al lavoro subordinato, operano centinaia di migliaia di praticanti e titolari di partita Iva. La maggior parte degli addetti sono donne, impiegate in studi professionali con meno di dieci dipendenti e una media di circa tre persone per studio, mentre crescono realtà più strutturate. La Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria hanno illustrato a Confprofessioni la piattaforma rivendicativa unitaria, finalizzata a consolidare il ruolo del Contratto quale strumento fondamentale per governare le trasformazioni organizzative, tecnologiche e sociali del settore, tutelare l’occupazione, valorizzare le professionalità e rafforzare diritti e tutele. Sul piano economico, la richiesta prevede un incremento di 220 euro di aumento salariale, oltre all’introduzione di un meccanismo annuale di adeguamento all’effettivo aumento del costo della vita. Tra le priorità, il rafforzamento delle relazioni sindacali a livello nazionale, territoriale e aziendale e l’introduzione di strumenti e forme di rappresentanza in grado di raggiungere anche le lavoratrici e i lavoratori degli studi di minori dimensioni. La piattaforma punta, inoltre, a estendere la contrattazione di secondo livello, prevedendo un elemento economico di garanzia per chi non è coperto dalla contrattazione aziendale o territoriale. Centrale anche la formazione continua, da riconoscere come diritto soggettivo attraverso un con un monte ore minimo annuale non inferiore a 40 ore, con particolare attenzione alle competenze digitali, all’intelligenza artificiale, alla sostenibilità, alla salute e sicurezza e alla prevenzione delle discriminazioni. Viene inoltre chiesto l’aggiornamento del sistema di classificazione, delle declaratorie e dei profili professionali, per adeguarli all’evoluzione delle competenze e alle nuove mansioni generate dalla digitalizzazione. Per le organizzazioni sindacali l’introduzione dell’intelligenza artificiale e dei sistemi automatizzati dovrà essere governata dalla contrattazione collettiva, garantendo informazione preventiva, trasparenza degli algoritmi, supervisione umana delle decisioni e percorsi di formazione e riqualificazione durante l’orario di lavoro. Gli incrementi di produttività derivanti dall’innovazione dovranno tradursi in migliori condizioni economiche e professionali, riduzione dei carichi e degli orari. La piattaforma interviene anche sulla regolamentazione degli stage e del praticantato, sulla valorizzazione dell’apprendistato, sul potenziamento del diritto di precedenza nei contratti a termine e sul miglioramento della disciplina del lavoro agile. In tema di conciliazione tra vita e lavoro, le organizzazioni sindacali propongono di sperimentare la riduzione dell’orario settimanale a parità di salario e di rafforzare permessi, congedi parentali e tutele per genitori e caregiver. Le richieste riguardano inoltre la prevenzione dei rischi organizzativi e psicosociali, il rafforzamento delle tutele in caso di malattia, infortunio e malattia professionale, il contrasto alle discriminazioni, alle molestie e alla violenza di genere e l’attuazione dei principi di trasparenza e parità retributiva. Completano la proposta il potenziamento della previdenza complementare, della bilateralità e delle prestazioni di welfare contrattuale. «L’avvio del negoziato rappresenta un passaggio importante verso un Contratto moderno, inclusivo e pienamente esigibile» ha dichiarato Stefania Chicca, operatrice della Fisascat Cisl nazionale. «Il nostro obiettivo - ha concluso la sindacalista - è rinnovare il Ccnl prima della scadenza, garantendo il recupero e la crescita del potere d’acquisto per le lavoratrici e i lavoratori, maggiori diritti e tutele”.
