NEWSLETTER
Newsletter n.22/2026 della FISASCAT CISL Nazionale
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TG Lab - 12 giugno 2026
Online la nuova edizione settimanale n° 765
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FARMACIE SPECIALI, IL 17 GIUGNO SCIOPERO NAZIONALE PER
IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE SCADUTO NEL 2024
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Farmacie Speciali. Il 17 giugno giornata di sciopero nazionale per gli addetti delle Farmacie Comunali. Alla base della mobilitazione, indetta dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria, il rinnovo del Contratto collettivo nazionale sottoscritto con Assofarm, scaduto il 31 dicembre 2024 e applicato a oltre 6mila farmaciste, farmacisti e collaboratori di farmacia. Le organizzazioni sindacali denunciano l'assenza di risposte adeguate sul piano economico e normativo dopo mesi di trattativa, la proclamazione dello stato di agitazione e il fallimento della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla normativa sui servizi pubblici essenziali. Al centro della vertenza il recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni, la valorizzazione delle professionalità e il riconoscimento del ruolo sempre più centrale svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori delle farmacie pubbliche nell'ambito della farmacia dei servizi e dell'assistenza sanitaria di prossimità. In vista dello sciopero, le organizzazioni sindacali hanno inoltre avviato a livello territoriale un confronto con Regioni, Comuni e istituzioni locali per richiamare l'attenzione sul ruolo strategico delle farmacie pubbliche e sulla necessità di riconoscere adeguatamente il lavoro di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali ai cittadini. La mobilitazione nelle Farmacie Speciali si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà nei rinnovi contrattuali del settore farmaceutico. Anche il confronto per il rinnovo del Contratto nazionale delle Farmacie Private, applicato a oltre 76mila addetti, resta infatti in una fase di stallo dopo le due giornate di sciopero nazionale del 6 novembre 2025 e del 13 aprile 2026 proclamate dalle organizzazioni sindacali e le successive prese di posizione di Federfarma che hanno ulteriormente irrigidito il confronto tra le parti. Per la Fisascat Cisl si tratta di una situazione che rischia di penalizzare un comparto che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale nell'assistenza territoriale e nella rete dei servizi di prossimità, ampliando attività, competenze e responsabilità professionali senza che ciò abbia trovato un adeguato riconoscimento sul piano contrattuale. «Le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie, pubbliche e private, - ha dichiarato Aurora Blanca, segretaria nazionale della federazione cislina - hanno garantito in questi anni professionalità, disponibilità e un contributo determinante allo sviluppo della farmacia dei servizi e della sanità territoriale. Oggi chiedono semplicemente che questo impegno venga riconosciuto nei contratti nazionali, con aumenti salariali adeguati alla perdita del potere di acquisto subita in questi anni e alla valorizzazione delle professionalità». «Non è più accettabile che i tavoli negoziali restino bloccati mentre aumentano responsabilità, competenze richieste e carichi di lavoro con l'evoluzione della farmacia dei servizi. Assofarm e Federfarma - ha concluso la sindacalista - devono assumersi fino in fondo la responsabilità di rappresentare un settore strategico per il Paese. Non si può continuare a chiedere alle lavoratrici e ai lavoratori di sostenere l'innovazione del sistema senza riconoscerne il valore nei contratti nazionali. Servono risposte immediate su salari e professionalità, perché senza lavoro qualificato e adeguatamente valorizzato non può esistere una farmacia dei servizi credibile, moderna e realmente vicina ai bisogni dei cittadini».
