Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza, l’appello alle istituzioni di Cgil Cisl Uil e di Filcams, Fisascat e Uiltucs: individuare una soluzione di prospettiva per i 100mila addetti in attesa del rinnovo contrattuale da oltre quattro anni

Mercoledì, 2 Dicembre, 2020

Roma, 2 dicembre 2020 – Individuare una soluzione di prospettiva per i 100mila lavoratori e lavoratrici della Vigilanza Privata e dei Servizi di sicurezza, in attesa del rinnovo del contratto nazionale di lavoro da oltre quattro anni.

E’ l’appello delle confederazioni sindacali Cgil Cisl Uil e delle tre federazioni di categoria Filcams, Fisascat e Uiltucs rivolto al presidente del Consiglio Conte e ai ministri dell’Interno Luciana Lamorgese e del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo, esortati a “convocare un incontro al fine di poter meglio evidenziare le problematiche” del comparto dei servizi.

Il fronte sindacale, nella missiva alle istituzioni, sottolineano che “le Guardie Particolari Giurate e gli Addetti alla Sicurezza hanno concorso in questi mesi a garantire, oltre la normale attività loro propria, anche un importante supporto nella gestione delle procedure di sicurezza poste in essere da Enti Pubblici e imprese private a tutela della salute pubblica, a partire dalla regolazione dei flussi di accesso dei cittadini” e che “ciò è avvenuto con uno sforzo notevole, stante l’invarianza degli organici impiegati e il ricorso abnorme alla flessibilità degli orari di lavoro”.

“Le Associazioni Datoriali – stigmatizzano i sindacati nella nota congiunta - hanno sistematicamente osteggiato il rinnovo del contratto nazionale di lavoro fin dall’avvio del negoziato nel giugno 2016, arroccate in modo anacronistico e fallimentare nella conservazione dello status quo: una “giungla selvaggia” in cui livelli di concorrenza imbarbariti, appalti al massimo ribasso, “pirateria contrattuale”, violazioni di norme per l’esercizio dell’attività sono tutti fattori che si scaricano sui lavoratori.

Come se non bastasse, oggi si nega anche l’adeguamento del salario, fermo ai valori di cinque anni or sono!”. Infine il richiamo al “senso di responsabilità, in nome dell’interesse generale e per la tutela di questi lavoratori, che induce a chiedere un intervento volto ad aiutare la soluzione di una vicenda dal cui esito dipende la tenuta di un’attività strategica per il sistema nazionale”.

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