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CARO CARBURANTI: OLTRE 12MILA ADESIONI ALLA PETIZIONE FISASCAT CISL, USARCI E FIARC. AL GOVERNO LA RICHIESTA DI UN CREDITO D’IMPOSTA DEL 20%
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Ha superato le 12mila adesioni in pochi giorni la petizione promossa congiuntamente da Fisascat Cisl, Usarci e Fiarc per chiedere al Governo interventi urgenti e strutturali a sostegno degli agenti e rappresentanti di commercio, duramente penalizzati dal continuo aumento dei costi dei carburanti. Le firme raccolte saranno presentate ai Ministeri competenti per sollecitare l’introduzione di un credito d’imposta del 20% sulle spese sostenute per la mobilità professionale, con l’obiettivo di salvaguardare il reddito e la sostenibilità economica dell’attività. L’ampia partecipazione alla mobilitazione conferma la crescente preoccupazione della categoria per l’impatto dei rincari, che incidono direttamente sui margini economici di professionisti per i quali gli spostamenti quotidiani rappresentano una condizione indispensabile per lo svolgimento del lavoro. In Italia si stima operino oltre 200mila agenti di commercio, con percorrenze annue mediamente comprese tra 45mila e 60mila chilometri e consumi di carburante che possono raggiungere i 5mila litri per operatore. Numeri che evidenziano il peso dei costi della mobilità sui bilanci individuali e la necessità di introdurre strumenti di sostegno specifici e continuativi. La petizione rilancia cinque richieste fondamentali: l’introduzione di un credito d’imposta specifico per compensare i costi della mobilità professionale, con un’aliquota del 20% delle spese sostenute; la parità di trattamento tra le diverse tecnologie di alimentazione, garantendo le medesime tutele per benzina, diesel e ricarica elettrica; il pieno riconoscimento dell’uso strumentale del veicolo, quale mezzo indispensabile all’esercizio dell’attività; la definizione di una misura stabile e continuativa, in grado di assicurare certezza normativa e fiscale alla categoria. Per Fisascat Cisl, Usarci e Fiarc, l’automobile e i relativi costi di alimentazione non possono essere considerati spese accessorie, ma costituiscono strumenti essenziali di lavoro. Da qui la necessità di superare la logica degli interventi emergenziali e temporanei, prevedendo misure strutturali capaci di sostenere il reddito degli agenti e rappresentanti e garantire la continuità dell’attività professionale. «Le oltre 12mila adesioni raccolte in pochi giorni rappresentano un segnale importante che il Governo non può ignorare - ha dichiarato Giovanni Battista Comiati, segretario nazionale della Fisascat Cisl -. Il caro carburanti sta mettendo sotto pressione il reddito di migliaia di agenti e rappresentanti di commercio, per i quali l’automobile non è una scelta, ma uno strumento indispensabile di lavoro. È necessario riconoscere questa specificità attraverso misure fiscali strutturali, che assicurino equità rispetto agli altri comparti produttivi e tengano conto anche dell’evoluzione delle tecnologie di alimentazione dei veicoli». «Il credito d’imposta del 20% - ha concluso il sindacalista - rappresenterebbe una risposta concreta per alleggerire i costi sostenuti quotidianamente dalla categoria. Sostenere gli agenti di commercio - ha concluso Comiati - significa tutelare il lavoro e il reddito di professionisti che svolgono una funzione fondamentale di collegamento tra imprese, mercati e territori, contribuendo alla tenuta e allo sviluppo del sistema economico nazionale».
