MCDONALD’S ITALIA A CONFRONTO CON I SINDACATI SUI DIRITTI DI INFORMAZIONE. LE SIGLE CGIL CISL UIL STIGMATIZZANO IL CRESCENTE UTILIZZO DEI VOUCHER, FREQUENTE NELLE REALTA’ IN FRANCHISING

Roma, 3 marzo 2017 - Sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs nuovamente a confronto con la direzione italiana della multinazionale statunitense McDonald’s. Sul tavolo i diritti di informazione previsti dal contratto integrativo. Presente in Italia dal 1985, la catena di fast food gestisce direttamente 86 ristoranti (attraverso le società McDonald’s Developement Italy, Fooditalia srl, Napoli futura srl, TDA JV Srl) mentre 456 sono gestiti in franchising da 150 licenziatari. I dipendenti della company sono 3591, prevalentemente a contratto part-time a 18 ore settimanali.
Le tre sigle Cgil Cisl Uil hanno denunciato il peggioramento delle condizioni di lavoro per effetto della cessione di ramo d’azienda ed hanno stigmatizzato il crescente utilizzo dei voucher, frequente nelle realtà in franchising, rivendicando l’applicazione della contrattazione nazionale di settore anche attraverso la sottoscrizione di un protocollo che dia continuità e strutturi relazioni sindacali proficue a tutti i livelli.
Sul piano delle vendite McDonalds registra una flessione costante di circa -3/-4% nell’ultimo quinquennio, nei ristoranti comparabili.
La perdita, in larga parte imputabile all’aumento della concorrenza e dal cambiamento degli stili di consumo della clientela, è stata in parte mitigata dai volumi creati dalle nuove aperture; la multinazionale per eccellenza del panino continua a ritenere strategico il mercato italiano e quindi ad investire nel Bel Paese.
L’offerta al cliente è destinata però a breve a mutare: in alcuni ristoranti si sta infatti implementando una sperimentazione volta a introdurre, fra le altre cose, il servizio ai tavoli per i clienti.
Per i sindacati tale innovazione nel processo di vendita potrebbe comportare un aggravio delle mansioni dei lavoratori con rischi per la sicurezza e la salute. La direzione si è resa disponibile a condividere maggiormente questo percorso di cambiamento con le rappresentanze sindacali e dei lavoratori alla sicurezza.
Da un punto di vista delle strategie commerciali, l’azienda tenderà nei prossimi anni ad aumentare i locali in franchising soprattutto nelle aree non limitrofe alle due sedi operative, Roma e Milano.
I rapporti fra casa madre e licenziatari sono regolati da norme molto rigide che riguardano la gestione del brand e gli standards qualitativi del prodotto e del servizio. Purtroppo le condizioni di lavoro peggiorano sensibilmente e in maniera generalizzata quando i locali, per effetto di cessione di ramo d’azienda, escono dal perimetro di McDonalds ed entrano a far parte di quello del licenziatario.
I sindacati hanno posto con forza la necessità di attuare un rigoroso controllo sulle applicazioni delle leggi e delle norme derivanti dall’applicazione del contratto collettivo nazionale del turismo; le sigle Cgil Cisl Uil hanno sollecitato la disponibilità imprenditoriale al confronto rispetto alle problematiche riscontrate nei locali non a gestione diretta.
Il confronto è aggiornato al 21 giugno 2017.
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