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4 giugno 2021

Decreto Semplificazioni. Stralcio al massimo ribasso nel sistema appalti, salta la liberalizzazione del subappalto

Guarini: «La specificità dei servizi labour intensive meriterebbe un atto di indirizzo altrettanto capace di introdurre un meccanismo di norme inderogabile relativo agli standard di salute sicurezza e alle condizioni contrattuali da applicare ai lavoratori».

Roma, 4 giugno 2021 – Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge sulla governance del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sulle prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative della Pubblica Amministrazione in vari settori e di snellimento delle procedure.

Nel sistema degli appalti salta la norma sul massimo ribasso; “l'aggiudicazione avverrà sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa che tiene conto anche degli aspetti qualitativi oltre che economici”.

Salta la liberalizzazione del subappalto; “fino al 31 ottobre, in deroga alle norme che prevedono un limite del 30%, il subappalto non potrà superare la quota del 50% dell'importo complessivo del contratto di lavori, servizi e forniture”.

“Sono comunque vietate l'integrale cessione del contratto di appalto e l'affidamento a terzi della integrale esecuzione delle prestazioni o lavorazioni che ne sono oggetto, così come l'esecuzione prevalente delle lavorazioni ad alta intensità di manodopera.

Infine, il subappaltatore deve garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, inclusa l'applicazione degli stessi contratti collettivi nazionali di lavoro”.

Un modo per impedire l'applicazione di dei cosiddetti contratti pirata nel variegato mondo degli appalti. Inoltre “dal 1° novembre viene rimosso ogni limite quantitativo del subappalto ma le stazioni appaltanti indicheranno nei documenti di gara le prestazioni o lavorazioni che devono essere eseguite obbligatoriamente a cura dell'aggiudicatario in ragione della loro specificità”.

Inoltre, le stesse dovranno indicare le opere per le quali è necessario rafforzare il controllo delle attività di cantiere e dei luoghi di lavoro e garantire una più intensa tutela delle condizioni di lavoro e della salute e sicurezza dei lavoratori e prevenire il rischio di infiltrazioni criminali, a meno che i subappaltatori siano iscritti nelle white list o nell'anagrafe antimafia. Il contraente principale e il subappaltatore sono responsabili in solido nei confronti della stazione appaltante”.

Dalla Cisl un giudizio positivo sulle norme del Decreto Semplificazioni.

«E' importante lo stralcio delle norme sul massimo ribasso ed apprezziamo il potenziamento delle tutele nel subappalto» ha dichiarato il segretario generale Luigi Sbarra sottolineando «la necessità di investire di più sulla sicurezza sul lavoro». Per il leader Cisl «serve un accordo quadro con il Governo per rafforzare i controlli, assumendo medici e ispettori e per aumentare gli investimenti in prevenzione e formazione».

Al Governo – ha evidenziato – chiederemo di aprire un confronto sulla proroga del blocco dei licenziamenti almeno fino alla fine di ottobre, come sulla riforma degli ammortizzatori sociali, sulle politiche attive del lavoro e sulla formazione». A fargli eco il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini che ricorda che «nel settore dei servizi e nel terziario privato il regime di appalto complessivamente coinvolge oltre un milione di addetti».

Per il sindacalista «il lavorio fatto dal sindacato confederale ha dato buoni frutti». «Tuttavia restano aperte tante questioni nell'ambito dei servizi resi in regime di appalto nei settori soprattutto labour intensive come quelli dei servizi e del terziario privato».

«Riteniamo che il comparto delle attività fornite a terzi soprattutto per la Pubblica Amministrazione e per gli Enti Pubblici – ha sottolineato Guarini – debbano necessariamente avere una regolamentazione non episodica e disorganica, piuttosto sistemica».

«In altri termini nell'ambito più generale dell'economia degli appalti – ha concluso il sindacalista – la specificità dei servizi labour intensive meriterebbe un atto di indirizzo altrettanto capace di introdurre un meccanismo di norme inderogabile relativo agli standard di salute sicurezza e alle condizioni contrattuali da applicare ai lavoratori».