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30 luglio 2021

Carrefour Italia, prosegue il confronto con la direzione della multinazionale francese della grande distribuzione organizzata. Sul tavolo il Progetto Franchising, il tema delle attività e dei servizi forniti da terzi in regime di appalto e le dismissioni della rete vendita

Dell’Orefice: «Carrefour si impegni, in qualità di franchisor, a pretendere dai propri franchisee il rispetto di alcune condizioni concernenti i rapporti di lavoro e l’applicazione integrale del contratto nazionale di settore. Non assisteremo silenti all’opera di smantellamento di ipermercati, market ed express ed alla conseguente distruzione di posti di lavoro»

Roma, 30 luglio 2021 - Il confronto inaugurato il 30 aprile scorso con la direzione della multinazionale francese della grande distribuzione organizzata Carrefour in occasione della cosiddetta “informativa” annuale svoltasi alla presenza del Ceo Rabatel, è proseguito su una bozza di documento sul Progetto Franchising presentato dalla direzione aziendale. I sindacati di categoria Cgil Cisl Uil hanno richiesto di stabilire in maniera univoca l’impegno di Carrefour, in qualità di franchisor, a pretendere dai propri franchisee il rispetto di alcune condizioni concernenti i rapporti di lavoro.

Più nello specifico, per gli operatori in affitto di ramo di azienda, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno esternato l’auspicio che nell’intesa trovi posto anche l’obbligo ad applicare il contratto collettivo nazionale di categoria sottoscritto dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nonché la salvaguardia dei mandati delle rappresentanze sindacali presenti nel singolo punto vendita e delle relative agibilità.

I sindacati elaboreranno, delle integrazioni e delle correzioni al testo proposto dall’azienda e, successivamente, provvederà a rimetterle la traccia emendata, al fine di procedere speditamente col confronto negoziale.

Anche sul tema delle attività e dei servizi forniti da terzi in regime di appalto i sindacati hanno auspicato che si voglia procedere ad un confronto finalizzato al raggiungimento di un’intesa.

La Fisascat Cisl, richiamando i negativi risultati gestionali degli ultimi anni e le sempre più frequenti dismissioni della rete commerciale diretta, ha evidenziato la improcrastinabile necessità di aprire un confronto sul piano di ristrutturazione che l’azienda sta, di fatto, realizzando unilateralmente. In particolare la categoria cislina ha richiesto a Carrefour Italia di operare congiuntamente col sindacato affinché sia preservata la continuità della gestione diretta della rete di vendita e si arresti la massiva emorragia di pdv in direzione del franchising.

Richiamando, inoltre, i dati di bilancio di GS S.p.A., la Fisascat Cisl, presente al confronto con il segretario generale aggiunto Vincenzo Dell’Orefice, ha rammentato che, in virtù delle 849 fuoriuscite verificatesi nel 2020, l’incidenza del costo del lavoro in termini percentuali sui ricavi si sia ridotta significativamente (e che, nell’ultimo esercizio, la reale incidenza del costo del lavoro sui ricavi, al netto degli oneri sostenuti per il piano di ristrutturazione e riorganizzazione, nonché per l’accantonamento delle risorse destinate a rischi ed oneri vertenziali, sia in effetti migliorata ancor di più di quanto dichiarato dall’azienda).

Le preoccupazioni relative al futuro della rete commerciale diretta, che al 31 dicembre dell’anno scorso constava di 48 ipermercati, 197 market, 163 express e 12 cash and carry, ma che nella prima metà del 2021 ha subito ulteriori dismissioni, naturalmente, non sono state ridimensionate dalle lacunose informazioni rassegnateci dai rappresentanti di parte aziendale. A tal riguardo, le parti si sono aggiornate a settembre per poter disporre di informazioni di maggior dettaglio in ordine ai programmi concernenti la rete.

La Fisascat Cisl ha dichiarato all’azienda che, nel caso in cui il management di Carrefour Italia dovesse insistere nel portare avanti le sue scelte unilaterali volte ad alienare ulteriori porzioni di rete commerciale, peraltro conferendole ad entità imprenditoriali sovente neanche in grado di gestirle, non assisterà silente ed inerte all’opera di smantellamento di ipermercati, market ed express ed alla conseguente distruzione di posti di lavoro.