Giornata internazionale vs la violenza sulle donne, contrattazione nel commercio, turismo e servizi amplia in misura crescente le misure di contrasto alle molestie

Domenica, 24 Novembre, 2019

Guarini: «I luoghi di lavoro diventino opportunità di riscatto sociale ed economico per chi ha subito violenza»

Roma, 24 novembre 2019 – La violenza sulle donne resta una piaga da debellare. Gli ultimi dati Istat rielaborati dalla Polizia di Stato scattano una fotografia agghiacciante: in Italia sono quasi 3milioni e 700mila le donne che hanno subito almeno un tipo di violenza fisica, sessuale o psicologica, violenze considerate gravi nel 90% dei casi. 

Un fenomeno che si verifica anche nei luoghi di lavoro dove, stima l’ultima indagine Istat sulla sicurezza dei cittadini 2016, sono un milione 404mila le donne che nel corso della loro vita hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro, per l’assunzione o per il mantenimento del posto di lavoro e gli avanzamenti di carriera; rappresentano l’8,9% delle lavoratrici attuali o passate, incluse le donne in cerca di occupazione. Una piaga che si riflette inevitabilmente sulle scelte delle donne che la subiscono costrette a cambiare il lavoro o a rinunciare alla carriera ma anche licenziate o mai assunte.

La contrattazione nel terziario privato, dove si concentra oltre il 70% dell’occupazione in Italia a carattere prevalentemente femminile, negli ultimi anni si è concentrata sul contrasto alla violenza di genere, anche nei luoghi di lavoro, ampliando le tutele previste dalla Legge con l’inserimento di specifici codici di condotta o intese nell'ambito degli istituti di welfare sociale.

«Ogni nostra  quotidiana azione – ha dichiarato la coordinatrice donne e politiche di genere della Fisascat Cisl nazionale Elena Maria Vanelli - deve essere propedeutica ad un cambiamento concreto e culturale che attraverso la tolleranza zero cancelli totalmente la violenza sulle donne in qualsiasi ambito».

«Sono urgenti misure concrete condivise da istituzioni e parti sociali per debellare la violenza sulle donne volte anche ad affermarela necessaria autonomia lavorativa e finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro» ha aggiunto il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini sottolineando che «la contrattazione nel commercio, turismo e servizi prevede in misura crescente specifiche norme di supporto concreto alla lavoratrice che ha subìto violenza, anche attribuendo un ruolo specifico alla bilateralità di settore nelle attività di prevenzione, formazione e monitoraggio attraverso sportelli dedicati». «I luoghi di lavoro - ha concluso il sindacalista - devono divenire sempre più una opportunità di riscatto sociale per chi ha subìto molestie e ricatti ma anche opportunità di riscatto economico, superando il gap salariale uomo donna che attanaglia prevalentemente i comparti privati».

La contrattazione nazionale e il contrasto alla violenza sulle donne nei luoghi di lavoro

Il contratto nazionale del terziario, distribuzione e servizi, applicato alla più vasta platea di lavoratori del settore privato in Italia con oltre 3milioni e mezzo di addetti, già nel rinnovo contrattuale del 2004 ha introdotto un “Codice di condotta relativo ai provvedimenti da adottare nella lotta contro le molestie sessuali” confermato anche nell’ultima intesa di rinnovo del 2015; anche il contratto nazionale della distribuzione cooperativa contempla dal 2011 un articolato sulle misure da adottare in tema di prevenzione e repressione delle molestie sessuali nell’ambiente di lavoro.

Un impegno condiviso anche nei recenti rinnovi contrattuali dei pubblici esercizi, della ristorazione collettiva e del turismo, delle cooperative sociali e delle agenzie di viaggio e turismo, con l’introduzione di un codice di tutela in linea con la normativa europea, che impone alle imprese precise norme di comportamento a difesa delle vittime di molestie e di atti di violenza nei luoghi di lavoro anche prevedendo azioni di contrasto, segnalazione o denuncia con l’introduzione del divieto di licenziamento previsto dalla finanziaria 2018.