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VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI DI SICUREZZA, PROSEGUE IL CONFRONTO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE
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Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza. Prosegue il negoziato per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto il 31 maggio 2026 e applicato a oltre 100mila lavoratrici e lavoratori del comparto. Nel corso dell'incontro dell'11 giugno, svoltosi in delegazione ristretta, il confronto si è concentrato sui temi della formazione e del cambio di appalto. Sul capitolo della formazione le associazioni datoriali hanno presentato una proposta di testo che non recepisce la richiesta sindacale di riconoscere nel contratto nazionale il diritto individuale alla formazione in orario di lavoro. Nel merito i sindacati hanno giudicato insufficiente la proposta e si sono riservate di presentare una nuova formulazione per proseguire il confronto. Segnali positivi sono invece arrivati sul tema del cambio di appalto. Le rappresentanze datoriali si sono infatti dichiarate disponibili ad accogliere la richiesta sindacale di prevedere una comunicazione preventiva alle organizzazioni sindacali nei casi di mancata apertura della procedura di cambio di appalto, ovvero quando il personale resta alle dipendenze dell'impresa uscente.
Nel corso dell'incontro le associazioni datoriali hanno inoltre annunciato l'invio di un articolato contenente ulteriori temi da sottoporre al tavolo negoziale nelle prossime fasi della trattativa. Per la Fisascat Cisl il rinnovo del contratto dovrà rafforzare diritti, tutele e valorizzazione professionale in un settore strategico per la sicurezza del Paese. In particolare, il riconoscimento del diritto alla formazione rappresenta un elemento qualificante del negoziato, mentre la disponibilità registrata sul tema del cambio di appalto costituisce un primo segnale positivo nella direzione di una maggiore chiarezza, trasparenza e tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nei cambi di gestione. La trattativa proseguirà il 22 giugno in delegazione ristretta.
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DOCUMENTAZIONE ATTI PROCESSUALI, PROCLAMATE ALTRE DUE GIORNATE DI SCIOPERO NAZIONALE IL 24 E 25 GIUGNO
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Documentazione Atti Processuali. Prosegue la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nell’appalto del Ministero della Giustizia. Le organizzazioni sindacali di categoria hanno proclamato due nuove giornate di sciopero nazionale per il 24 e il 25 giugno. Nonostante l’ampia adesione allo sciopero nazionale e alle manifestazioni del 29 maggio scorso su tutto il territorio nazionale il Dicastero continua a sottrarsi al confronto con le organizzazioni sindacali sulla situazione attuale e sulle prospettive dell'appalto, che occupa i circa 1.500 Fonici, Trascrittori e Stenotipisti forensi che contribuiscono quotidianamente al corretto funzionamento della Giustizia penale nel nostro Paese. Già in occasione della riunione convocata per il 13 maggio scorso al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero della Giustizia aveva scelto di non partecipare, dichiarando estranea alle proprie competenze la questione relativa alle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Una posizione grave e inaccettabile, confermata dal perdurante silenzio del Dicastero.
Le organizzazioni sindacali continuano a chiedere garanzie sui livelli occupazionali e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori e il superamento delle condizioni di precarietà che caratterizzano l’appalto. «In una fase cruciale, in vista della pubblicazione della nuova gara d'appalto il Ministero della Giustizia - dichiarano - ha interrotto il confronto con le organizzazioni sindacali - assumendo una inaccettabile presa di distanza dalle lavoratrici e dai lavoratori impiegati nei propri appalti e ignorando le loro condizioni di lavoro e il clima di incertezza in cui operano. Ciò avviene nonostante la normativa vigente attribuisca anche alle stazioni appaltanti precise responsabilità in merito». Le organizzazioni sindacali avvertono: «Saranno messe in atto tutte le iniziative sindacali necessarie a tutelare e rivendicare la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nell’appalto per la documentazione degli atti processuali».