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ESSELUNGA, PROSEGUE IL NEGOZIATO SUL CIA:
CONFRONTO SU PREMIO DI RISULTATO E PART TIME
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Esselunga. Entra in una fase cruciale il negoziato per il rinnovo del Contratto integrativo aziendale, scaduto nel 2007 e da allora in regime di ultravigenza. La trattativa interessa oltre 27mila lavoratrici e lavoratori impiegati nei circa 180 punti vendita del gruppo distribuiti in sette regioni italiane. Nell'ultimo incontro del 1° ottobre, le parti hanno approfondito alcuni temi centrali della trattativa, a partire dal salario variabile e dall'organizzazione del lavoro. Sul Premio di Risultato, Esselunga ha illustrato una proposta di revisione del sistema premiale, prospettando un incremento dei riconoscimenti economici e la definizione di obiettivi specifici per le diverse realtà aziendali. I sindacati hanno ribadito la necessità di garantire criteri trasparenti, indicatori chiari e obiettivi concretamente raggiungibili, affinché il premio valorizzi effettivamente il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori, senza introdurre meccanismi discriminatori. Particolare attenzione è stata dedicata al part time, tema sul quale permangono distanze tra le parti. L'azienda ha espresso la disponibilità ad accogliere la richiesta sindacale di innalzare a 24 ore l'orario minimo settimanale, ma resta ancora aperto il confronto sull'introduzione di meccanismi strutturali di stabilizzazione delle ore lavorate. Le organizzazioni sindacali chiedono una disciplina complessiva e migliorativa, capace di assicurare maggiore certezza e prevedibilità degli orari e una migliore conciliazione tra esigenze lavorative, personali e familiari. Esselunga ha inoltre annunciato nuove proposte sui part time per studenti, sulla stagionalità, sul diritto di precedenza e sull'ampliamento del periodo di comporto per le persone in condizioni di particolare fragilità. «Il rinnovo del contratto integrativo deve rappresentare un'occasione concreta per migliorare le condizioni economiche e normative delle lavoratrici e dei lavoratori di Esselunga» ha dichiarato Giovanni Battista Comiati, segretario nazionale Fisascat Cisl. «È necessario che gli avanzamenti sul salario si accompagnino a soluzioni altrettanto significative sull'organizzazione del lavoro, a partire dalla disciplina del part time e dalla certezza degli orari. Siamo fiduciosi nella possibilità di raggiungere un equilibrio complessivo che consenta di arrivare alla firma del nuovo contratto integrativo, ma restiamo determinati a ottenere risposte concrete sulle questioni ancora aperte, valorizzando il contributo delle persone e rafforzando diritti e tutele».
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PAM PANORAMA, I SINDACATI CHIEDONO UN CAMBIO DI PASSO
SU DIRITTI E CONDIZIONI DI LAVORO
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Pam Panorama. Trasferimenti, sanzioni disciplinari e criticità sulla salute e sicurezza alimentano la tensione nelle relazioni sindacali del gruppo della grande distribuzione organizzata, che occupa oltre 6.200 dipendenti. Nell’ultimo incontro con la direzione aziendale a Mestre, la Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali hanno sollecitato un cambiamento concreto nella gestione del personale e il ripristino di un confronto effettivo sulle decisioni che incidono sulle condizioni di lavoro.
L’azienda ha descritto una situazione economica e organizzativa solida, dichiarando ricavi per circa 1,9 miliardi di euro e una struttura di 223 unità operative, di cui 119 punti vendita della rete tradizionale. Tra le linee di sviluppo indicate figurano il rafforzamento della marca propria e dei reparti freschi, insieme a una maggiore efficienza gestionale e al potenziamento dei controlli della rete ispettiva. Fortemente critico il giudizio sindacale sulle modalità adottate negli ultimi anni per contenere i costi. Al centro del confronto, i trasferimenti conseguenti alle chiusure dei negozi o a esigenze organizzative, il ricorso alle contestazioni disciplinari e a sanzioni ritenute sproporzionate, sfociate in alcuni casi anche in licenziamenti. Situazioni che non riguardano indistintamente tutta la rete, ma che in alcuni territori hanno assunto dimensioni giudicate inaccettabili dai sindacati, generando preoccupazione e timore tra il personale. A pesare è anche l’assenza di un adeguato coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nelle scelte aziendali. Attenzione anche alla salute e sicurezza: secondo i dati comunicati dalla direzione, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza sono presenti in 46 dei 119 punti vendita della rete tradizionale. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre richiamato il valore delle competenze del personale: circa il 40% dei dipendenti ha oltre vent’anni di anzianità di servizio. La direzione ha espresso disponibilità a riprendere il dialogo a livello nazionale e territoriale dichiarando che, oltre agli interventi già in corso, non sarebbero previste ulteriori riorganizzazioni o trasferimenti. Aperture che, per i sindacati, dovranno tradursi in comportamenti concreti e verificabili e in risposte immediate alle situazioni più critiche. «L’efficienza aziendale non può essere perseguita comprimendo i diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori» ha stigmatizzato Giovanni Battista Comiati, segretario nazionale Fisascat Cisl. «L’esperienza e la professionalità del personale - ha concluso il sindacalista - devono essere rispettate e valorizzate. Alla disponibilità dichiarata dall’azienda devono ora seguire fatti concreti, a partire dalle situazioni più critiche. Vogliamo relazioni sindacali fondate sul confronto, sulla trasparenza e sulla partecipazione, capaci di garantire condizioni di lavoro sicure e rispettose delle persone». Il 20 ottobre si riunirà il Coordinamento nazionale unitario delle delegate e dei delegati, per approfondire le problematiche nei territori e definire le iniziative da intraprendere.
