Ccnl Anaste: fallito il tentativo di raffreddamento e conciliazione al Ministero del Lavoro

Scatta la mobilitazione: al via le assemblee nei luoghi di lavoro, sindacati pronti allo sciopero nazionale
Roma, 9 luglio 2025 – Si è conclusa con un verbale di mancato accordo la procedura di raffreddamento e conciliazione attivata presso il Ministero del Lavoro su richiesta delle organizzazioni sindacali di categoria Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Uiltucs nell’ambito delle trattative di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale ANASTE, scaduto ormai da oltre due anni.
Durante l’incontro, l’associazione datoriale ha ribadito la propria volontà di sottoscrivere un rinnovo contrattuale a condizioni economiche e normative considerate insufficienti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
La proposta prevedeva, per i lavoratori inquadrati al livello 4 full-time, un aumento di 55 euro sul minimo tabellare, 5 euro per l’assistenza sanitaria integrativa, una una tantum da 200 euro sotto forma di welfare aziendale e il pagamento del terzo e quarto evento di malattia al 75%. Una proposta giudicata dai sindacati “insufficiente e lesiva della dignità dei circa 10.800 dipendenti delle strutture aderenti all’Associazione Nazionale Strutture Territoriali e per la Terza Età, o che comunque applicano il Ccnl”, nettamente inferiore rispetto a quanto recentemente sottoscritto in altri importanti contratti del comparto socio-sanitario – UNEBA, Cooperative Sociali, ANFFAS, Agidae, Valdesi – che hanno garantito aumenti retributivi tra il 10,4% e il 12,6%, introducendo inoltre miglioramenti normativi sostanziali su genitorialità, contrasto alle molestie, welfare, fino all’introduzione della quattordicesima mensilità.
Nonostante le reiterate richieste sindacali di migliorare la proposta, Anaste si è mostrata sorda al confronto, mantenendo una posizione rigida e un metodo di negoziazione unilaterale, come dimostrato anche nell’incontro ministeriale del 1° luglio, durante il quale ha annunciato la volontà di convocare tutte le sigle sindacali congiuntamente, ignorando le previsioni della piattaforma rivendicativa unitaria e le profonde differenze di impostazione.
Per le organizzazioni sindacali, che nelle scorse settimane hanno attivato lo stato di agitazione, “è evidente la scelta di Anaste di imprimere uno slancio verso il basso dei servizi resi e della qualità degli stessi, ovvero nei servizi alla persona, soprattutto quelle più fragili”. Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Uiltucs stigmatizzano “la chiusura di ANASTE nella ricerca di soluzioni pattizie volte a garantire ai lavoratori pari diritti, tutele e dignità riconosciute ai dipendenti del settore”, rivendicando “gli sforzi profusi per migliorare un contratto lacunoso sul piano normativo e retributivo”.
Alla luce dell'irresponsabile e inqualificabile chiusura al dialogo da parte datoriale, i sindacati confederali, riservandosi di proclamare uno sciopero nazionale nelle prossime ore, invitano tutte le strutture territoriali ad attivarsi da subito con l’avvio di campagne di sensibilizzazione e informazione capillare, mediante assemblee nei luoghi di lavoro, campagne di sensibilizzazione mediatica, con il coinvolgimento degli utenti e delle famiglie e interlocuzioni con le istituzioni locali, affinché emerga chiaramente la difficile situazione vissuta da chi ogni giorno, spesso in condizioni invisibili, garantisce con professionalità prestazioni essenziali di cura e assistenza.
Le organizzazioni sindacali valuteranno la possibilità di richiedere verifiche sul rispetto da parte delle strutture ANASTE dei parametri per l’accreditamento e sulla congruità del personale impiegato. Il tempo delle attese è finito: le lavoratrici e i lavoratori ANASTE meritano un contratto giusto e dignitoso.
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