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NATUZZI, IL GRUPPO COMUNICA AL MIMIT L’AVVIO DELLA PROCEDURA DI COMPOSIZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI
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Si apre una nuova fase della vertenza Natuzzi. Nel corso dell'incontro convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’11 giugno, il gruppo italiano dell'arredamento ha annunciato l'avvio della procedura di composizione negoziata della crisi per dodici mesi e presentato le linee di una riorganizzazione che prevede la sospensione delle attività nello stabilimento di Lesce 2, il fermo temporaneo dei siti di Graviscella e PS Santeramo dal secondo semestre del 2026 e il trasferimento in Romania di una quota delle produzioni oggi realizzate in Italia. Per la Fisascat Cisl e le altre organizzazioni sindacali di categoria il confronto avviato al Mimit rappresenta un passaggio particolarmente delicato per il futuro del Gruppo e dell'intero distretto del mobile imbottito tra Puglia e Basilicata. I sindacati valutano positivamente la decisione del Governo di accompagnare il percorso attraverso la definizione di un protocollo d'intesa, che sarà discusso nel prossimo incontro ministeriale fissato per il 24 giugno. Il protocollo non dovrà limitarsi alla gestione della fase emergenziale legata alla composizione negoziata della crisi, ma dovrà indicare con chiarezza quale futuro industriale si intenda costruire per Natuzzi in Italia. Per le organizzazioni sindacali è indispensabile che il confronto entri nel merito del piano industriale, della destinazione dei volumi produttivi, del ruolo e del numero degli stabilimenti italiani, del rientro delle produzioni trasferite all'estero, degli investimenti necessari e delle prospettive occupazionali del gruppo. Il protocollo dovrà inoltre contenere impegni precisi e verificabili sul mantenimento del perimetro industriale italiano, sulla centralità degli stabilimenti presenti nel territorio nazionale, sulla tutela dei livelli occupazionali, sul confronto preventivo con le rappresentanze sindacali, sul monitoraggio degli impegni assunti e sulle fasi di re-internalizzazione delle produzioni oggi realizzate in Romania. Le organizzazioni sindacali sottolineano che non è sufficiente affermare genericamente la volontà di mantenere una presenza produttiva in Italia. Occorre invece chiarire con quali investimenti, con quale organizzazione del lavoro, con quali volumi produttivi, con quali stabilimenti e con quale prospettiva occupazionale si intenda garantire continuità al progetto industriale Natuzzi e al suo ruolo strategico nel Made in Italy. I sindacati confermano la propria disponibilità a un confronto serio e responsabile, ma ribadiscono che il futuro del Gruppo non può essere affrontato esclusivamente attraverso la gestione della crisi. L'obiettivo deve restare la salvaguardia dell'occupazione, il rilancio della produzione in Italia e il rafforzamento di una realtà aziendale storica in Italia.
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REALCO: NESSUNA OFFERTA PER I PRINCIPALI LOTTI AZIENDALI, CRESCE LA PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO OCCUPAZIONALE
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Realco. Nuovi preoccupanti risvolti per il futuro del gruppo, storica società cooperativa operativa nel settore della Grande Distribuzione Organizzata con sede a Reggio Emilia, per i cui asset principali non c'è stata alcuna offerta durante l'asta di ieri. È quanto emerso nell'udienza del 10 giugno, che si è tenuta al tribunale di Bologna, nell'ambito della procedura di vendita avviata dalla cooperativa proprietaria dei marchi Sigma, Ecu ed Economy. Il percorso concordatario avviato a seguito della grave crisi economico-finanziaria che ha investito il gruppo subisce quindi una brusca frenata. L'esito dell'asta ha evidenziato l'assenza di offerte per i lotti da 1 a 4, compreso quello che racchiudeva la parte più consistente del patrimonio aziendale, costituita dalla rete commerciale, dal centro distributivo e dagli immobili di proprietà. L'unica offerta presentata, invece, riguarda il Lotto 5, relativo a nove punti vendita e ai rispettivi rami d'azienda, da parte di Nordovest Insieme srl e Supermercati San Giorgio srl. Per i sindacati, il mancato interesse per la parte principale del Gruppo impone ora una riflessione approfondita sulle prospettive della procedura e sulle garanzie occupazionali per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. Le organizzazioni sindacali chiederanno la riconvocazione del tavolo di salvaguardia in Regione Emilia-Romagna.