Le intese internazionali sul contrasto alla violenza di genere

Il tema è fortemente sentito anche a livello internazionale. 

Tra gli accordi più significativi si annovera  l'intesa internazionale, recepita in Italia, raggiunta nel 2018 tra la direzione aziendale di Sodexo, il gruppo francese leader mondiale dal facility management, con il sindacato mondiale Uita contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro; l’intesa impegna le parti al rispetto dei diritti fondamentali sui luoghi di lavoro e sulle attività di contrasto alla violenza di genere, a diffondere informazioni a tutti i dipendenti, a eseguire attività di formazione sul tema, a eseguire monitoraggi e definizioni di eventuali azioni.

Nel 2019 Uita e la catena alberghiera francese Accor Invest hanno firmato un accordo sulle misure per la lotta alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro che adotta una politica di tolleranza zero sulle molestie e riconosce il ruolo indispensabile dei sindacati e della negoziazione collettiva per eliminare la violenza dai luoghi di lavoro.

Le misure di contrasto alla violenza di genere nella contrattazione integrativa 

La contrattazione integrativa di settore amplia in misura crescente il sostegno alle vittime di violenza con azioni di contrasto nei luoghi di lavoro e prevedendo l'estensione dei periodi di congedo per le vittime di violenza.

Nel contratto integrativo applicato ai dipendenti della catena alberghiera Starhotel un articolato impegna l'impresa a contrastare fenomeni di molestie e violenza nei luoghi di lavoro anche ad opera dei clienti e al contempo a tutelare le vittime. Un tema sentito anche in casa del colosso mondiale dell’hotellerie  Gruppo Marriott sia a livello internazionale che in Italia, dove impresa e sindacati hanno definito un protocollo di intesa ad hoc sul contrasto alla violenza di genere ed alle molestie sessuali che è parte integrante del contratto integrativo.

Nei recenti rinnovi dei contratti integrativi Ivs Group, Nh Hotels, Eden Viaggi, Carlson Wagonlit Travel Italia e nel contratto H&M è prevista la conservazione del posto di lavoro fino a 6 mesi di aspettativa non retribuita riconosciuta in aggiunta alle previsioni di Legge.

Anche negli integrativi Dm Drogherie Markt, Synlab le parti si impegnano a contrastare le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro; alle lavoratrici inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere è inoltre riconosciuto il diritto di astenersi per un periodo di congedo retribuito fino ad un massimo di 3 mesi oltre ai 3 mesi previsti dalla normativa vigente.

Il contratto Alpitour riconosce sei mesi di aspettativa non retribuita alle vittime di violenza di genere inserite nei programmi certificati dai servizi sociali del Comune, dai centri antiviolenza o dalle Case Rifugio  oltre quelli previsti per legge; le parti si sono impegnate ad adottare misure adeguate, anche di natura sanzionatoria, nei confronti di chi pone in essere molestie e violenze; le vittime riceveranno sostegno e, se necessario, verranno assistite nel processo di reinserimento.

L’integrativo Ales estende il periodo di congedo retribuito fino a 6 mesi per le vittime di violenza; in Comifar il congedo arriva a 1 anno, in Arval a 4 mesi. I lavoratori e le lavoratrici di Gucci possono usufruire di misure a sostegno delle vittime di violenza di genere con la previsione di congedi ad hoc per l’accesso ai percorsi di protezione; in aggiunta al periodo massimo di astensione di tre mesi tutte le dipendenti inserite in percorsi di protezione relativi alla violenza di genere possono usufruire di ulteriori 60 giorni di aspettativa non retribuita.

Anche l’integrativo Ied prevede un sistema di tutele di genere attraverso campagne contro la violenza fisica e psicologica e aggiunge un mese di congedo retribuito ai tre mesi previsti dalla normativa vigente. Il contratto di Ikea contempla l'aspettativa per stalking e maltrattamenti familiari fino a 6 mesi. In linea con la recente raccomandazione Ilo anche l’integrativo Lagardere introduce importanti norme sociali e di tutela sul contrasto alle molestie sessuali.