Gruppo Natuzzi, raggiunto accordo. Sindacati: Vertenza molto difficile, messo primo tassello

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Il 19 maggio 2026 a Roma, Natuzzi e sei sindacati hanno raggiunto un accordo sulla CIGS. L'accordo prevede l'utilizzo fino al 62%, un piano di esodo da 6 milioni di euro e monitoraggio. La vertenza riguarda il futuro industriale del distretto del mobile imbottito in Puglia e Basilicata, con prossimi incontri al MIMIT per definire le politiche occupazionali.
Roma, 19 maggio 2026 - I sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, e il Gruppo Natuzzi hanno raggiunto un importante accordo oggi all'incontro presso il ministero del Lavoro a Roma.
"L'intesa sulla modifica della CIGS - spiegano le sei sigle sindacali in una nota - rappresenta un primo tassello in una vertenza difficile, che riguarda il presente e il futuro industriale del Gruppo Natuzzi, e che è stata sostenuta in tutto questo tempo dai presidi e dalle manifestazioni promosse da tutte le sigle sindacali e ampiamente partecipate dai lavoratori”.
L'accordo prevede l’utilizzo della CIGS fino al 62%, a fronte dell'80% chiesto dall'azienda, ma con confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e le Rsu/Rsa sui calendari e sulla modulazione della cassa, l’anticipo del trattamento di integrazione salariale da parte dell’azienda, la disponibilità di 6 milioni di euro per un piano di incentivazione all’esodo, da definire con un successivo accordo sindacale, l'attivazione di politiche attive messe a disposizione dalla regione Puglia e Basilicata, all’interno del percorso precedentemente messo a disposizione che mette altre risorse economiche per i lavoratori che decidono di aderire agli interventi, il monitoraggio trimestrale presso il Mimit, alla presenza anche del ministero del Lavoro sull’effettiva applicazione degli accordi, la conferma del tavolo Mimit del 27 maggio 2026, dove dovranno essere affrontati i temi industriali veri: volumi produttivi, investimenti, stabilimenti italiani, politiche attive, formazione e prospettive occupazionali.
“Nell'intesa - spiegano i sindacati - va valorizzato anche il ruolo svolto dal ministero del Lavoro, che ha contribuito a costruire una soluzione condivisa e a evitare una gestione unilaterale della procedura. L’accordo, tuttavia, non chiude la vertenza. Serve ora proseguire il confronto al Mimit per ottenere risposte chiare e verificabili sul futuro industriale del Gruppo Natuzzi. Confronto dal quale ci aspettiamo risposte chiare sul progetto industriale".
L'accordo arriva in un contesto particolarmente complesso per il settore del mobile imbottito, fortemente condizionato dalla crisi dei mercati internazionali, dalla contrazione degli ordini e dalle tensioni economiche globali che stanno colpendo in maniera significativa l'intero distretto produttivo tra Puglia e Basilicata.
"I lavoratori - concludono Feneal, Filca, Fillea, Filcams, Fisascat, Uiltucs - hanno già pagato un prezzo altissimo. Per questo continueremo a vigilare sull’applicazione dell’accordo e a rivendicare una prospettiva industriale seria, capace di tutelare lavoro, competenze e futuro del distretto del mobile imbottito, sul quale chiederemo al Mimit e alla presenza del Ministro le garanzie al centro della nostra azione sindacale".
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