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CWT ITALIA, AI E TRASFORMAZIONE
TECNOLOGICA DIETRO I 190 ESUBERI
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CWT Italia. La multinazionale leader nell'organizzazione di business travel, meeting ed eventi ha avviato in Italia la procedura di licenziamento collettivo per 190 lavoratrici e lavoratori. Per i sindacati si tratta di una decisione gravissima che apre una vertenza di rilevanza nazionale e che impone una riflessione non soltanto sulle prospettive industriali dell’azienda, ma anche sul modo in cui le grandi trasformazioni tecnologiche e organizzative stanno incidendo sul lavoro e sull’occupazione. Un percorso che ha fatto seguito alla giostra di cambiamenti societari intervenuti nell'ultimo anno, che ha visto prima l'acquisizione dell'azienda da parte di Amex GBT - American Express Global Business Travel - poi l'ulteriore passaggio sotto il controllo del fondo statunitense Long Lake Management, che ha trasformato l'azienda in privata e aperto il processo radicale di trasformazione dell'organizzazione del lavoro con un significativo investimento nell'applicazione dell'intelligenza artificiale al business travel. La vertenza che si apre chiama a una riflessione non più rinviabile sull'impatto che le nuove tecnologie hanno sul mondo del lavoro, l'erosione che vanno a produrre sui livelli occupazionali e sulle responsabilità sociali delle imprese in uno scenario in cui la tutela delle persone sembra passare drasticamente in secondo piano. Per le organizzazioni sindacali il progresso tecnologico possa rappresentare una straordinaria opportunità per migliorare la qualità del lavoro, accrescere la competitività delle imprese e favorire lo sviluppo economico e sociale. Ritengono però che i benefici dell'innovazione non debbano essere unicamente prerogativa di azionisti e investitori, mentre i costi sociali di tali profonde trasformazioni vengono scaricati sulle lavoratrici e sui lavoratori. «Se le nuove tecnologie consentono incrementi di produttività, riduzioni dei costi e miglioramenti organizzativi - ha dichiarato Silvio Ferremi, operatore della Fisascat Cisl Nazionale - una parte del valore generato deve tradursi in salvaguardia dell'occupazione, investimenti nella formazione, aggiornamento professionale, riqualificazione delle competenze e nuove opportunità di sviluppo per le persone». Per queste ragioni le organizzazioni sindacali chiedono all'azienda di avviare un confronto reale e trasparente sulle motivazioni alla base della procedura e sulle possibili alternative ai licenziamenti, privilegiando ogni soluzione utile alla tutela dell'occupazione e alla valorizzazione delle professionalità presenti, sollecitando, al tempo stesso, il coinvolgimento del Ministero del Lavoro, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle forze politiche, nell'ottica dell'apertura di un confronto nazionale sul rapporto tra Intelligenza Artificiale, occupazione e diritti del lavoro. Il richiamo anche al ruolo del legislatore, chiamo ad assumersi la responsabilità di governare questi processi, definendo un quadro normativo capace di accompagnare la trasformazione digitale e di prevenire effetti sociali devastanti. Nelle prossime saranno messe in campo tutte le iniziative necessarie per la tutela dell’occupazione, del reddito e della dignità delle persone coinvolte, riservandosi di valutare ogni opportuna iniziativa di mobilitazione a sostegno della vertenza.
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