Adidas, terza riorganizzazione aziendale in tre anni: nuova procedura di licenziamento per 31 dipendenti. Complessivamente sono 95 i lavoratori coinvolti dalla ristrutturazione dal 2018

Demurtas: «Necessario individuare soluzioni che riducano al massimo l’impatto della riorganizzazione sulla perdita occupazionale, attraverso il Jon Posting ad esempio, e comunque concordando incentivi all’esodo incentivato su base volontaria cogliendo la disponibilità aziendale in tal senso»
Roma, 2 dicembre 2021 - Terza riorganizzazione aziendale in tre anni per Adidas Italia presente con il retail commerciale in 22 Province in Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia con un organico di 554 dipendenti.
La multinazionale tedesca, maggiore produttore di abbigliamento sportivo in Europa e il secondo a livello mondiale, ha avviato una nuova procedura di licenziamento per 31 lavoratori, di cui 21 collocati a Monza e 10 nella sede di Roma. Complessivamente, dalla fine del 2018, sono 95 i lavoratori coinvolti dalla ristrutturazione aziendale.
Nei giorni scorsi la direzione societaria ha annunciato il lancio di un “piano aziendale strategico” - che sostanzialmente punta alla centralizzazione delle attività con la riduzione dei clusters entro il 2022 e ad una organizzazione “più agile e rapida” delle strutture di vendita - ed ha formalizzato ai Sindacati l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 31 lavoratori.
L’operazione impatterà sulle figure apicali del General Manager, dei canali Key Accounts, Field, Adidas Sport Specialist, Fashion, del Customer Service e del Sales Management della sede di Monza e dello showroom di Roma.
Nella nuova organizzazione Adidas ha anche annunciato che si renderanno disponibili delle posizioni lavorative che saranno offerte nell’ambito della procedura per consentire eventuali ricollocazioni. In comunicato unitario i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs le tre sigle hanno stigmatizzato "la riduzione del numero degli addetti che da oltre 300 è oggi di 226 lavoratori nella sede di Adidas Italia a Monza, il trasferimento e la delocalizzazione di competenze e funzioni strategiche verso gli altri paesi europei operata in questi anni verso Portogallo e Olanda e la soppressione di figure manageriali di alto profilo (quali amministratore delegato, direttore finanziario, ecc.)”. Operazioni, sottolinea la nota congiunta, che “portano Adidas Italia in una condizione di estrema precarietà e debolezza in una condizione di ristrutturazione permanente” con “incertezze pesanti sulle prospettive di questa azienda in Italia che preoccupano fortemente i lavoratori".
"Come noto - proseguono i sindacati - per raggiungere un accordo sindacale l'unico criterio che potremo condividere sarà quello della non opposizione” al licenziamento - prevedendo un'incentivazione economica a partire da quanto sottoscritto nei precedenti accordi da adeguare al contesto maggiormente critico per le questioni sanitarie e sociali".
Tra le priorità dei sindacati: “ampliare la possibilità di uscita su base volontaria ad una platea più ampia rispetto al perimetro degli esuberi, per consentire una maggior tutela occupazionale attraverso la mobilità interna” e “incentivare la scelta del part time quale leva di tutela dei posti di lavoro e una particolare attenzione a tutte le soluzioni di mobilità interna anche in altri punti vendita in Italia e all'estero tramite la condivisione delle posizioni aperte”.
Per il funzionario sindacale della Fisascat Cisl Marco Demurtas «è necessario individuare soluzioni che riducano al massimo l’impatto della riorganizzazione sulla perdita occupazionale, attraverso il Jon Posting ad esempio, e comunque concordando incentivi all’esodo incentivato su base volontaria cogliendo la disponibilità aziendale in tal senso».
Il confronto con la direzione societaria è aggiornato al 9 al 15 dicembre.
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