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CERVED, SILENZIO DELLA PROPRIETÀ E LATITANZA DEL MIMIT: CRESCE LA PREOCCUPAZIONE DEI LAVORATORI
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Gruppo Cerved. Silenzio della proprietà, risposte che non arrivano dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e un quadro sempre più preoccupante per il futuro occupazionale. È questa la situazione che continua a vivere chi lavora la tech company italiana specializzata in servizi alle imprese, una condizione di incertezza che ha portato le lavoratrici e i lavoratori prima allo stato di agitazione, poi allo sciopero del 25 marzo scorso, caratterizzato da una forte adesione. Al centro delle preoccupazioni sindacali c'è l'assenza di informazioni sul piano industriale e sulle prospettive del gruppo, mentre proseguono le uscite incentivate e le cessazioni dei rapporti di lavoro. «Assistiamo a una situazione sempre più grave. Mentre la proprietà continua a non fornire alcuna spiegazione sulle proprie strategie, le uscite dall'azienda proseguono senza che sia mai stato chiarito quale sia il reale progetto industriale per Cerved», stigmatizzano le organizzazioni sindacali. Particolarmente dura la denuncia nei confronti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sull'assenza del ministro Adolfo Urso. «Per tre volte abbiamo chiesto formalmente la convocazione di un tavolo di crisi nazionale. Per tre volte non è arrivata alcuna risposta. È un silenzio che riteniamo incomprensibile e inaccettabile, soprattutto considerando il ruolo strategico che Cerved svolge nel sistema economico del Paese». Le lavoratrici e i lavoratori chiedono risposte chiare sul numero complessivo delle uscite previste, sulle motivazioni che stanno alla base delle cessazioni dei rapporti di lavoro, sui criteri utilizzati per individuare il personale coinvolto e sul futuro delle attività, delle sedi e dei progetti del gruppo. Per i sindacati resta inoltre aperta una questione più ampia che riguarda il ruolo sociale dell'impresa. «Reputiamo grave - concludono le tre sigle - che gli interessi della proprietà prevalgano sulla trasparenza, sul confronto e sulla responsabilità sociale. Cerved è una realtà di rilevanza nazionale e il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori va gestito in maniera trasparente. Per questo serve un immediato intervento istituzionale e la convocazione di un tavolo nazionale».
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FONDO EST, NUOVE TUTELE SANITARIE PER I FAMILIARI FISCALMENTE A CARICO DEGLI ISCRITTI
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Si amplia il sistema di assistenza sanitaria integrativa garantito dal Fondo Est ai lavoratori del commercio, del turismo, dei servizi e dei settori affini. Dal 1° giugno 2026 il Fondo ha infatti introdotto una nuova copertura sanitaria dedicata ai coniugi, alle persone unite civilmente e ai conviventi di fatto fiscalmente a carico degli iscritti. La nuova misura si affianca alle tutele già previste per i figli minori e rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento del welfare contrattuale destinato alle famiglie dei lavoratori aderenti al Fondo. La copertura è riservata ai coniugi, alle persone unite civilmente e ai conviventi di fatto fiscalmente a carico dell'iscritto caponucleo, purché correttamente censiti nei sistemi del Fondo e con un reddito annuo lordo non superiore a 2.840,51 euro.
Le prestazioni saranno attive per tutta la durata della copertura dell'iscritto titolare. In caso di sospensione o cessazione del rapporto di lavoro del lavoratore iscritto, oppure nel caso in cui il familiare non risulti più fiscalmente a carico, la copertura sanitaria decadrà automaticamente. Tra le prestazioni garantite rientrano l'area diagnostica specialistica, i ticket per accertamenti diagnostici e di pronto soccorso e le visite specialistiche, gestite direttamente dal Fondo Est. Sono inoltre previste prestazioni odontoiatriche e ortodontiche e specifici programmi di prevenzione diagnostica erogati attraverso UniSalute. Le prenotazioni delle prestazioni e le eventuali richieste di rimborso dovranno essere effettuate direttamente dal coniuge o convivente di fatto correttamente registrato presso il Fondo.
Per ulteriori informazioni consultare il sito https://www.fondoest.it/page/familiari-coniugi/guida-alle-prestazioni.
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